Borsa di studio dedicata a Manganelli, Gabrielli: “Cosa nostra c’è ancora, ma ha cambiato modalità”

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”Cosa nostra c’è, continua ad operare con diverse le modalità. Sono diversi i modi con i quali cerca di riaffermare la sua presenza. Il fatto che per fortuna non ci siano manifestazioni violente, come questa città ha vissuto nella prima e seconda guerra di mafia, nella stagione stragista, non significa che Cosa nostra abbia abbassato la guardia. Ha cambiato strategia come Antonio Manganelli diceva spesso e non lo ha fatto per un libero convincimento, ma perché c’è stata una risposta forte delle istituzioni e soprattutto della società civile”.

Lo ha detto il capo della polizia Franco Gabrielli alla presentazione delle borse di studio dell’associazione Quarto Savona 15 in questura. “Oggi Palermo è molto diversa rispetto al passato – ha aggiunto – Del cambiamento bisogna riconoscerlo in primis ai palermitani che non possono essere additati prima come coloro i quali era tutti collusi e adesso estranei a questo processo di rinascita di questa città. In questi anni cosa nostra si sta attrezzando ha continuato a fare i propri interessi.

E’ un’emergenza che va oltre i territori siciliani”. ”Ci sono decine di consigli comunali che vengono sciolti in giro per l’Italia perché collusi o con ‘ndrangheta o con la mafia siciliana o con la camorra tutto questo ci dimostra che il percorso e’ lungo – ha proseguito – Un’eccessiva rappresentazione quasi edulcorata del passato che si limita alla sola scopertura di lapidi, come se sia ormai qualche cosa non appartiene al presente sarebbe un rischio da non correre. Noi non lo stiamo correndo l’impegno e’ massimo le attività investigative sono massime. E’ ovvio che l’attività delle mafie ha assunto un andamento carsico ed e’ molto più complicato accertare e individuare le responsabilità”.