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Circa 1.500 soci provenienti dalle sezioni Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) d’Italia, incontrano il Papa, in compagnia di amici e parenti. Scopo dell’incontro parlare al Santo Padre delle attività e degli impegni dell’Uildm a sostegno di coloro che soffrono di patologie e disabilità neuromuscolari, compresa la distrofia muscolare, sia attraverso un supporto medico sia con l’assistenza sociale, come avviene già da quasi sessanta anni. E poi c’è anche il sostegno alla ricerca scientifica verso cui soci e volontari Uildm nutrono sempre le più vive speranze. La stessa speranza che il Papa ha donato oggi ai suoi visitatori. Per l’occasione, alcuni bambini hanno donato al Santo Padre una farfalla d’argento, simbolo di recenti campagne in piazza dell’Uildm, accompagnata da una pergamena e dal gonfalone dell’associazione.

La sezione Uildm di Palermo è stata presente anch’essa, all’incontro con Papa Francesco, con una delegazione di 19 persone che hanno portato a lui i saluti da parte di tutti i soci palermitani. A questa “udienza speciale” hanno partecipato Giovanni D’Aiuto (presidente Uildm Palermo), Carlo Tranchina e Gaetano Cutrera (atleti della squadra di weelchair hockey “Red Cobra”), Anna Bonaccorso ed Heikel, tra i componenti dell’associazione in carrozzina; e con loro andranno anche: Giuseppina Corso (vice presidente Uildm Palermo), Antonella D’Aiuto, Fabio Puglisi, Marcello Cacioppo (allenatore Red Cobra), ed altri soci ancora.

Le malattie genetiche riguardano circa 200 patologie ereditarie caratterizzate dalla progressiva degenerazione e dall’indebolimento dei muscoli volontari. In Italia ne soffrono circa 40.000 persone, di cui la metà con forma di distrofia. Ancora ad oggi, purtroppo, non esiste alcuna cura che possa portare ad una guarigione. La piena fiducia nella ricerca è quindi essenziale, ed essa va avanti da anni attraverso studi e sperimentazioni cliniche.

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L’Uildm, dal 1961, si batte inoltre per promuovere l’inclusione sociale delle persone con disabilità attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle nostre città, e grande è il lavoro dei soci e dei volontari, in tutte le 66 sezioni locali, che divengono punto di riferimento per coloro che necessitano di supporto fisico e morale.

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