“Medaglia d’Onore” dal Presidente della Repubblica alla memoria del palermitano Mario Oliveri

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La Presidenza del Consiglio dei Ministri, con decreto del Presidente della Repubblica, concede la “Medaglia d’Onore” alla memoria di Mario Oliveri. A consegnare la Medaglia sarà il Prefetto di Palermo, S.E. Antonella De Miro, nell’ambito di una manifestazione organizzata nella ricorrenza del 73° Anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana e che si svolgerà domenica 2 giugno 2019 a Villa Pajno (Via Libertà 72, Palermo) con inizio alle ore 18:00.

Mario Oliveri (Villabate, 1900 – Palermo, 1963) fu insegnante, poeta, editore e giornalista. Nel 1923 fondò a Palermo la rivista “Arte Nova” (poi “Arte Nostra”), in cui proponeva, accanto a prose e testi poetici e saggistici, anche le opere di pittori siciliani come Alfonso Amorelli, Eustachio Catalano e Salvatore Cottone. A quel periodo risale anche l’incontro di Mario Oliveri con lo scultore Vincenzo Ragusa e la moglie O’Tama Kiyohara. Fu una grande amicizia, che portò alla nascita del volume intitolato Un artefice del marmo, biografia dell’anziano maestro, pubblicato nel 1925 dalle Edizioni Arte Nova.

Nel 1926 consegue l’abilitazione «all’ufficio di Direttore didattico delle scuole pubbliche» con una tesi sull’Educazione artistica nella scuola del popolo, ma preferisce restare in servizio come semplice maestro. Nel 1927 cura l’antologia di testi e riproduzioni d’arte Cento anime in un tempio e pubblica il volume L’Odaismo in Italia. Arte e Popolo. Nell’aprile 1931 sposa Elisabetta Adele Gattuso (1908-2002); dal matrimonio nasceranno tre figli, Cecilia, Elio e Fabio. Durante la Seconda guerra mondiale è richiamato in servizio con il grado di capitano di complemento e distaccato ad Aighion, in Grecia.

Il 9 settembre 1943 dopo aver rifiutato di collaborare con le forze armate tedesche, viene arrestato e deportato a Hammerstein (Pomerania), nella fortezza di Leopoli (Ucraina) e infine nel Lager 83 di Wietzendorf, nel nord della Germania, dove gli viene assegnato il numero 31.204, e dove rimarrà sino alla liberazione, avvenuta il 16 aprile 1945.

Durante i diciannove mesi trascorsi nel campo scrive le poesie poi raccolte nel volume Rosario di prigionia (1946, illustrazioni di Salvatore Cottone). Dopo la liberazione viene ricoverato in un ospedale militare inglese e poi trasferito a Merano. Ritorna a Palermo il 4 ottobre 1945.

Nel dopoguerra Mario Oliveri riprende la sua attività di insegnante, che lascia nel 1958 per collaborare con l’Assessorato regionale della Pubblica istruzione. Nel 1960 viene chiamato a far parte del Comitato regionale per le Celebrazioni del Centenario dell’Unità d’Italia. In quel periodo scrive alcuni articoli per “Il Giornale di Sicilia” e la rivista “Giglio di Roccia. Rassegna di Vita Siciliana”. Nel 1961 pubblica per l’editore Denaro il suo ultimo libro I Mille nei disegni dei bambini siciliani. Fra le sue opere si ricordano anche il poema lirico Campane di maggio (1930, illustrazioni di Salvatore Cottone), alcuni testi d’ispirazione fascista pubblicati fra il 1927 e il 1939 (Saluto al Mago d’Italia, Rapsodia dell’Impero, Sicilia redenta), le antologie di letture scolastiche Strade al sole (1949-50) e la raccolta di poesie dialettali Canta lu gaddu… (1958, illustrazioni di Alfonso Amorelli).

“Medaglia d’Onore” alla memoria di Mario Oliveri

nella ricorrenza del 73° Anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana

Domenica 2 giugno 2019, ore 18:00

Villa Pajno – Via Libertà 72, Palermo