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Il decreto Genova, che ieri sarebbe dovuto arrivare sulla scrivania del Presidente Mattarella, prevede norme per una rapida ricostruzione del ponte “senza dare la possibilità ad Autostrade di mettere una pietra”. Lo ha detto il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri Luigi Di Maio a Radio Capital alla trasmissione Circo Massimo, spiegando che in base alla relazione finale degli ispettori Autostrade doveva fare molte cose che non ha fatto. “Quella relazione ci apre una prateria per revocare la concessione. In quella relazione c’è scritto che autostrade aveva la responsabilità ed è stata la responsabile per la distruzione del ponte”.

Il ministro Toninelli (Ministro delle infrastrutture e dei trasporti) ha ‘spostato’ l’arrivo del decreto di un paio di giorni. “Credo che se non in queste ore, ma già stasera, il decreto arriverà al Colle”, ha detto Armando Siri (Lega), sottosegretario alle Infrastrutture. “Il nome del Commissario lo fa il premier: ci sono dieci giorni di tempo dopo il decreto”. Proprio in merito al Commissario: “al nuovo Commissario il Governo delega poteri straordinari anche in termini di indirizzo politico perchè a lui viene demandata la scelta di dove, come e chi ricostruisce il ponte. Acquista dei poteri quasi biblici, credo che debba avere capacità quasi sovrumane un misto tra superman e un profeta”, così il governatore della Liguria, Giovanni Toti, torna parlare del crollo del ponte di Genova nel corso di una conferenza stampa nella sala della Trasparenza del palazzo della Regione.

“In giornata il decreto va al Quirinale, deve andare al Quirinale. E’ stato scritto tanti giorni fa ed è pronto”, assicura Luigi Di Maio. Interviene anche la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati: “desidero esprimere la mia preoccupazione e un auspicio perché, nel rigoroso rispetto dell’accertamento delle responsabilità, la risposta del mondo politico e istituzionale indichi la via più rapida per la costruzione del nuovo ponte e delle infrastrutture che collegano Genova all’Europa”.

Intanto gli sfollati sono pronti a protestare se si dovessero allungare ancora i tempi. “Il mondo del lavoro, del commercio e delle professioni, del porto – ha detto il presidente del comitato degli sfollati Franco Ravera ai microfoni di Mediaset – è ferocemente arrabbiato”.

 

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