MOSTRA DELLA POP ARTIST FRANCESCA FALLI A L’AQUILA

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PERSONALE DAL TITOLO “CHICK ‘N’ CHIC” | DAL 6 DICEMBRE 2019 AL 6 GENNAIO 2020

Venerdì 6 dicembre 2019 alle ore 17:30 a L’Aquila presso la “Boutique Manzi Piazza Duomo” si terrà il vernissage della Mostra Personale dal titolo “Chick ‘n’ chic” della pop artist Francesca Falli. La mostra è curata da Ivan Caccavale e sarà presentata da Francesca Romana Fragale, presidente della Corrente Artistica dell’Effettismo. Dopo 35 anni Francesca Falli ritorna ad esporre con una personale nella sua città natale. Infatti la precedente si tenne nel lontano 1984.

Il recupero e la valorizzazione della memoria storica di L’Aquila è lo scopo del progetto della mostra che di seguito è presentato attraverso il “ritorno al Centro” perché le persone possano riviverlo anche con lo sguardo rivolto verso immagini nuove. La mostra sarà allestita e presentata dal 6 dicembre 2019 e rimarrà per tutto il periodo delle Festività Natalizie nel cuore del Centro storico della Città ed in particolare nel negozio “Manzi” fronte stante la Piazza del Duomo, dove saranno esposte opere sul tema del paesaggio visivo aquilano, rivisitato in stile New Pop, con elementi target moda. Anche l’allestimento diventa un atto creativo ed estetico con l’intento di superare il concetto di ambienti separati perché l’artista riesce a cogliere in ogni sua esperienza artistica una relazione anche con un luogo particolare, appunto un negozio, per la “riscoperta” della Città e la riviviscenza della sua radicata identità culturale. Le opere, realizzate utilizzando le più recenti innovazioni in campo artistico dalla visual art alla digital art unite ad interventi manuali, sono state esposte in altri percorsi artistici, curati da gallerie internazionali. L’artista fa parte di importanti scuderie artistiche che hanno sede a Milano, Bergamo, Amburgo, San Diego (California), Svezia.

La mostra è sponsorizzata dalla Fondazione Carispaq dell’Aquila.

SHORT-BIO DI FRANCESCA FALLI

Francesca Falli inizia a dipingere da bambina, sotto la guida del nonno materno, ed ha fatto del campo artistico la sua sfera di attività professionale. Ha studiato Decorazione Pittorica presso l’Istituto d’Arte dell’Aquila, Grafica pubblicitaria e editoriale presso l’Istituto Europeo di Design di Roma e Pittura presso l’Accademia di Belle Arti. È stata allieva di Fulvio Caldarelli. Negli anni ’90 frequenta lo studio di Fabio Mauri. Inizia la professione di grafico free lance nel 1983 realizzando progetti per enti pubblici e società private. Contemporaneamente si è dedicata alla pittura realizzando decorazioni Art decò in abitazioni private, ristoranti, alberghi e murales per amministrazioni comunali e privati. L’attività di grafico pubblicitario non le ha impedito di alimentare con regolarità una originale ricerca artistica.  La contaminazione tra le due discipline si è anzi arricchita in tempi recenti: in questo momento la sua riflessione /sperimentazione è rivolta al collage digitale e la grafica unita alla tecnica manuale ha un ruolo fondamentale nelle sue opere. Questo nuovo orientamento nell’approccio artistico ha una genesi particolare. Il sisma che ha colpito la città dell’Aquila nell’aprile 2009 ha distrutto il suo laboratorio rendendo in-agibili i tradizionali strumenti di lavoro. La consuetudine ed il bisogno di manipolare quotidianamente i colori si sono, per così dire, dematerializzati, trasmigrando verso la creazione di una innovativa modalità di “lavoro artistico” in cui la pittura e la decorazione si contaminano con le possibilità delle nuove tecniche digitali. Il terremoto ha condizionato profondamente anche il suo stato d’animo inducendola a produrre opere che evocano scenari dominati da caos, incertezza, indefinitezza, frammentarietà, ri-costruzione dell’anima e del pensiero, che si riferiscono alle trasformazioni subite dalla sua città natale. Le sue opere si ispirano ai maestri della Pop Art con rielaborazioni, sperimentazioni, provocazioni. Le opere degli anni più recenti, della serie “specchi computerizzati”, sono rappresentativi di questo stato di indeterminatezza in cui versa la città ma anche l’umore dei suoi abitanti, influenzandosi reciprocamente, e rappresentano la confusione della sua città. Il materiale specchiato produce due effetti, quello di “osservarti” ma anche di attraversarlo e “andare oltre”. Una continua ricerca la porta alla produzione dei “Pollage” che stanno riscuotendo interesse

da parte di critici e storici e vanno diffondendosi nel mondo dei collezionisti. Ha esposto i suoi “Pollage” nella sezione grandi Gallerie nelle principali Fiere di arte contemporanea italiana accanto alle opere Warhol, Festa, Angeli e Schifano. È ideatrice di numerose pubblicazioni editoriali artistiche, nel 2000 ha progettato e realizzato il “Premio Internazionale per la Pace” assegnato al Santo Padre, Papa Giovanni II. È storicizzata all’interno del Catalogo dell’Arte Moderna Mondadori

e dell’Atlante dell’Arte de Agostini. È socia del Centro Interdisciplinare di ricerca sul paesaggio contemporaneo. E‘ uno dei tredici membri firmatari della corrente pittorica l’Effettismo. Ha vinto premi e riconoscimenti in Italia e all’estero. Le sue opere sono esposte in collezioni permanete in gallerie d’arte e musei. Ha esposto a: L’Aquila, Pescara, Roma, Venezia, Formentera, Bergamo, Napoli, Milano, Miami, Västerås. Fiera di Genova – Sezione grandi Gallerie, Fiera di Bologna – Sezione grandi Gallerie, Treviso,  Salerno, Ischia, Amalfi, Matera, Caserta, Cava dei Tirreni, Malta, Stoccolma, Palestina, San Pietroburgo, Figueres, Arles,  Malta, Motta di Livenza, New York,Parigi, Palermo, Spoleto, Amburgo, Praga, Lisbona, Bologna, Longarone Fiere,  Vasto,  Casagiove, Lanzarote, San Diego (Stati Uniti), Casagiove, Chengdu, Capua, Niğde (Turchia), Instabul, Mumbai (India),  Ercolano, Palazzo Albrizzi Capello, in concomitanza con la rassegna del Padiglione Guatemala presente  alla 16 Biennale di Venezia e ha esposto in concomitanza della Biennale di Architettura a Venezia, Mosca,  Londra, Lanciano, Shanghai, Torino, Weiz.

HANNO SCRITTO DI FRANCESCA FALLI:

Alberto Bazzucchi, Ivan Caccavale, Cecilia Casorati, Fulvio Caldarelli, Federico Caloi, Nevia Capello, Josè Dalì, Sonia De Girolamo, Roberto Dudine, Francesco Delli Santi, Antonio Gasbarrini, Andrea Giostra, Fabio Mauri, Veronica Nicoli, Salvo Nugnes, Enrico Sconci, Lucia Spadano, Rosita Taurone, Francesca Romana Fragale, Ghada Zaky, Zibbà

TESTO DEL CRITICO IVAN CACCAVALE CHE CURA LA MOSTRA

«Francesca Falli – “Chick ‘n’ chic”»

Il repertorio di Francesca Falli, artista aquilana, colpisce per l’attenzione particolareggiata verso un animale comune, ben noto all’essere umano, il pollo, buffo volatile restituito alla cultura popolare come sinonimo di persona sciocca, facilmente raggirabile. La scelta di utilizzarlo come soggetto identificativo della sua arte nasce a seguito di un bizzarro sogno, in cui una personalità di sua conoscenza andava assumendo le caratteristiche del pennuto in questione: un’immagine visionaria, novello racconto delle Metamorfosi ovidiane. Se vogliamo, anche una sorta di sogno di Costantino, che ha indicato al Maestro la via da seguire per l’affermazione sul panorama artistico odierno. La familiarità con il mondo aviario chiama in ballo un confronto con Alberto Savinio. Come quest’ultimo, l’autrice in questione risulta ironica, visionaria, senza tuttavia quell’inquietudine, voluta, e quell’effetto straniante che si avverte nelle opere del celebre fratello di Giorgio De Chirico.  Ella preferisce infatti essere giocosa fino in fondo, avvalendosi di una leggerezza e di una spensieratezza non comuni, tipiche della sua persona e del suo modo di affrontare la vita. In orchestrazioni del genere viva è l’ammirazione per la Pop Art, con tutta quella serie di icone e simboli che tale corrente ha cristallizzato per sempre nell’immaginario collettivo. Dal movimento in questione la Falli mutua inoltre un altro elemento importante della sua poetica: la serializzazione. Facilmente riproducibili, i suoi lavori grafici inondano infatti diversi supporti: tavolette di legno, specchi, lastre di plexiglass, con rese estetiche ogni volta differenti. Nonostante sia ideologicamente di immediata fruizione, come d’altronde il movimento che tanto la aggrada (improntato a mettere in luce i meccanismi e le logiche del modello economico del consumismo), non altrettanto immediata è la lettura delle sue opere. Lo spettatore viene infatti proiettato, anzi catapultato, in un coacervo di immagini, che deve identificare e connettere, seguendo le associazioni fantasiose dell’artista.  Tali operazioni di estrapolazione iconiche dalla cultura popolare e di successivo e originale riassemblaggio mi spingono a definire l’esecutrice qui analizzata “un originale rapsodo della cultura visiva contemporanea”. Ai toni scherzosi e divertenti di ambito visivo corrisponde un parimenti divertente gioco di parole, di matrice dada: assonanze e consonanze fonetiche danno vita a titoli originali e beffardi, che dissacrano la storia dell’arte. In particolare, sulla scia della lezione duchampiana, l’ideatrice di questi lavori, gioca con i Grandi del passato; si distinguono, qua e là, porzioni di opere famose: la “Testa di Medusa” del Caravaggio, “Gli amanti” di Magritte, la “Sacra Conversazione” di Piero Della Francesca, tutti asservite al suo gioco compositivo. Non mancano personaggi della storia: la testa della delfina e poi regina di Francia  Maria Antonietta, dall’espressione composta, imbellettata, viene rimaneggiata e scarabocchiata; essa compare sul buffo corpo di un pollo allo spiedo, di un blu azzurro ciano davvero poco appetibile; su un pollo destinato al consumo alimentare color rosa pallido in lingerie,  affiancata a zoom su zampe di gallina smaltate o un ritagli di immagine della celeberrima Audrey Hepburn; ancora, il cranio gentilizio della sovrana è in braccio ad un ala di pollo, intenta a fare sberleffi al fruitore. In questo mondo caotico e colorato emergono all’occhio dell’osservatore riferimenti al mondo glam: una vanitosa pollastra, esponente della middle class avicola, si presenta all’astante con una vezzosa cloche; la sagoma di un’altra, invece, avanza da uno sfondo metallizzato e cangiante (che ricorda le accattivanti luci di una sfilata), tra una miriade di oggetti, con un atteggiamento sicuro e convinto: la sua falcata, in realtà buffa e ridicolizzata, suscita generale ilarità, l’obiettivo primario della Falli. Ridicola è pure la creatura chimerica composta dal capo di Elsa Schiaparelli, celebre rivale di Coco Chanel, sul corpo di pollo in posa seducente, con la coscia nuda bene in vista. I suoi bollenti spiriti vengono spenti dal ventaglio ripreso dalla “Giovanetta tahitiana con ventaglio” di “Pol” Gauguin. D’altronde, come diceva Jean Paul, «L’ironia e l’intelligenza sono sorelle di sangue».

 Ivan Caccavale

Critico e storico dell’arte, curatore di mostre

https://www.facebook.com/ivan.caccavale

https://uozzart.com/author/ivan-caccavale/

Francesca Falli

https://www.facebook.com/francesca.falli1

https://www.youtube.com/watch?v=suZprgmuLzI

https://www.inartegallery.it/2018/11/23/pop-art/

https://circle-arts.com/francesca-falli/