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Una guida turistica aveva scritto qualche giorno fa all’associazione comitati civici Palermo, presieduta da Giovanni Moncada, criticando una casa in via dello Spasimo.
“Con mio grande stupore – aveva riferito – a pochi metri dalla chiesa cinquecentesca di Santa Maria dello Spasimo, nel cuore dell’antico quartiere arabo della Kalsa, ecco che pochi giorni fa all’improvviso compare una facciata bianca e turchese…
Io pensavo di essere una guida di Palermo e invece forse sono su un’isola greca e non lo sapevo!
Mi chiedo se questi lavori siano stati approvati da qualcuno e se sia normale che chiunque decida di colorarsi casa propria per come gli passa per la mente…”.

Il proprietario della casa, che ha letto l’articolo, ha deciso di replicare: “La casa allo spasimo è mia, sono vecchie case di pescatori originariamente. Cattivo gusto non mi sembra, bisogna piuttosto guardare com’è ridotta l’aiuola con immondizia. Una persona che fa la guida dovrebbe conoscere la storia dei luoghi che presenta, io trovo molto più indecorosi gli escrementi dei cani di fronte la chiesa e le carcasse dei gatti morti gonfi dal caldo che per giorni giacciono ai bordi della strada”.

E scopriamo anche che si tratta di una casa vacanze e che anche all’interno è in perfetto stile marinaresco. Quindi, con buona pace di quelli che vogliono un aspetto più “serioso” per lo Spasimo, le origini richiamano ai marinai e poi gustibus non disputandum est!

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