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Si è tenuta sabato scorso, 26 gennaio 2019, presso il Centro Conferenze Ecomap “Sala da Feltre” a Roma la Cerimonia di Premiazione del Concorso Letterario “Sabrina Savino” a cui hanno partecipato in centinaia da tutta Italia.

Il Concorso è stato indetto dalla Casa Editrice Romana SaMa e ha visto salire sul Podio i seguenti scrittori suddivisi in n.2 Sezioni “Poesie e Racconti”:

Per la “Sezione Poesia” il 1° Classificato è stato Sebastiano Girlando nato a Siracusa con “Questo è il mio Natale” Il Natale, sottolinea le mancanze e ci rende consapevoli della perdita, di quel dolore che portiamo nel cuore, che cerchiamo di ingannare con gli impegni di ogni giorno, volutamente trascurato per andare avanti, cercare un motivo e non impazzire.

Poesia che non può non toccare le corde dell’anima e segnare le guance in ricordo di chi abbiamo amato e continua ad essere nel nostro cuore;

2° Classificata Silvana Lazzarino di Roma con la Poesia “Dove sussurra il vento” L’Autrice attraverso il divenire della natura, dove “principio e fine coincidono” intravede il senso del viaggio esistenziale ed il passar del tempo altro non è che variabile necessaria per la riscoperta di sé.

Chissà se un giorno questo viaggio ci condurrà alla meta tanto desiderata magari divenendo un tutt’uno con quella fine che altro non è che l’inizio di un nuovo principio;

3° Classificata Ilaria Genovesi di Latina con la Poesia “A mia nonna”. Una poesia molto delicata e struggente di una nipote, che altro non vorrebbe che divenire “niente” per poter “andare lontano in cui il respiro si spezza, oltre il vento della notte e la brezza del mattino” …consapevole che solo nel vento potrà ritrovare quella persona tanto amata.Come rassegnarsi alla dipartita di colei da cui abbiamo avuto origine, colei che rappresenta il nostro passato e ci rende ciò che siamo;

Una Menzione Speciale a Clelia Salzano di Napoli con la Poesia “Muro d’Edera” Penna raffinata e ricercata ma non leziosa quella dell’Autrice Salzano che con discrezione e dignità partecipa al lettore la sua “caduta” da quello che sembrava essere un “bilico perfetto” ritrovandosi sola, tra l’indifferenza di chi si amava, a raccogliere i cocci della propria esistenza;

1° Classificata della Sezione “Racconti” è stata Laura Marcucci di Roma con “Sora Rosa” Sentimentale e coinvolgente, il racconto è ambientato a “Trastevere”, dove è vissuta Sora Rosa, una donna anziana conosciuta e amata da tutti.

Nel racconto si ripercorre la vita di Sora Rosa, prima bambina che ha vissuto la guerra, sposa e vedova. Un invito a riflettere sul senso del tempo e sulla memoria collettiva della quale Sora Rosa sembra essere una importante testimone e depositaria. Il racconto, scritto in terza persona, si snoda con un linguaggio chiaro, utilizzando anche dialoghi in dialetto romano che contribuiscono alla descrizione dell’ambiente caratteristico in cui è ambientato.

2° Classificata Livia Cattan di Roma con il racconto “Sofia e il tocco della Mdusa”

è la struggente storia di una madre, Elena ed una figlia adolescente Sofia che decide di non nutrirsi più, rinnegando se stessa e ciò che rappresenta perché “ha un cuore di corallo” e perché oramai è grande e la mamma può lasciarle la mano. Si ritroverà ad ascoltare i propri pensieri, mentre “addormentata” in un letto di ospedale viaggerà con la mente tra ricordi e nuove sensazioni. Elena, la madre, nella disperazione più totale perché “se muori amore della mia vita, morirò anche io con te, un secondo dopo” invoca la Madre Celeste affinché sua figlia non le lasci la mano. Il miracolo è compiuto, Sofia si sveglia e “non aveva più paura di essere un contrario perché anche un contrario è a sua volta un uguale” e con un mezzo sorriso, stringendole la mano disse: “Mammina ho fame!”;  

3° Classificata per la sezione “Racconti” Teresa Sicoli di Amantea (CS) con il racconto “I Cancelli” in cui narra l’esperienza di colui che decide di varcare i cancelli di un penitenziario per “cercare una via, un qualcosa che non ha spiegazioni giuste, un’azione per un dare e un ricevere” ma soprattutto per abbattere le sovrastrutture create dai propri pregiudizi. Leitmotiv del racconto è l’ossimoro per cui il protagonista decide di varcare dei cancelli, entrare in una cella e trovare la libertà. La libertà di incontrare gli altri, davvero, in profondità e inevitabilmente ritrovare se stessi. La libertà di rispettare le regole e ritrovare la dignità, la libertà di essere felici, “alzare lo sguardo e osservare la grandezza delle nostre capacità, nonché della nostra integrità personale, che non deve essere offesa e che chiede invece attenzione, protezione e coraggio”. Un racconto che invita il lettore alla riflessione e al coraggio delle proprie azioni.

Infine una Menzione Speciale è spettata ad Andrea Giostra di Palermo con il divertente Racconto “Louis Vuitton” che èl’amara fotografia di una Italia che si sofferma all’apparenza facendola divenire sostanza. L’autore in maniera ironica descrive la necessità di essere “qualcuno” attraverso l’ostentazione degli usi e costumi della “gente che conta” a Palermo tra cui fare la fila nel nuovo store appena inaugurato di Louis Vuitton per lo shopping natalizio. Questa è la storia del rispettabile onorevole Crapari che chiamato ai suoi obblighi di noblesse oblige si trova in fila e ne esce con tre shopper griffate.  La curiosità del protagonista sulla cifra spesa dall’Onorevole è soddisfatta qualche giorno dopo da un giornale locale che nella descrizione dell’operazione di polizia denominata “spese pazze” riporta la notifica di numerosi avvisi di garanzia ad alcuni parlamentari regionali tra cui l’Onorevole contestato tra l’altro anche per l’acquisto di tre borse Louis Vuitton per un importo di diecimilacinquecentoventi euro. Non è tutto oro ciò che luccica.

Sabrina Consolini

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