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Continuano numerosi i quesiti da parte dei lavoratori bancari  sulle eventuali ricadute della imminente riforma pensionistica, ribattezzata “quota  100”.

Abbiamo  chiesto ed abbiamo attinto per chiarezza da fonte certa,  tramite uno dei gruppi bancari italiani più autorevoli in Europa,  quanto di seguito riportato:

“In assenza di un testo definitivo di legge e delle conseguenti circolari applicative INPS, non vi sono allo stato elementi per poter valutare le eventuali ricadute della nuova riforma pensionistica.

Pertanto,  al pari di quanto effettuato nel passato in presenza di situazioni analoghe (su tutte, passaggio dalle regole dello “scalone” della Riforma Maroni a quelle dello “scalino” della Riforma Prodi; applicazione della Riforma Monti/Fornero),  non vi sono elementi per modificare il processo in essere di conciliazione e di cessazione per accesso al Fondo di Solidarietà.

Resta fermo quanto previsto nei  vari Accordi di Gruppo concernenti i piani di esodo: la normativa di riferimento per l’individuazione dei destinatari delle previsioni di dette intese è la cosiddetta  Monti/Fornero (Legge n. 214 del 22 dicembre 2011 e successive modifiche) e qualora dovessero venire introdotte modifiche alle normative sui requisiti di accesso alla pensione AGO, le Parti (Gruppo/OO.SS. firmatarie),  daranno luogo ad appositi incontri al fine di valutarne in maniera congiunta eventuali impatti che ne potrebbero derivare e ricercare le migliori soluzioni possibili”.

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