Carlo Alberto Dalla Chiesa, la poesia a lui dedicata da Strinati

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A CARLO ALBERTO DALLA CHIESA

di Fabio Strinati

Per mano di potenti e disonesti
( costruttori di temporali ) o di calabroni
che fanno rumore con le loro ali
muovendosi in zone d’ombra
ti hanno tolto alla vita
come vapore s’alza e scompare
dalla pioggia, e quel fragore improvviso
che la tua anima e quella in fiore
di una raffinata donna
hanno mandato in rovina sotto una coperta scura,
dentro una serata troppo corta,

nel mese caldo e ombroso di settembre.

Sul tuo volto la speranza verde di un campo
e del suo fertile contorno:
luce negli occhi come l’alba d’un giorno,
il sole chiaro del mattino
in un mezzogiorno ancora oggi abbandonato
è in me ancora vivo il tuo ricordo
che nel cuore rosso adamantino,

s’è delicatamente rifugiato.