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Gli esponenti dellla Lega a Palermo Igor Gelarda ed Elio Ficarra replicano alle dichiarazioni critiche del consigliere di Sinistra Comune a Palermo sulla manifestazione a sostegno del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“‘La manifestazione giù le mani da Salvini è una volgare provocazione e una vera e propria intimidazione nei confronti della Procura della Repubblica’”, queste sono le parole di Giusto Catania, il quale ottiene un minimo di visibilità solo quando prova ad attaccare pretestuosamente Salvini e la Lega – si legge nella nota dei due consiglieri comunali di Sala delle Lapidi della Lega, Igor Gelarda ed Elio Ficarra – Salvini è parte dello stato e lo rappresenta in una delle istituzioni più importanti dell’esecutivo, il ministero dell’interno.
Il nostro gazebo di solidarietà, fra l’altro replicato già in molte altre città d’italia, è un sostegno al nostro Ministro dell’Interno sulla politica finalmente efficace e concreta che sta portando avanti in italia. Noi non raccoglieremo firme contro nessuno, ma a favore dei cittadini italiani e di un progetto per l’Italia. Abbiamo piena fiducia nella magistratura italiana, ed altrettanta ne abbiamo in colui che sta difendendo gli interessi del popolo italiano.
Noi daremo solidarietà a qualcuno che nello svolgere il suo dovere viene indagato (giustamente o meno non spetta a noi dirlo) e così facendo gli riconosciamo il rispetto che va a chi si espone a difesa di una visione condivisa dalla maggioranza del paese, senza paura delle conseguenze personali. Non è il primo né sarà l’ultimo in italia e nella storia a pagare in prima persona per la difesa di un principio collettivo.

Nessuna pressione alla magistratura, ma massima fiducia, vada avanti e segua il suo corso. La nostra è una manifestazione di principio e non di parte.
Ricordo piuttosto quelle che sarebbero potute apparire come pressioni che Giusto Catania fece sulla Procura di Palermo durante l’increscioso episodio del sequestro della moschea, quando invitò la procura a essere celere nel riaprire la moschea che nel frattempo era stata sequestrata, nonostante vi fosse un indagine in corso. Cosa che noi sottolineammo con un comunicato stampa. È ancora giusto Catania è colui il quale ha messo in dubbio l’operato dei poliziotti che avevano agito in maniera tecnicamente perfetta, come ha confermato la stessa questura, nei confronti di quell’extracomunitario che all’ufficio immigrazione di Palermo aveva dato in escandescenze danneggiando l’auto della polizia.
Credo che se c’è un professionista nel discredito delle istituzioni non sia da cercare nella Lega, che piuttosto è per il rispetto di magistrati e forze dell’ordine, cosa che dimostriamo quotidianamente”.

Poi Gelarda sottolinea: “Faccio notare che io sono un poliziotto, con orgoglio, ed un cittadino di Palermo, uno dei tanti messi abitualmente in secondo piano dal consigliere Catania, e sono anche un consigliere comunale, funzione che esercito in rappresentanza della mia città, e mai mi sentirei nell’esercizio di questa funzione di definire ‘volgare provocazione’ una qualunque manifestazione che non condivido. Perché a differenza di qualcun altro io vivo nel massimo rispetto delle istituzioni, e nel loro legittimo diritto di esprimere sempre pensieri ed opinioni”.

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