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La seconda sezione della Corte d’assise d’appello di Palermo ha confermato la condanna a venti anni di carcere che il 20 settembre 2017 il gup di Marsala inflisse a Giuseppe Signorello, 45 anni, di Mazara del Vallo, accusato dell’omicidio e dell’occultamento di cadavere del romeno Cristian Maftei.

Per Signorello, lo scorso anno, il pg Antonella Trainito aveva chiesto l’ergastolo. Il cadavere del Maftei, quasi completamente carbonizzato, fu trovato da alcuni contadini, il 22 maggio 2016, nelle campagne di contrada Biancolidda, vicino all’azienda agricola dei fratelli Giuseppe e Vito Signorello. Cristian Maftei, identificato dal Ris di Messina, era uno dei sei romeni che la notte tra il 15 e il 16 maggio del 2016 furono presi a fucilate e a colpi di pistola mentre stavano tentando di rubare alcune piante di cannabis dalle serre dei fratelli Giuseppe e Vito Signorello.

A sparare, secondo l’accusa, sarebbe stato Giuseppe Signorello, che aveva deciso di vigilare armato sulla piantagione dopo avere subi’to diversi furti. L’omicida, secondo l’accusa, chiese aiuto al fratello Vito, di 49 anni, e a due suoi dipendenti romeni di disfarsi del cadavere, che venne bruciato.

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