Fioriscono le Camelie di Villa Durazzo Pallavicini a Pegli | Genova

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Primavera a Genova. Fioriscono le Camelie di Villa Durazzo Pallavicini a Pegli | Genova.

È un momento imperdibile di breve durata. Visite guidate da marzo ad aprile

Una meravigliosa fioritura di fiori, uno spettacolo che rapisce gli occhi e il cuore: è quanto accade nell’incantevole cornice di Villa Durazzo Pallavicini a Pegli, nei pressi di Genova che solo nello scorso anno ha richiamato 20 mila visitatori. Sono tanti i visitatori provenienti da tutta Italia, ma soprattutto numerosi i turisti stranieri che scelgono di ammirare questo gioiello verde del capoluogo ligure. Nei mesi di marzo e i primi giorni di aprile a Pegli, vi aspetta un imperdibile appuntamento con la fioritura delle camelie e i suoi segreti. Una volta di corolle rosa, bianche, rosse, un tappeto di petali, è l’attrazione primaverile del parco. Ogni weekend fino al 5 aprile, sarà possibile partecipare ad una speciale visita guidata al Parco e al Camelieto storico, per scoprire tante curiosità su queste meravigliose piante antiche, un tempo coltivate direttamente dalla marchesa Clelia Durazzo, donna scienziato del ‘700, botanica esperta. Simbolo settecentesco di emancipazione femminile.

 

Il camelieto, nato nel 1856, non è stata una banale operazione di giardinaggio, ma un lavoro strutturale straordinario in cui è stato modificato un intero tratto di parco per realizzare un terreno acido idoneo alle camelie. Con asini, buoi o con le braccia di tanti uomini si sono portate le piante, dando vita a un viale di 200 metri. Il tempo ha fatto poi l’altra parte del lavoro: quelli che per il marchese erano arbusti alti poco più di un metro adesso sono alberi veri e propri che superano i 6 metri. Sulla pianta di camelia si osserva una percentuale di fiori stabili – se è rosa vi sono i fiori rosa – ma improvvisamente sbocciano anche altri fiori di colori e forme differenti, pertanto occorreranno tante stagioni per dare un nome ai molti innominati. Ma con un monitoraggio attento, e calcolando il numero di fiori stabili, pian pianino si classificheranno tutte le piante. Ad ogni modo, noti o non noti, lo spettacolo dal grande valore botanico resta immutato. Una ricchezza straordinaria: 150 piante tutte diverse. Si tratta della specie Camelia Japonica che, crescendo e sviluppandosi nel tempo, ha dato vita a centinaia di cultivar dai diversi colori e dalle diverse forme e quantità di petali. Tra i cultivar di pregio spiccano: la Vergine di Colle beato, la Warratah rubra, l’Incarnata, l’Eleonora Franchetti, la Bella di Firenze, l’Omar Pacha, la Magnoliaeflora e la Diamantina. Uno spettacolo dal grande valore botanico che resta immutato nel tempo.

Il camelieto, oggi il più sviluppato di Italia e tra i più importanti d’Europa, all’epoca rappresentava un vero ombelico botanico del mondo. I registri dei visitatori parlano chiaro: gli amici del marchese – perché ovviamente si entrava solo su invito del padrone di casa – provenivano da New York, dal Cile, dalla Russia. E la villa, vero richiamo di élite internazionale, consacrò Pegli, dalla seconda metà dell’800 fino ai primi anni Venti del 900, come una delle località turistico balneari più importanti della penisola.

È il clima il fattore decisivo da cui tutto ha inizio. Senza vento, con poche precipitazioni e con tanto sole per gran parte dell’anno, Pegli ricorda molto Bordighera, località rivierasca crocevia del Grand Tour. La Marchesa Clelia Durazzo, scienziata di fama europea, non si fece di certo scappare questo cocktail metereologico che permetteva di coltivare piante esotiche rare fuori serra e a Pegli costituì un importante orto botanico. Il nipote Ignazio ereditò poi tutto e dall’orto passò alla maestosa villa romantica.

 

La visita al camelieto offre anche l’occasione di godere delle bellezze del Parco storico, giardino di ispirazione romanica, realizzato tra il 1837 e il 1846 da Michele Canzio, all’epoca scenografo del Teatro Carlo Felice, che creò una vera e propria rappresentazione teatrale “open air”. Il percorso di visita è infatti articolato in prologo, antefatto, tre atti, ognuno composto da affascinanti scene caratterizzate da laghi, torrentelli, cascate, edifici da giardino, arredi, piante rare, scorci visivi e inganni scenografici capaci di dilatare quasi all’infinito i confini di questo luogo magico.

 

Pegli è agevolmente raggiungibile dal centro città, sia utilizzando i treni regionali che lo speciale servizio Navebus, che consente di spostarsi comodamente dal Porto Antico a Pegli a bordo di un battello, godendo di una piacevole e rilassante escursione via mare.

Per approfondire:

http://www.visitgenoa.it/villa-durazzo-pallavicini-0

https://www.villadurazzopallavicini.it/

http://www.visitgenoa.it/pegli-voltri-pra-e-dintorni

https://www.amt.genova.it/amt/trasporto-multimodale/navebus/