Pubblicità
Condividi l'articolo, fallo sapere ai tuoi amici ! 
  • 226
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    226
    Shares

A Geraci Siculo si è scoperto un secondo caso di tubercolosi, qualche mese fa la notizia che un ragazzo immigrato che frequenta l’istituto comprensivo “21 marzo” aveva la tubercolosi e ora anche un’insegnate è risultata positiva al test. A raccontarcelo in una videointervista  Antonella Macaluso, la zia di due alunni che frequentano il plesso scolastico. “La situazione mi ha lasciata sconvolta – dice Macaluso – l’ho saputa per caso parlando con mio nipote. Le ingiustizie mi pesano molto, i nostri bambini sono fragili in questo momento. Ce l’ho con chi utilizza i migranti per fare bussines questo lo dico perché il bambino si è ammalato a metà aprile e la lettera arriva ai genitori degli altri alunni il 12 giugno. Il dubbio è che si sia ritardata la comunicazione perché il 10 giugno c’erano le amministrative e si voleva evitare di fare perdere voti a qualche parente. Inoltre fra i potenziali candidati c’era il proprietario di una coooperativa che si occupa dei migranti a Geraci, la cooperativa Sant’Antonio. L’altra cosa che scopro è che la sorella del dirigente scolastico ha lavorato per la stessa comunità”.

Pubblicità

“L’Asp di Petralia – aggiunge Macaluso – aveva solo quaranta test per la tubercolosi e quindi ancora non si è potuto verificare lo stato di salute di tutti gli studenti”.

Sono un centinaio i ragazzi immigrati venti nella comunità Sant’Antonio e gli altri nella comunità Ventimiglia su 1.800 abitanti a Geraci Siculo.

E oltre alla tubercolosi emerge anche un problema relazionale fra i ragazzi migranti e i ragazzi locali. “Non c’è controllo – protesta Macaluso – i ragazzi della comunità sono allo stato brado”.

Pubblicità Ciao, ti invito a mettere "Mi piace" alla mia Pagina perché ho pensato che ti potrebbe fare piacere sostenerla. Riceverai aggiornamenti relativi alle novità e potrai interagire con altre persone su questa Pagina.