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Si tratta dello sbarco con il minor numero di migranti mai registrato a Pozzallo.
In queste ore è in corso un altro sbarco di 107 migranti e le attività della Polizia di Stato sono già state avviate. 

12 i fermati nel 2018; 112 i fermati nel 2017 (7 minori); 200 i fermati del 2016 (29 minori).

Nel 2018 presso l’Hot Spot di Pozzallo hanno già fatto ingresso 1668 migranti in occasione di 12 approdi; nel 2017 erano arrivati 11278 migranti in occasione di 47 approdi; nel 2016 erano arrivati 18.488 migranti in occasione di 56 sbarchi.

La Polizia a seguito dello sbarco di ieri ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di:

HSEN Mohmed Sadek, nato in Egitto in data 09.09.1986.

Secondo i testimoni è lui che ha condotto l’imbarcazione partita dalle coste libiche. Il responsabile del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorreva con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.

I migranti sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri.

Alle ore 07,50 del 06 maggio u.s. la nave della Marina Militare Italiana Bergamini, avvistava un piccolo natante con scafo bianco, con a bordo dei migranti. Stante che il piccolo natante, sebbene in buone condizioni di galleggiabilità, si trovava a circa 33 miglia dalla costa, in considerazione della richiesta di aiuto da parte dei migranti stessi, la nave militare dichiarava evento S.A.R. Dopo aver comunicato il tutto a IMRCC di Roma, su disposizione di quest’ultimo comando, la nave Militare procedeva al soccorso di 7 migranti. Alle ore 20,00 successive i migranti venivano trasbordati sulla nave della Guardia Costiera Italiana Luigi Dattilo CP 940 che successivamente li traportava presso il porto di Pozzallo ove la predetta unità navale giungeva alle ore 18,00 del 9 maggio 2018.

 Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione di un’aliquota della Guardia di Finanza di Pozzallo e gli Ufficiali della Capitaneria di Porto in servizio sulla nave “Dattilo”, hanno sottoposto a fermo lo scafista che ha condotto l’imbarcazione con a bordo 7 migranti.

I migranti sono partiti dalla Libia in quanto volevano raggiungere l’Europa, affidandosi ad un trafficante libico che li ha consegnati ad un egiziano che ha condotto la barca di piccolissime dimensioni al di fuori della acque libiche.

I migranti hanno pagato circa 1.200 dollari per viaggiare a bordo di una piccola imbarcazione con rischi altissimi per la loro vita.

Grazie alle testimonianze dei passeggeri è stato possibile trarre in arresto lo scafista che su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stato condotto in carcere.

Le indagini condotte dalla Polizia Giudiziaria, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, gli investigatori hanno infatti ristretto gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione. Sono ormai quotidiane le udienze di incidente probatorio e quelle che portano alla condanna degli scafisti, rispettivamente per la ulteriore cristallizzazione in sede processuale della prova anche ai fini dibattimentali. Al riguardo molte le sentenze di condanne dell’Autorità Giudiziaria.

 

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