Catania. Rete #Restiamoumani #Incontriamoci: «No all’ordinanza “antibivacco” I senzatetto non sono rifiuti da spostare»

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La “Rete #Restiamoumani #Incontriamoci” denuncia la criminalizzazione della povertà ancora una volta portata avanti dall’amministrazione di Catania con un nuovo provvedimento “antibivacco”.

Il 28 dicembre una nuova ordinanza del sindaco, la numero 170, ha rinnovato fino a fine marzo il contenuto della precedente ordinanza numero 89 dello scorso luglio, con la quale i senza tetto costretti a dormire per strada sono trattati non come esseri umani da aiutare, bensì come un problema di “decoro urbano”, quindi da multare. Nel ribadire l’assurdità e l’inutilità di sanzioni pecuniarie rivolte a chi, costretto a vivere per strada, non ha nulla, va ricordato che sull’eco delle contestazioni contro l’ordinanza dello scorso 4 luglio il sindaco aveva dichiarato che il Comune avrebbe messo a disposizione dei senza fissa dimora dei ripari per consentire loro di poter rispettare l’ordinanza godendo di un trattamento dignitoso. Veniva annunciato che erano già stati pubblicati i bandi.

A distanza di mesi, delle promesse del sindaco nulla è stato mantenuto. Nessun ricovero che consenta di sfuggire alla morsa del freddo e ai rischi della strada è stato aperto; intanto viene riproposto il testo sanzionatorio che tratta i più poveri come rifiuti da spostare nelle aree periferiche lasciandoli ugualmente in mezzo alla strada e privi di servizi, per non turbare i turisti e i ricchi abitanti del centro cittadino.

La crisi economica, la crescente povertà, la presenza di migranti cui sono interdetti anche per effetto del recente “decreto sicurezza” i luoghi di accoglienza rende impellente, a nostro avviso, una risposta di tipo diverso che non sia quella sanzionatoria o di deportazione dei poveri nelle periferie. Catania non solo è priva di ricoveri diurni e notturni pubblici per i senza fissa dimora ma manca anche di servizi igienici pubblici. Persino quelli della stazione sono a pagamento e quindi inaccessibili a chi vive per strada. La sopravvivenza di queste persone è legata all’attività delle associazioni di volontariato e degli enti religiosi nell’assoluta latitanza delle Istituzioni Civili.

La “Rete #Restiamoumani #Incontriamoci”, con le associazioni e i cittadini che ad essa partecipano sta avviando, in sinergia con gli altri operatori presenti sul territorio, delle azioni concrete a salvaguardia della vita e della dignità dei meno fortunati. Non può tuttavia tacere di fronte all’indegno spettacolo di un Ente Territoriale non solo incapace di svolgere il proprio ruolo principale lasciando esseri umani nel più completo abbandono, ma addirittura trattati come minaccia per il decoro, cacciati dal centro della città verso le periferie evidentemente ritenute dal Sindaco sufficientemente indecorose da ospitarli.

Vediamo in questo non solo la sconfitta della civiltà, il tradimento del senso di cittadinanza con la riproposizione di divisioni in classi e caste, ma il gesto di gettare la spugna di un’amministrazione non più in grado di assolvere nemmeno ai propri scopri primari ed elementari. Chiediamo fin da ora che il Comune metta a disposizione i locali per l’accoglienza. Le associazioni che fanno capo alla rete #restiamo umani #incontriamoci e quanti altri vorranno offrire la propria collaborazione si impegna a gestirli con le risorse del volontariato perché il decoro della città dipende dalla dignità di chi ci vive.