Indiana, poetessa e scrittrice | INTERVISTA

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di Andrea Giostra

Ciao Indiana, benvenuta e grazie per la tua disponibilità. Ai nostri lettori che volessero conoscere qualcosa di più di te quale poetessa e artista, cosa racconteresti?

Salve! Sono una cantastorie romantica, credo l’ultima delle sognatrici, scrivo per passione trasformando le mie emozioni in scritti.

Chi è Indiana poetessa e chi Indiana donna?

Indiana poetessa è la protagonista della mia vita. Indiana donna è una tempesta, un vulcano di idee.

Ci parli della tua ultima raccolta di poesie, “Lettere d’amore”? Qual è il tema dominante e quale il messaggio che vuoi lanciare ai tuoi lettori?

Il tema dominante del libro Lettere d’amore sono le emozioni infinite, la passione, la tenerezza. I morsi nei corridoi stretti della vita. Emozioni d’amore trasportate in scrittura, in lettere e poesie complete di un saggio.

Quando sarà in vendita nelle librerie?

Il libro Lettere d’amore sarà in vendita online e tramite i distributori in tutte le librerie nel mese di marzo 2020.

Come nasce questo libro? A cosa hai pensato quando hai cominciato a scriverlo?

Il libro nasce come pagine di un piccolo diario segreto d’amore.

Una domanda difficile: perché i nostri lettori dovrebbero comprare “Lettere d’amore” e gli altri tuoi libri? Prova a incuriosirli perché vadano in libreria a comprarne alcuni.

Credo che i miei libri siano interessanti. Solo due parole: una miscellanea di poesie a sfondo psicologico dove l’autore conduce i lettori lesti nei corridoi stretti della vita. Il gufo spiritello racconta una raccolta di 17 favole da leggere tutte d’un fiato, dove la fantasia colora con pennarelli dappertutto, completa il tutto in simpaticissime immagini di animali colorate.

Hai in programma degli appuntamenti pubblici dove presenterai la tua nuova silloge? Se sì, li vuole elencare ai nostri lettori perché possano venire a trovarti?

Gli appuntamenti saranno nelle librerie e nei centri culturali, e nei siti dove sono presente come autrice.

Ci parli delle tue precedenti opere e pubblicazioni? Quali sono, qual è stata l’ispirazione che li ha generati, quali i messaggio che vuoi lanciare a chi li leggerà?

Come autrice ho pubblicato due libri: Solo due parole e Il gufo spiritello racconta, con la casa editrice Infilaindiana edizioni. Con altri autori, sono presente in un agenda artistica letteraria del 2019, con uno scritto poetico “I tuoi occhi nel silenzio”, casa editrice Luoghinteriori edizioni. L’agenda poetica è stata presentata ad Assisi nel dicembre 2019. L’aspirazione poetica nasce dai miei pensieri d’amore. Il messaggio è: si può scrivere anche e solo per amore…

Come definiresti il tuo stile letterario? C’è qualche poeta o scrittore al quale ti ispiri?

Il mio stile letterario è di poetessa ermetica ma nelle favole e racconti sicuramente vorrei ispirarmi a Gianni Rodari.

Come è nata la tua passione per l’arte della scrittura? E qual è il tuo proposito, il tuo scopo nello scrivere le tue poesie?

La mia passione è nata sin da bambina, il mio maestro Gino Bartali, mi chiamava Silvia Pellico… E a scuola le insegnanti di lettere facevano dei mini concorsi dove tutte le alunne partecipavano scrivendo un romanzo a piacere.

Quali sono secondo te le caratteristiche, le qualità, il talento, che deve possedere chi scrive per essere definito un vero scrittore, un poeta? E perché proprio quelle qualità?

Chi scrive deve avere la fantasia legata alle emozioni che esterna perché penso che il lettore percepisca le vibrazioni e i graffi che vuoi e puoi lasciare nelle interpretazioni.

«Non mi preoccupo di cosa sia o meno una poesia, di cosa sia un romanzo. Li scrivo e basta… i casi sono due: o funzionano o non funzionano. Non sono preoccupato con: “Questa è una poesia, questo è un romanzo, questa è una scarpa, questo è un guanto”. Lo butto giù e questo è quanto. Io la penso così.» (Ben Pleasants, The Free Press Symposium: Conversations with Charles Bukowski, “Los Angeles Free Press”, October 31-November 6, 1975, pp. 14-16.). Cosa ne pensi di queste parole di Bukowski? In uno scritto, in una storia, in un romanzo, cos’è secondo te più importante, la storia (quello che si narra) o come è scritta (lo stile, la narrazione, la scrittura originale, l’armonia, etc.…)?

Negli scritti molteplici sono le cose importanti, lo stile, l’originalità, l’ espressione di un messaggio da scoprire…

Quali sono gli autori che ami di più, che hai letto da ragazza, che ti hanno formata, che leggi ancora oggi e che ti senti di consigliare ai nostri lettori?

Gli autori che preferisco sicuramente Leopardi, Platone, Shakespeare, Freud, Dante, Neruda, Austen, Tolstoj, Kafka.

Ti va di consigliare ai nostri lettori tre autori e tre libri da leggere assolutamente nei prossimi mesi? E perché suggerisci proprio questi? Cosa hanno in particolare per incuriosire i nostri lettori affinché li comprino e li leggano?

I libri che consiglierei: L’infinito di G Leopardi, Il Simposio di Platone, Dante Alighieri La Divina Commedia. Credo che siano le basi per la lettura e una conoscenza letteraria.

Nel gigantesco frontale del Teatro Massimo di Palermo, la mia città, c’è una grande scritta, voluta dall’allora potente Ministro di Grazia e Giustizia Camillo Finocchiaro Aprile del Regno di Vittorio Emanuele II di Savoia, che recita così: «L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire». Tu cosa ne pensi di questa frase? Davvero l’arte e la bellezza servono a qualcosa in questa nostra società contemporanea fondata sulla tecnologia e sulle comunicazioni social?

L’Arte e la bellezza, forse, ma bisogna sempre osservare e capire tutte le tipologie della bellezza.

Quando parliamo di bellezza, siamo così sicuri che quello che noi intendiamo per bellezza sia lo stesso, per esempio, per i Millennial, per gli adolescenti nati nel Ventunesimo secolo? E se questi canoni non sono uguali tra loro, quando parliamo di bellezza che salverà il mondo, a quale bellezza ci riferiamo?

La bellezza ha mille impronte per tutti, io sceglierei la bellezza dell’anima… sino al divino.

Esiste oggi secondo te una disciplina che educa alla bellezza? La cosiddetta estetica della cultura dell’antica Grecia e della filosofia speculativa di fine Ottocento inizi Novecento?

No, le persone indossano miriadi di frammenti di maschere, nessuno educa un comportamentale che non conosce o che non ha mai visto. Scelgo la verità come espressione spirituale che dona bellezza.

«Direi che sono disgustato, o ancor meglio nauseato … C’è in giro un sacco di poesia accademica. Mi arrivano libri o riviste da studenti che hanno pochissima energia … non hanno fuoco o pazzia. La gente affabile non crea molto bene. Questo non si applica soltanto ai giovani. Il poeta, più di tutti, deve forgiarsi tra le fiamme degli stenti. Troppo latte materno non va bene. Se il tipo di poesia è buona, io non ne ho vista. La teoria degli stenti e delle privazioni può essere vecchia, ma è diventata vecchia perché era buona … Il mio contributo è stato quello di rendere la poesia più libera e più semplificata, l’ho resa più umana. L’ho resa più facile da seguire per gli altri. Ho insegnato loro che si può scrivere una poesia allo stesso modo in cui si può scrivere una lettera, che una poesia può perfino intrattenere, e che non ci deve essere per forza qualcosa di sacro in essa.» (Intervista di William Childress, Charles Bukowski, “Poetry Now, vol. 1, n.6, 1974, pp 1, 19, 21.). Tu cosa ne pensi delle parole del grandissimo poeta, scrittore e artista del Novecento Bukowski? Qual è la tua posizione in merito?

Sono quasi certa che Bukowski, abbia una scrittura impetuosa e diretta… arriva ai lettori come un flash. I suoi testi sprigionano temperamento e rabbia per amore.

«il ruolo del poeta è pressoché nullo … tristemente nullo … il poeta, per definizione, è un mezzo uomo – un mollaccione, non è una persona reale, e non ha la forza di guidare uomini veri in questioni di sangue e coraggio.» (Intervista ad Arnold Kaye, Charles Bukowski Speaks Out, “Literary Times”, Chicaco, vol 2, n. 4, March 1963, pp. 1-7). Sei d’accordo con Buk? Cosa significa per te oggi essere poeti? Nel Ventunesimo secolo, nell’era della tecnologia e dei social, chi è il poeta?

I veri poeti sono i sognatori, che dimostrano con i loro versi la passione, la voglia di danzare con passi lenti e veloci le melodie della vita.

Perché secondo te oggi è importante scrivere, raccontare con la scrittura?

Credo che possiamo raccontare, ovvero, usare le parole… per incantare un sogno: la poesia.

Cosa consiglieresti a chi volesse cimentarsi come scrittore, come poeta?

Consiglierei di scrivere, scrivere, scrivere… il tuo pensiero e le tue farfalle usciranno dai pensieri e voleranno lontano oltre l’orizzonte…

Quali sono i tuoi prossimi progetti e i tuoi prossimi appuntamenti? A cosa stai lavorando? Dove potranno seguirti i tuoi lettori e i tuoi fan?

Prossimi progetti: Sto terminando un libro storico romanzato, una storia avvincente sui cavalieri templari che pubblicherò nella stagione 2020. A marzo: uscirà il mio articolo … un saggio sulle lettere d’amore su una rivista di arte e cultura di Bologna “Il mondo che c’è” (rivista cartacea e online). Scrivo: poesie per vari concorsi letterali e per una nuova silloge. Scrivo poesie nella mia pagina nel sito poetare.it. I fan potranno seguirmi sui social: LinkedIn come Indiana; Instagram come silenzioarrivanoisogni; perlaindiana.wordpress.com; WordPress Silenzioarrivanoisogni.home.blog.

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