Maria Brunaccini, pittrice | INTERVISTA

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«Sono nata su questo Pianeta, tento di riportare sulla tela questo mondo, gli esseri umani, gli animali e la natura nella sua complessità. Cerco soprattutto di dipingere ciò che mi ispira, che reputo bello e che può suscitare ammirazione in chi osserva i miei dipinti.»

Cos’è per lei l’Arte?

Per me l’arte è un’espressione di vita che mi consente di riportare sulla tela la realtà che vivo quotidianamente da protagonista e a volte da semplice osservatrice, qualche volta, invece, mi allontana dalla realtà rendendomi possibile perfino di ritornare indietro nel tempo.

Quando ha capito che l’Arte sarebbe diventata la Sua passione di vita?

Fin da giovanissima, dodici/tredici anni d’età, quando provai a restaurare, con semplici pastelli, una vecchia foto scrostata e invecchiata dal tempo. Volevo dare vita a quel volto ritratto nella foto che il tempo aveva, quasi del tutto, cancellato. Alla fine del lavoro lo mostrai a mio padre, mio unico critico d’arte a quel tempo, il quale mi disse: “hai riportato in vita un tuo antenato, è proprio lui, tuo zio”.

Le Sue origini sono siciliane, Messina è la Sua città natale. La sua pittura è influenzata in qualche modo dai colori della Sua terra?

Certo, la mia pittura riflette, attraverso i colori, la luce intensa del sole della mia Sicilia, l’azzurro brillante del cielo, il colore blu cobalto del mare. Poi ci sono i colori caldi del giallo e dell’arancione che mi riportano alla mente i ricordi della mia adolescenza, quando passeggiavo tra gli agrumeti di Larderia, piccola frazione del comune di Messina. Più volte ho riportato sulle tele i colori accesi del verde dei fichi d’india che vedevo sporgere dai muri in pietra che recintavano vecchi case di campagna.

Lei è un’artista poliedrica, sembra che tutto l’appassioni, soprattutto il figurativo. Cosa la spinge ad esprimersi così, su vasta scala?

Sono nata su questo Pianeta, tento di riportare sulla tela questo mondo, gli esseri umani, gli animali e la natura nella sua complessità. Cerco soprattutto di dipingere ciò che mi ispira, che reputo bello e che può suscitare ammirazione in chi osserva i miei dipinti. Amo rivedere le persone che ho conosciuto nel corso della mia vita e quindi le dipingo con gli occhi della mia memoria.

Lei studia e interpreta le opere dei pittori classici del passato. Qual è il pittore che più l’ha ispirata nel corso della Sua vita artistica?

Si, amo conoscere la loro vita e studiare le loro opere. Sono curiosa di entrare nel loro mondo e di conoscere il tempo in cui hanno vissuto. Effettivamente c’è un pittore che, più di tutti, mi ha ispirata e commossa, Amedeo Modigliani detto Modì, questo giovane e sfortunato pittore, malato di tubercolosi e morto di stenti che trova la donna della sua vita, Jeanne, e la dipinge più volte, con gli occhi vuoti, quasi fosse in difficoltà nel riuscire a riportare sulla tela quelli che, per antonomasia, sono lo specchio dell’anima, gli occhi. Ho dipinto cinque opere di Modigliani, cinque versioni di Jeanne e nell’interpretare queste opere ho pensato al suo animo turbolento e irrequieto, alla sua vita affrontata con passione e ardore.

Secondo Lei come viene intesa l’Arte oggi?

Penso che oggi questa umanità sia molto distratta e assorbita da una vita frenetica e poco meditativa, in cui la nuova tecnologia informatica ci allontana sempre più dal pensare, riflettere e ammirare. Si è alla continua ricerca di beni immediati e facile da conquistare. L’Arte invece è meditazione, è osservazione ed elaborazione del pensiero ed oggi, tutto ciò, sembra essere stato dimenticato.

Perché il titolo della sua mostra è: “Effetti di luce sulla realtà”?

È un po’ difficile da spiegare. Cercherò di essere breve e concisa.  Il titolo della mia mostra vuole evidenziare gli effetti di luci e ombre che escono dal cuore, dal pensiero e dall’osservazione del mondo reale e che, attraverso i colori, veri protagonisti delle mie opere, danno vita ai miei dipinti.

 

Maria Brunaccini

https://www.facebook.com/maria.brunaccini