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Foto: @micheleponziophotografy

Grandi applausi e tante risate per il debutto della commedia Le Rane di Aristofane al Teatro greco di Siracusa. Lo spettacolo diretto da Giorgio Barberio Corsetti ha catturato il pubblico del cinquantaquattresimo Festival al Teatro greco di Siracusa con una messa in scena che punta su un grande cast, con Salvo Ficarra nei panni di Dioniso e Valentino Picone che interpreta Santia, le musiche dei SeiOttavi, alcuni video ripresi in diretta e proiettati attraverso un led wall e una grande bilancia per pesare i versi di Euripide ed Eschilo.

La commedia, inserita nel calendario della stagione piu’ lunga di sempre nella storia della Fondazione Inda, sara’ in scena fino al 15 luglio. In scena anche Roberto Salemi (Eracle), Dario Iubatti (che ricopre tre ruoli: un morto, un servo e Plutone), Giovanni Prosperi (Caronte), Francesca Ciocchetti (ostessa), Valeria Almerighi (Platane), Gabriele Benedetti (Euripide), Roberto Rustioni (Eschilo), Gabriele Portoghese (corifeo) e Francesco Russo (Eaco). La traduzione e’ di Olimpia Imperio, la scena di Massimo Troncanetti, i costumi di Francesco Esposito, le musiche dei SeiOttavi (Germana Di Cara, Vincenzo Gannuscio, Alice Sparti, Kristian Andrew Thomas Cipolla, Massimo Sigillo’ Massara, Ernesto Marciante) che fanno parte anche del coro di rane della palude infernale e dei sacri iniziati ai Misteri Eleusini. Il coro e’ formato dagli allievi dell’Accademia d’arte del dramma antico.

Di grande suggestione anche le marionette ispirate alle sculture di Gianni Dessi’ e realizzate da Einat Landais mentre Marzia Gambardella ne ha curato la direzione dei movimenti e Carlo Gile’ la costruzione. Il disegno luci e’ di Marco Giusti, le riprese video di Igor Renzetti. Un brevissimo video con un estratto dell’incontro a Venezia, nel 1968 tra un giovane Pier Paolo Pasolini e il poeta americano Ezra Pound chiude lo spettacolo. “Nelle rane – spiega il regista Corsetti – si raccontano con nomi e particolari espliciti le vicende di una citta’ in crisi dove il teatro sembra agli sgoccioli e la politica e il vivere comune minato dagli interessi particolari. La commedia, attraverso Dioniso e Santia diventa sublime gioco del mondo. La disputa e’ certamente tra due poeti ma soprattutto e’ tra poetiche visione del mondo, dunque il senso stesso del teatro viene messo in gioco, il rapporto tra teatro e mondo”.

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