Palermo. Vigili urbani assolti, Figuccia: “Messina novello Ponzio Pilato”

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“Tutto è bene quel che finisce bene, soprattutto per le decine di padri di famiglia sottoposti alla gogna mediatica di essere fannulloni, o peggio, perché non avrebbero timbrato il cartellino, ma la vicenda dei 70 vigili urbani assolti con formula piena lascia un sapore amaro, soprattutto perché con un pizzico di attenzione degli allora vertici di via Dogali tutta questa vicenda poteva finire prima di cominciare”. Ad affermarlo Sabrina Figuccia, consigliere comunale dell’Udc, che prosegue: “Leggendo la sentenza, si resta davvero sbigottiti. Uno degli indagati, infatti, è un vigile affetto da poliomelite con gravi limitazioni della deambulazione e conseguente invalidità riconosciutagli dall’Inps. Per questo motivo, era stato autorizzato a parcheggiare nell’area condominiale dell’ufficio in modo da potere raggiungere agevolmente il proprio posto di lavoro a piano terra, entrando nei locali di via Dogali da un ingresso in cui non c’è l’apparecchio di timbratura. Insomma, è finito nel calderone degli indagati nonostante il suo grave handicap e soprattutto dopo essere stato autorizzato. Ma l’ex comandante Messina, prima di denunciarlo alla Procura della Repubblica, non poteva stare più attento e magari chiedersi il motivo per il quale non timbrava? Molti degli altri vigili finiti in questo tritacarne mediatico svolgevano mansioni fuori dagli uffici, come il controllo dei cambi di residenza.

Davvero un bell’affare per le casse del Comune e dello Stato, costrette a sostenere spese assolutamente inutili, oltre ad ingolfare il lavoro dei magistrati palermitani, quando sarebbe stato sufficiente qualche controllo interno in più o magari l’avvio di un semplice procedimento disciplinare, che comunque si sarebbe anche questo concluso con un buco nell’acqua. Giusti il rigore e la severità, ma solo se accompagnati dal buon senso, che in questo caso è clamorosamente mancato, forse per l’esagerata voglia di protagonismo di qualcuno”.