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All’alba di oggi, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare, emessa in data 1.10.2018 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di n.21 persone, traendo in arresto:

per il quale il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari,
ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla coltivazione, produzione, trasporto, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, detenzione e cessione delle medesime, reati in materia di armi, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e favoreggiamento personale.

La misura cautelare accoglie gli esiti di attività d’indagine di tipo tecnico, avviata, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania nel mese di marzo 2017 dalla Squadra Mobile a seguito delle dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia, già appartenente al gruppo Nardo operante a Lentini, cui si sono aggiunte, nel successivo mese di giugno, quelle di altro collaboratore, già esponente del clan Cappello – Bonacccorsi.

Le indagini tecniche condotte dalla Squadra Mobile – Sezione Criminalità Organizzata nell’arco temporale marzo – ottobre 2017, proseguite sino all’aprile 2018 con attività di riscontro alle dichiarazioni rese nel marzo 2018 da altro collaboratore di giustizia, già appartenente alla cosca Mazzei, hanno permesso di individuare un’associazione per delinquere diretta ed organizzata da  Antonino Cosentino,  Carmelo Straniero e  Matteo Oliva, quest’ultimo Assistente Capo della Polizia di Stato, con la partecipazione di STRANIERO Andrea, STRANIERO Giovanni Nicolò,  Umberto Beninato, Domenico Bonifacio e  Stefano Cianfarani, quest’ultimo militare dell’Arma dei Carabinieri, finalizzata alla coltivazione, produzione, trasporto, detenzione e cessione di sostanza stupefacente del tipo cocaina e marijuana.

I presidi tecnici hanno fatto emergere come l’organizzazione in parola si occupasse di impiantare coltivazioni di marijuana in appezzamenti di terreno ricadenti in agro di Scordia (CT), di cui avevano la disponibilità, per poi rivendere lo stupefacente ricavato, evidenziando come Cianfarani assicurasse protezione costante alle predette coltivazioni allestite dai sodali dai controlli di Polizia.

A riscontro delle risultanze delle intercettazioni, in data 23 settembre 2017, personale della Squadra Mobile – Sezione Criminalità Organizzata ha individuato, in un appezzamento di terreno sito in contrada Palma, in agro di Scordia (CT), una piantagione di marijuana cui gli indagati avevano fatto più volte riferimento nel corso delle conversazioni captate dagli investigatori. Nel corso dell’attività di p.g., sono state rinvenute e sequestrate n.2500 piante di marijuana nonché materiale per la coltivazione dello stupefacente.

Sul posto si aveva modo di constatare che gli odierni indagati, oltre alle 2500 piantine presenti, tutte di varia grandezza, avevano già predisposto un altro appezzamento di terreno che sicuramente sarebbe stato destinato a contenere altre piante di marijuana.
Dal tenore delle conversazioni è emersa la significativa competenza degli organizzatori dell’illecito traffico circa le tipologie di droga leggera, realizzando piantagioni di skunk – varietà di cannabis – definite “ibridi belli” per evidenziarne la particolare qualità.

Nel corso dell’attività di indagine, sono state accertate diverse cessioni di sostanza stupefacente che OLIVA Matteo e RAGUSA Rocco hanno effettuato a numerosi soggetti i quali, a loro volta, la commercializzavano nei comuni di Scordia, Palagonia e Militello in Val di Catania, e sono stati documentati i rapporti con un soggetto di Riesi (CL),  Fabio Gaetano D’Antona, per l’acquisto di stupefacenti.

Matteo Oliva  e  Stefano Cianfarani sono stati, altresì, indagati per corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio per non avere espletato le dovute attività di denuncia, indagini e sequestri in relazione alle illecite attività poste in essere dai corruttori.
Il G.I.P., valutate le dichiarazioni rese dai citati collaboratori di giustizia a carico di Giuseppe Bannerdo, Assistente Capo della Polizia di Stato, ha ritenuto sussistente la gravità degli indizi nei suoi confronti per il reato di favoreggiamento personale, per avere aiutato i sodali indagati per associazione per delinquere finalizzata alla produzione di stupefacenti ad eludere le investigazioni dell’autorità in relazione ai delitti cui non aveva concorso.
Una persona, colpita dal medesimo provvedimento restrittivo, allo stato irreperibile, è attivamente ricercata.

Espletate le formalità di rito, gli arrestati sono stati associati presso la casa circondariale di Catania “Bicocca” e Piazza Lanza e presso la casa circondariale di Caltanissetta.

 

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