Pubblicità
Condividi l'articolo, fallo sapere ai tuoi amici ! 
  • 20
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    20
    Shares

Nelle prime ore della mattinata odierna, i carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Monreale hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia – Sezione territoriale di Palermo, nei confronti di 6 persone ritenute, a vario titolo, responsabili di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata. L’attività investigativa denominata “Operazione nuovo Papa” ha dato i risultati sperati.

Anche questa operazione – come le precedenti indagini dei Carabinieri denominate“Quattropuntozero” e“Montereale” (all’esito delle quali, tra marzo e ottobre 2016, erano stati arrestati molti esponenti apicali del mandamento di San Giuseppe Jato) – sono relative alla famiglia mafiosa di Monreale.

Pubblicità

“Al di là dell’importante esito operativo conseguito dall’arma dei carabinieri – commenta il colonnello Antonio Di Stasio comandante provinciale dei carabinieri di Palermo – mi preme in particolare evidenziare un profilo commemorativo importante per l’Istituzione. Dopodomani ricorrerà il 35° anniversario dell’uccisione per mano mafiosa del caporale D’Aleo proprio allora comandante della compagnia carabinieri di Monreale, nonché dell’appuntato Bommarito e del carabiniere Morici. L’attività di indagine – continua Di Stasio – che a suo tempo portò all’arresto degli esecutori materiali del citato omicidio dimostrò anche la compartecipazione proprio del mandamento di san Giuseppe Jato e della famiglia mafiosa di Monreale, unitamente a quella di san Lorenzo. Stralci della sentenza del 2001 per l’omicidio D’Aleo ricordano infatti come l’Ufficiale avesse ripreso le attività investigative condotte dal suo predecessore, il caporale BASILE (anch’egli comandante della compagnia di Monreale e ucciso il 4 maggio 1980 sempre per mano mafiosa) e dall’appuntato Bommarito, nei confronti del mandamento di San Giuseppe Jato – di cui era reggente Brusca – e della famiglia mafiosa di Monreale – retta in passato anche da Settimo (uomo d’onore vicino a Bernardo Provenzano) e da Salvatore Damiani, rispettivamente zio e padre del Sergio Damiani oggi destinatario della misura restrittiva, nonché designato il “Nuovo Papa”.

Pubblicità Ciao, ti invito a mettere "Mi piace" alla mia Pagina perché ho pensato che ti potrebbe fare piacere sostenerla. Riceverai aggiornamenti relativi alle novità e potrai interagire con altre persone su questa Pagina.