Economie resilienti grazie al sostegno dell’Europa alle regioni industriali

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Lo scorso 7 marzo la Commissione europea ha annunciato che altri sette territori aderiranno all’azione pilota europea sulla transizione industriale. Il gruppetto si unirà ai territori già indicati nel dicembre 2017, tra cui figura la regione italiana del Piemonte.

L’azione pilota europea rientra nel complesso d’iniziative presentate a luglio 2017 nella comunicazione “Rafforzare l’innovazione nelle regioni d’Europa” e destinate a ridurre il divario in tema di competitività e innovazione. L’azione pilota per la specializzazione intelligente, infatti, applica un approccio innovativo finalizzato alla creazione di economie resilienti e alla crescita occupazionale mediante lo sviluppo dei vantaggi competitivi di ciascuna regione, e rappresenta pertanto un essenziale strumento di collaborazione e partenariato con tali territori, fornendo loro sostegno e consulenza nell’ambito di programmi per la coesione, la ricerca e la competitività industriale.

La Commissaria responsabile per la Politica regionale, Corina Crețu, aveva già nel dicembre 2017 affermato che “Le regioni selezionate oggi condividono lo stesso desiderio di affermarsi in un’economia globalizzata, di diventare leader dell’innovazione e di contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici e possono contare sul talento dei loro lavoratori, delle loro imprese e dei ricercatori e sul sostegno concreto dell’UE.

Le regioni selezionate hanno difatti la possibilità di affrontare sfide significative nei settori in cui manifestano carenza di competenze specifiche, costi elevati e deindustrializzazione, e che di conseguenza non risultano spesso in grado di attrarre investimenti esteri che incoraggino la modernizzazione industriale e che sfruttino le opportunità offerte dai programmi europei. Pertanto, grazie all’azione pilota della Commissione, ciascun territorio sarà supportato nell’elaborare strategie di trasformazione economica regionale, focalizzandosi sulle priorità nei settori di nicchia in cui risultano più competitive.

A tal proposito la stessa Corina Crețu ha nuovamente dichiarato: “La transizione industriale è una sfida importante per la nostra economia e la nostra società. Dobbiamo trovare nuovi modi per garantire che tutti, ovunque si trovino, possano beneficiare delle opportunità offerte dall’innovazione e dai mutamenti tecnologici. Sono molto lieta della futura collaborazione con 10 regioni e due Stati membri, che ci permetterà di aiutarli a sfruttare al massimo i loro punti di forza e le loro potenzialità per abbracciare l’innovazione, la decarbonizzazione e la digitalizzazione e per sviluppare le competenze necessarie per il futuro.”

Le regioni selezionate riceveranno infatti continua assistenza da parte della Commissione stessa, nonché di esperti esterni e dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), in grado di aiutare a prepararsi per le professioni del futuro, ampliare l’innovazione, sostenere la transizione a un’economia a basse emissioni di carbonio, incoraggiare l’imprenditorialità e promuovere la crescita inclusiva. Previsti fino a 200 mila euro, messi a disposizione dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), per coprire eventuali spese di consulenza esterna. Altri 300 mila euro, sempre provenienti dal FESR, andranno a beneficio delle strategie di trasformazione economica regionale, che dovranno essere pronte entro la fine del 2018.