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È andato in scena l’11 maggio al teatro Hamlet di Roma lo spettacolo teatrale “Il silenzio nella conca d’Oro” scritto e diretto da Felice Corticchia ed interpretato dall’attore Manfredi Russo. La replica prevista il 12 maggio.

Nel dramma di Corticchia, in atto unico, si narra di una pagina buia delle vicende d’Italia, ambientate in Sicilia, vista dagli occhi di un servitore dello stato: il Capitano dei carabinieri Emanuele Basile.

Negli anni 80  Palermo, e una lingua di terra che dal mare palermitano si estende nell’entroterra, fu teatro della sanguinosa guerra di mafia da parte dei Corleonesi per la conquista del capoluogo siciliano.

Emanuele Basile ed altri valorosi collaboratori, protagonisti dell’antimafia dell’epoca, hanno dato l’esempio e la vita, per mantenere alti i valori e Basile, fino al suo ultimo alito di vita, cercò di proteggere il prossimo e in questo caso la sua bimba, che teneva in braccio e su cui si accasciò ucciso in quell’efferato gesto.

Un ripercorre i fatti da parte della sceneggiatura di Corticchia, oggi forse rimasti più nascosti in un luogo remoto della memoria, ma che resta comunque denso di una inevitabilità, di quei tempi e di quei contesti che ancora oggi ci lascia attoniti.  Un successo questa piece teatrale che ha lasciato gli spettatori soddisfatti e con qualche riflessione su questa buia pagina di storia Italiana.

Grazie ad uno scrupoloso lavoro da parte del regista, Felice Corticchia, il pubblico ha potuto vivere quasi in diretta la sensazione realistica di quegli accadimenti.

Bravissimo l’interprete della piece teatrale,  l’attore Manfredi Russo che con la mimica corporea ma  soprattutto facciale, e non da meno con l’intonazione vocale, è riuscito a rendere perfettamente i vari personaggi narrati e presenti nel dramma. Riuscita ed efficace anche la scelta di lasciare alcuni brani direttamente in dialetto siciliano, la cui musicalità ha ben trasferito il contesto e le atmosfere dei luoghi in cui i fatti si sono svolti.

Un altro momento toccante è stata l’accompagnamento della chitarrista Vittoria Locurcio, in una seconda parte dello spettacolo, sempre interpretata dal protagonista Manfredi Russo, che ha rafforzato quanto trasmesso con le parole, attraverso il delicato e malinconico sound musicale.

Le musiche di accompagnamento dell’intero spettacolo sono del Maestro Maria Sicari.

Credito ph. articolo Paola Lustrissimi