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“Continua a piovere sul bagnato. Come se non bastassero le innumerevoli grane del Comune, su Palazzo delle Aquile ne è caduta un’altra, quella relativa ai buoni pasti dovuti ai dipendenti comunali che svolgono un orario di servizio superiore alle 6 ore quotidiane”.

Lo afferma Sabrina Figuccia, consigliere comunale dell’Udc di Palermo, che prosegue: “Lo scorso maggio è stato approvato il nuovo contratto collettivo nazionale degli enti locali. L’articolo 26 prevede che i dipendenti che lavorano oltre 6 ore hanno diritto ad una pausa di 30 minuti e quindi al relativo buono pasto. Finora, però, i circa 3000 dipendenti comunali a tempo pieno, che ogni giorno lavorano almeno 6 ore e mezza, non hanno ricevuto alcunché. Anzi, secondo alcune voci, quando qualche lavoratore ha timidamente chiesto lumi alla ragioneria, dagli uffici di via Roma sembrerebbe che abbiano risposto che si sarebbe ovviato con il lavorare il sabato.

Per cercare di avere chiarezza su questa vicenda, stamattina ho presentato un’interrogazione urgente al sindaco affinchè renda nota quale sia l’intenzione dell’amministrazione.

Sullo sfondo, resta il dubbio di cosa fanno i sindacati, che invece di tutelare i lavoratori, sembrano cadere dalle nuvole e pare che finora non abbiano mosso un dito”.

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