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“Il tema delle politiche attive del lavoro e della riorganizzazione dei servizi per il lavoro è materia che va affrontata al tavolo confederale”.
A dichiararlo Giuseppe Messina, Segretario regionale Ugl Sicilia.
“Dopo l’incontro del 19 luglio  in assessorato lavoro che non ha prodotto alcun passo in avanti e di certo non per responsabilità dell’assessore Ippolito – aggiunge il Segretario regionale  Ugl – il confronto deve necessariamente essere ricondotto al tavolo istituzionale già costituito dal Presidente della Regione Musumeci e che individua l’assessore Mariella Ippolito quale interlocutore diretto delle organizzazioni sindacali confederali maggiormente rappresentative in materia di lavoro e politiche attive”.
“Il tema del lavoro e delle politiche attive – dice Messina – necessita di un percorso confederale condiviso che tocchi il riordino dei centri per l’impiego, il futuro degli ex sportellisti e la messa in campo delle risorse comunitarie e nazionali previste per superare tutte le criticità, anche rendendo operativo il protocollo con Anpal e chiedendo un accordo operativo.Con il ministero del lavoro”.
“Chi in questo momento – sottolinea il sindacalista – tenta corsie preferenziali per risolvere solo uno degli aspetti della complessa vertenza commette un madornale errore e rischia di allungare inesorabilmente i tempi per il ritorno al lavoro, mostrando scarsa duttilità rispetto ad un tema che tocca trasversalmente tutta la società dai giovani ai potenziali percettori del reddito di cittadinanza in una Regione, come la Sicilia, maglia nera per tasso di povertà relativa ed assoluta e con una chiara deficienza nella rete dei Cpi”.
“Coloro che invece pensano di attaccare il governo regionale, additandolo di fallimentare gestione delle politiche attive del lavoro, dimostra poca sensibilità e memoria corta – conclude Messina – perché l’esecutivo Musumeci è all’opera da pochi mesi ed ha subito un rallentamento a causa del fatto che il governo nazionale opera soltanto da poche settimane, mentre il precedente ha avuto cinque anni per mettere in campo un sistema efficace ed efficiente dei servizi per il lavoro, con interlocuzione diretta col governo nazionale “amico”, ed invece ha fallito miseramente. Quello si che è fallimento”!

 

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