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“Nel 2018 messi in circolo circa 3 miliardi di euro di investimenti, acquisto di beni e servizi ed entro il 2022 l’obiettivo sarà di superare i 5 miliardi di utilizzo di risorse extra regionali,  riprogrammazione del Fondo di Sviluppo e Cooperazione su quattro obiettivi strategici: viabilità, edilizia scolastica, tutela del territorio e recupero dei centri storici minori nonché la certificazione della spesa comunitaria per 525 milioni con obiettivo di fine anno a oltre 600, mentre dal 2014 al 2017 è stata di soli 6 milioni di euro”.

A dichiararlo Giuseppe Messina, Segretario regionale Ugl, commentando positivamente l’impatto delle misure contenute nel bilancio per la Sicilia e  comunicate dal Presidente della Regione durante l’incontro con le organizzazioni sindacali di ieri.

“Dalle macerie ereditate dal precedente governo regionale –  precisa –  l’esecutivo guidato dal Presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, ha messo su una manovra che, seppur nelle enormi difficoltà finanziarie per via degli scellerati accordi degli  anni scorsi con Roma che hanno impoverito l’Isola drenando oltre 1,5 miliardi l’anno, mantiene la spesa corrente ai livelli del 2017 ed ha ridotto a circa 6oo milioni l’indebitamento di circa 2 miliardi lasciato dal predecessore e rilevato dalla Corte dei Conti nel recente giudizio di parifica”.

“Sono alcune delle misure  previste dalla manovra del Governo Musumeci che vanno chiaramente nella direzione della discontinuità col passato  – sostiene Messina – così come aveva promesso agli elettori oltre un anno fa e che aveva convinto noi dell’Ugl a sostenerne il programma”.

“Una regione che era bloccata in tutti i settori economici –  afferma – che resta in emergenza e che adesso, però, è stata rimessa in pista dal Governo regionale anche per via delle riforme messe in piedi sul diritto allo studio, sulla pesca, sui rifiuti, sui consorzi di bonifica, sulle IPAB, sui forestali, sull’Agenzia per lo sviluppo agricolo che assorbirà Esa, Irvo, Istituto sperimentale per l’agricoltura, Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia e l’Istituto per l’Incremento ippico, oltre al Piano regionale Amianto, al Piano regionale bonifiche, il Piano spiagge e la semplificazione amministrativa”.

“Parlare di bocciatura della manovra –  sostiene il Segretario regionale Ugl – è allontanarsi dalla realtà dei fatti e volutamente non tenere conto del disastro ereditato anche dal punto di vista finanziario, tema centrale nell’agenda dell’esecutivo regionale che nelle prossime ore dovrebbe incassare una risposta positiva dal governo nazionale al tavolo sulla rinegoziazione della finanza come sull’approvazione del piano regionale sanitario”.

“Una Sicilia orfana degli strumenti essenziali di pianificazione ai quali il governo regionale ha posto rimedio come l’Autorità di Bacino costituita nel maggio scorso – chiarisce – e che ha permesso di attivare i primi interventi che interessano 60 fiumi con l’appostamento per il 2019 di circa 200 milioni contro il dissesto idrogeologico”.

“Così come sottolineiamo con favore la scelta del governo regionale di realizzare a Palermo il Centro Congressi –  sottolinea Messina – che si aggiungerà a quelli già esistenti di Catania, Taormina ed Acireale per rilanciare il capoluogo siciliano nel circuito convegnistico. Il rinnovo del contratto integrativo regionale dei forestali è realtà dopo oltre 10 anni di blocco così come è in dirittura d’arrivo il rinnovo del contratto dei regionali sia per la dirigenza che per il comparto e la ripresa delle attività formative con l’avviso 8 che vale 135 milioni di euro, che finanzierà circa 1500 corsi, oltre un milione di ore formative destinate a 22.500 allievi che si aggiungono ai 115 milioni stanziati per l’avviso 2 che, proprio in questi giorni, sta permettendo l’avvio di poco meno di un migliaio di corsi destinati a circa 18 mila discenti”.

“La macchina del fare si è messa in moto, anche l’informatizzazione dei servizi, con il processo di fusione di Ircac e Crias o l’agenzia regionale della Casa che dovrà sostituire gli Istituti autonomi case popolari e tanto altro dovrà farsi per far uscire la Sicilia dalla povertà e restituire la dignità del lavoro a migliaia di disoccupati e la serenità a decine di migliaia di precari, facendo tornare gli investitori con l’attivazione delle ZES –  conclude – ma la strada intrapresa dal Governo Musumeci è quella giusta, auspichiamo che dall’Aula all’Ars si possa varare al più preso il bilancio e con l’ingresso del 2019 modificare il Regolamento assembleare eliminando, con un po’ di buon senso, il voto segreto che resta una sorta di prebenda medievale”.

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