Procura di Messina, richiesta archiviazione per agguato contro Antoci

0
320
Condividi l'articolo, fallo sapere ai tuoi amici ! 
  • 5
  •  
  •  
  •  
    5
    Shares

La procura di Messina ha chiesto l’archiviazione per le 14 persone indagate per l’agguato contro Giuseppe Antoci, ex presidente del parco dei Nebrodi, vittima di una sparatoria nella strada fra Cesarò e San Fratello. “Purtroppo non si è riusciti ad individuare gli esecutori dell’attentato – commenta Antoci -, ma una cosa certa è venuta fuori dal lavoro di magistrati e forze dell’ordine, nonché dalle perizie effettuate a Roma: Antoci doveva morire, colpendo prima l’auto e poi, attraverso le molotov ritrovate, incendiarla e obbligare lui e gli uomini della scorta a scendere per essere poi giustiziati”. “Altro che atto intimidatorio come alcuni avevano ventilato, guidando la macchina del fango – aggiunge Antoci -. Viene fuori invece l’agghiacciante volontà del commando di uccidere me e gli uomini della scorta attraverso un attentato efferato e crudele”. “Pur trattandosi di una richiesta di archiviazione, che non chiude il caso ma che lo mette al riparo da problemi tecnico-giuridici, è venuta fuori, inequivocabilmente, la dinamica dei fatti – prosegue -. Aspetto di leggere meglio le motivazioni della richiesta di archiviazione – continua Antoci – cercando di dare anche io il mio contributo, ma nel frattempo nessuno si illuda tra i mafiosi e i collusi che il pericolo è passato, l”impegno va avanti con convinzione e con quanti hanno gustato la libertà e la necessità di portare avanti nei Nebrodi, in Sicilia e nel Paese sani e puliti percorsi di legalità. Ormai il Protocollo è legge, se ne facciano una ragione, ormai i mafiosi non potranno più accaparrarsi i Fondi Europei per l’Agricoltura a discapito dei poveri e onesti agricoltori”. “Forse un giorno uscirà il solito pentito – continua Antoci – che porterà ad assicurare alla giustizia i mafiosi che quella notte ci hanno attaccato. Del resto la storia della Sicilia ci ha insegnato che è solo grazie a loro e allo sforzo degli investigatori che, alla fine, si sono risolti inda efferati agguati mafiosi che hanno insanguinato la Sicilia”. “Oggi la magistratura e le forze dell’ordine – conclude Antoci – mettono un punto fermo, pur non riuscendo a risalire alla difficile individuazione degli attentatori, chiariscono in maniera netta una cosa: Antoci andava ucciso, andava eliminato ed in un modo terribile e feroce. Coloro che in questi due anni hanno tentato di depistare, di infangare, di frenare tutto il percorso avviato hanno ormai una sola cosa da fare: Vergognarsi”, conclude Antoci.