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IN ATTO UN PROCESSO DI «DESERTIFICAZIONE BANCARIA» SUL TERRITORIO MESSINESE. MANGRAVITI (FIRST CISL): «METÀ DEI COMUNI DELLA PROVINCIA NON SONO SERVITI. NEL’ULTIMO ANNO CHIUSO IL 10% DELLE AGENZIE E DIMINUITI DEL 35% I LAVORATORI». GENOVESE: «SERVE UN SISTEMA BANCARIO VICINO AL TERRITORIO»

17 dicembre ’18 – «Metà dei comuni della provincia di Messina, oggi, non sono serviti dalle banche». La denuncia è stata del segretario provinciale della First Cisl, Antonio Mangraviti, nel corso del direttivo della federazione dei lavoratori di banche, assicurazioni, finanza, riscossione e authority che si è tenuto nel pomeriggio presso il saloncino della Cisl Messina. Alla presenza del segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese, Mangraviti ha evidenziato il processo di «desertificazione bancaria» sul territorio che sta registrando un forte ridimensionamento soprattutto in provincia con pesanti conseguenze per tutto il settore.

«Nel 2018 – ha detto Mangraviti – sono proseguite le uscite di personale per gli effetti di piani industriali che puntano al contenimento del costo del lavoro e a cui sembra sfuggire una visione strategica di  vicinanza al territorio nella funzione sociale di  volano per lo  sviluppo locale.  Se nell’ultimo decennio si è avuta una diminuzione dei lavoratori bancari di circa il 35%, in alcune grandi banche, un tempo fortemente  radicate, si è registrata, solo nell’ultimo triennio a Messina, una diminuzione del personale pari a circa il 25%. Per quel che riguarda invece la presenza sul territorio – ha aggiunto il segretario della First – nell’ultimo anno sono state chiuse circa il 10% delle agenzie. A fronte di tutte queste uscite, si sono verificate solo sporadiche assunzioni, mentre, nella stragrande maggioranza delle aziende di credito, il turn over è completamente bloccato e da diversi anni non vi è stata alcuna assunzione di personale. L’obiettivo della digitalizzazione e delle canalizzazione della operatività su canali telematici, che le aziende di credito perseguono, dovrebbe ridurre, fino a farlo scomparire, il ruolo del “cassiere”; permangono invece file allo sportello e strutture informatiche ancora lungi dall’essere efficienti».

Un esempio delle difficoltà è la vertenza in atto con Unicredit per la quale è in atto la mobilitazione nazionale e la possibilità di proclamare lo sciopero in caso di esito negativo della trattativa in corso. Forte preoccupazione è emersa, nel corso del dibattito, per il destino della sede operativa dell’Irca di Messina, l’Istituto di credito regionale nato dalla fusione, per incorporazione, di Crias ed Ircac. Il provvedimento, attualmente al vaglio della Commissione Attività Produttive e della Commissione al Bilancio dell’A.R.S., se portasse alla chiusura della sede di Messina, distintasi per l’importante lavoro svolto ai fini dell’accesso al credito agevolato, creerebbe un danno alle imprese e alla nostra comunità. «Bisogna intervenire per evitare quello che è già successo, in modo irreparabile, con la chiusura della filiale di Messina della Banca d’Italia – ha ricordato Tonino Genovese – evitando in tal modo  che il territorio sia depredato delle strutture finanziarie  di cui dispone al servizio della collettività. Serve una vicinanza maggiore al nostro territorio e non ulteriori chiusure di agenzie».