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A 26 anni dalla messa al bando in Italia, l’amianto continua ad uccidere: 6.000 in Italia e più di 100.000 nel mondo, i decessi provocati dall’amianto nel solo anno 2017 (stime confermate dall’OMS).

Deceduto per mesotelioma Lucandri Roberto il 27.04.2018: le fibre killer respirate presso l’Ospedale di Rieti.

L’Italia invasa dall’amianto: la ricorrenza della giornata delle vittime dell’amianto è segnata anche quest’anno dal lutto, ha reso l’anima a Dio, proprio questa mattina (27.04.2018), Roberto Lucandri, dipendente della ASL di Rieti, esposto ad amianto presente nell’ospedale di Rieti, in seguito a mesotelioma contratto per motivi lavorativi. È la seconda vittima di mesotelioma per presenza di amianto nell’ospedale di Rieti. “L’amianto dell’ospedale di Rieti ha ucciso anche mio padre, dopo aver ucciso, sempre per mesotelioma, Nicoletti Mario, altro dipendente della ASL di Rieti. Con l’assistenza dell’Avv. Ezio Bonanni, depositerò una denuncia penale per il reato di omicidio a carico della dirigenza ASL Rieti, per la presenza di amianto nell’ospedale, e anche per il comportamento omissivo della dirigenza, e per tutte le complicità. Spero che la Procura della Repubblica di Rieti faccia piena luce sulle condotte criminose che hanno portato alla morte di mio padre, che ha lavorato privo di maschere protettive. La morte di mio padre non mi fermerà nel chiedere giustizia contro i carnefici che hanno utilizzato amianto’ dichiara la Sig.ra Roberta Lucandri, figlia di Roberto, e attivista volontaria dell’Osservatorio Nazionale Amianto di Rieti. Interviene anche Antonio Dal Cin, portavoce dell’ONA Nazionale, ex finanziere esposto professionalmente ad amianto, che è stato riconosciuto vittima del dovere “Esprimo a Roberta Lucandri e alla sua famiglia, a nome del Presidente Avv. Ezio Bonanni, e di tutti gli iscritti ONA, le condoglianze per la morte del padre, il caro Roberto, che io ebbi modo di conoscere nel marzo 2015, nel convegno dell’ONA che si è tenuto presso il Comune di Rieti. Lo ricordo combattivo e sempre in prima fila nei convegni e attività ONA, sempre sostenuto dall’Avv. Ezio Bonanni, che con lui aveva iniziato la battaglia legale che ha portato alla luce la presenza di amianto nell’ospedale di Rieti. Spero che la Procura della Repubblica di Rieti faccia

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piena luce sull’assassinio con amianto del Sig. Lucandri Roberto, anche sulle responsabilità omissive e per il reato di omicidio colposo aggravato dalla violazione di norme sul lavoro’. Non sono bastati 26 anni dall’entrata in vigore della L. 257/92, che ha vietato l’estrazione, la lavorazione e la commercializzazione dell’amianto, perché ce ne sono ancora 40.000.000 di tonnellate in tutto il territorio nazionale, con 50.000 siti contaminati, cui si aggiungono circa 1.000.000 di micrositi, e una condizione di rischio per tutti i cittadini.  L’Osservatorio Nazionale Amianto è impegnato in prima linea per la prevenzione e cioè per la bonifica, che tarda a venire per l’incapacità delle forze politiche di agire con efficacia, la diagnosi precoce, terapia e cura delle patologie asbesto correlate (prevenzione secondaria) e il risarcimento danni (prevenzione terziaria).

La mappa del rischio in Italia: Nulla e nessuno sono risparmiati dalla fibra killer:  – le scuole (circa 2.400), con un rischio esteso a circa 350.000 studenti e 50.000 dipendenti, tra docenti e non;  – gli ospedali;  – gli altri edifici pubblici;  – i mezzi di trasporto: gli aeromobili, le navi, i treni, etc.; – nelle Forze Armate e Comparto Sicurezza: nelle unità navali e nelle installazioni della Marina, negli elicotteri e negli aeromobili dell’Aeronautica, nei mezzi e nelle installazioni dell’Esercito e perfino nella Guardia di Finanza, come dimostra il caso di Antonio Dal Cin, il finanziere, eroe civile, vittima di asbestosi che, pur congedato per inabilità totale e riconosciuto vittima del dovere, continua il suo impegno per ottenere la bonifica di tutti i siti contaminati e la tutela delle vittime; – nelle installazioni industriali: petrolchimici, aziende metallurgiche, centrali elettriche, idroelettriche, termoelettriche, etc.; Ad oggi, nonostante la sua accertata pericolosità (anche Iarc, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro delle Nazioni Unite, ha infatti riconosciuto l’amianto come cancerogeno e ha chiesto di bandirne l’utilizzo in ogni sua forma), non esiste una normativa internazionale che ne limiti la produzione e la commercializzazione. La Confederazione Internazionale dei Sindacati (Ituc), e il Sindacato Mondiale dell’Industria (IndustriAll) hanno sostenuto dodici nazioni africane nel chiedere l’inserimento dell’amianto nella lista dei materiali pericolosi della Convenzione di Rotterdam.

Sono solo circa sessanta i paesi nel mondo ad aver bandito l’amianto.

Il mesotelioma è il tumore che si origina dalle cellule del mesotelio per effetto delle fibre di amianto (che ne costituisce l’esclusiva causa di insorgenza), rappresenta l’ottava causa di morte sia negli uomini sia nelle donne; una macabra contabilità che non tiene conto di tutte le altre patologie asbesto correlate, molto meno rare. Secondo i dati pubblicati i dati dell’ONA l’amianto nel solo 2017 ha ucciso circa 2.000 persone con il mesotelioma, e poi se si tiene conto anche delle altre patologie, si superano i 6.000 decessi (tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco e del colon retto e quelle fibrotiche – asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici e per complicazioni cardiocircolatorie), e più di 100.000 nel mondo. Secondo Iarc 2012i (International Agency for Research on Cancer), tra le neoplasie causate dall’esposizione all’amianto rientrano anche il cancro alla laringe e alle ovaie, ed inoltre è stata confermata l’associazione tra esposizione ad amianto e maggiore incidenza di cancro alla laringe, allo stomaco e al colon retto. “L’emergenza amianto è ben più vasta di quello che raccontano i dati epidemiologici: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, purtroppo ogni anno, solo per il mesotelioma e per il tumore al polmone, perdono la vita più di 107.000 persone e decine di migliaia sono coloro che si ammalano. In Italia più di 6.000 persone perdono la vita ogni anno. Ciò non può essere più sopportato, l’ONA chiede la messa al bando globale dell’amianto e la bonifica in Italia. Solo evitando le altre esposizioni si può arrestare l’epidemia di patologie asbesto correlate” dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA. L’ONA sta monitorando la situazione. La piattaforma webwww.onarepac.it mappa e censisce tutti i casi di patologie asbesto correlate, ovvero quello patologie che si sospetti abbiamo origine dall’esposizione ad amianto. I numeri della strage: – 6.000 decessi per patologie asbesto correlate – 1.900 i nuovi casi di mesotelioma, secondo i dati pubblicati da “I numeri del cancro in Italia 2016 di Aiom /Airtum”. Questi dati sono corrispondenti a quelli censiti da ONA. Il Renam ne ha comunque registrati una media superiore ai 1.500 per ogni anno. – 1 su 234, gli uomini in Italia che rischiano di sviluppare questa patologia. – 1 su 785, le donne in Italia che rischiano di sviluppare questa patologia.  – 4% i decessi oncologici per mesotelioma in entrambi i sessi.  – 2.732, i pazienti ad oggi, in Italia, con diagnosi di mesotelioma. – 2.400 sono le scuole italiane in cui sono presenti amianto e i materiali di asbesto. – 1.000 gli anni necessari per rimuovere totalmente ogni traccia di amianto in Italia. Il Prof. Boeri, Presidente dell’INPS, ha stimato, ottimisticamente, in 85 anni il tempo necessario per poter bonificare tutto l’amianto presente nel territorio nazionale.

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