Pubblicità
Condividi l'articolo, fallo sapere ai tuoi amici ! 
  • 5
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    5
    Shares

 

La Polizia di Stato conclude le indagini sulla banda delle “spaccate” arrestando altri 5 componenti. L’operazione fa seguito alle altre due tranche di catture di maggio e giugno. La Squadra Mobile, insieme ai Commissariati di Comiso e Vittoria, ha raccolto fonti di prova in ordine a 32 gravissimi fatti reato tra spaccate, furti di auto e rapine.

La banda è riuscita a compiere anche 8 spaccate in una notte, spesso per accaparrarsi pochi spiccioli a fronte di ingenti danni alle strutture commerciali (fino a 20.000 euro solo per ripristinare gli infissi). Rubavano auto vecchie e robuste con sistemi di sicurezza obsoleti e le usavano come “ariete” per sfondare gli infissi in vetro o le saracinesche.

Furti consumati su tutto il territorio ibleo, nessun comune è stato risparmiato, ma la base di partenza ed arrivo della banda era sempre Vittoria. Alcuni degli autori dei furti si trovavano agli arresti domiciliari ed uscivano da casa per consumare altri reati.

La Procura della Repubblica ha tempestivamente richiesto la misura cautelare al Giudice per le Indagini Preliminari che ha disposto il carcere così da bloccare la banda già a maggio.

Gli investigatori della Polizia di Stato hanno continuato le indagini risalendo all’identità di tutti i membri oggi tratti in arresto, effettuando nel totale ben 13 catture.

 

La Polizia di Stato – Squadra Mobile e Commissariati di Comiso e Vittoria – ha eseguito altre 5 misure cautelari per furti in abitazione, furti aggravati e rapina, a carico di:

,

L’ordine di cattura è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ragusa, su richiesta della Procura delle Repubblica che ha diretto le complesse indagini degli Uffici della Polizia di Stato.

 

 

Sin dai primi giorni del 2018, gli Uffici della Polizia di Stato iniziavano a registrare numerosi fatti reato commessi, con il c.d. metodo della “spaccata”, in territorio di Vittoria e Comiso. La banda successivamente si spostava su tutti gli altri comuni della provincia iblea senza risparmiare alcun comune.

Gli autori dei reati avevano messo in atto un sistema rapido e particolarmente invasivo per commettere furti ai danni di esercizi commerciali ed in alcune occasioni abitazioni private.

Le immagini dei sistemi di video sorveglianza permettevano di appurare che gli odierni arrestati, dapprima rubavano un’autovettura di vecchia fattura così da assicurarsi un veicolo robusto rispetto a quelli di nuova generazione e poi, individuati preliminarmente gli obiettivi, utilizzavano le auto come “ariete” (da qui il nome dell’operazione). Non curanti dei danni che arrecavano agli esercizi commerciali (anche 20.000 euro), gli autori del reato, distruggevano gli infissi e/o le saracinesche; entrati all’interno facevano razzia di tutto ciò che aveva valore e facilmente asportabile. Spesso si accontentavano delle monete contenute nelle casse. Facevano danni per migliaia di euro per portare via 300 euro di monetine o ancora meno. È vero anche che la banda ha consumato furti ingenti del valore di oltre 40.000 euro ai danni di una gioielleria di Pozzallo, senza contare i danni alla struttura.

 

Inizialmente la banda di vittoriesi operava nel territorio ipparino, poi ha iniziato a spostarsi su Comiso ed altri comuni a seguito degli arresti e dei controlli disposti dal Questore di Ragusa. Gioiellerie, minimarket, profumerie, parrucchieri, panifici, farmacie, bar, distributori di carburanti e pasticcerie rientravano tra gli obiettivi dei criminali.

Grazie alle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private è stato possibile trovare i primi indizi di reità, pertanto gli investigatori hanno richiesto ed ottenuto di poter intercettare le conversazioni telefoniche degli odierni arrestati.

La banda era ben organizzata nonostante la giovanissima età di quasi tutti gli appartenenti. Ognuno di loro aveva un ruolo, chi rubava le auto, chi effettuava i sopralluoghi e chi coordinava le fasi di attuazione dei furti con spaccata.

 

Durante le indagini sono stati sventati decine di colpi già programmati dalla banda, mentre per quelli consumati sono stati raccolti elementi indiziari inequivocabili.

Gli investigatori hanno difatti ricostruito ben 31 fatti reato, tra furti in abitazione, furti aggravati ed una rapina. La banda era sempre in cerca di soldi per soddisfare le proprie esigenze personali e quando non poteva realizzare le spaccate consumava altri reati, tra questi pure una rapina ad un minimarket dove non hanno esitato (Meli, Fidone e Giordanella) a puntare un grosso coltello alla gola del titolare per farsi consegnare 100 euro.

Dalle intercettazioni telefoniche è stato poi possibile acquisire ulteriori, importantissime, fonti di prova dalle quali emergeva anche la pericolosità degli stessi. Non esitavano davanti a nulla ed erano pronti ad usare violenza contro le vittime, come nel caso di una rapina consumata. In quella occasione Meli, Fidone e Giordanella (quest’ultimo vantandosi con la fidanzata), raccontavano della rapina ai danni di un esercente al quale avevano “spaccato la faccia” e che volevano colpire nuovamente.

 

All’alba 30 uomini della Squadra Mobile e dei Commissariati di Comiso e Vittoria hanno eseguito le catture.

Era necessario intervenire in tempo di notte così da non perdere nessuno dei soggetti colpiti dall’ordine di cattura. Uno di loro, l’egiziano Moussa, si era nascosto all’interno dell’abitazione ed è stato trovato a letto con un altro soggetto. I due si erano nascosti sotto le coperte fingendo di dormire quando nel contempo i poliziotti avevano fatto irruzione. Moussa stava per fuggire dal tetto ma quando ha sentito arrivare nella stanza i poliziotti si è infilato sotto le coperte insieme ad un altro soggetto non colpito dall’ordine di cattura ma impaurito forse perché temeva di essere coinvolto in altre operazioni di Polizia in quanto pluripregiudicato.

Dopo le catture gli indagati sono stati condotti negli Uffici della Squadra Mobile per la notifica della misura cautelare a loro carico.

La Polizia Scientifica ha curato l’identificazione di tutti gli indagati prima che venissero condotti in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

“La Polizia di Stato di Ragusa conclude oggi l’attività d’indagine a carico della banda delle <<spaccate>>. L’attività investigativa ha permesso di assicurare alla giustizia, complessivamente, ben 11 componenti, pronti a tutto pur di arraffare ogni cosa di valore creando danni ingenti alle attività commerciali”.

Pubblicità Ciao, ti invito a mettere "Mi piace" alla mia Pagina perché ho pensato che ti potrebbe fare piacere sostenerla. Riceverai aggiornamenti relativi alle novità e potrai interagire con altre persone su questa Pagina.