Che paura! | Spunti da #aiutiamochiesolo

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di Meri Lolini

Premessa

Con questa breve storia, e prendendo spunto dalla pagina Facebook #aiutiamochiesolohttps://www.facebook.com/aiutiamochiesolo/ @aiutiamochiesolo – è mia intenzione fare un po’ di compagnia alle persone sole e a coloro che in queste tristi giornate di Covid-19 vorranno leggerla. Un cordiale saluto a tutti.

Breve storia

Sono qui chiusa in casa e mi attengo a tutte le misure che sono state dettate per non aumentare il possibile contagio. Così faccio qualche telefonata a qualche amico e qualche collega. Continuo a scrivere ed a leggere i testi da valutare che mi arrivano per essere eventualmente pubblicati dalla casa editrice. Il cellulare squilla ed è Enrica che vuole sapere come sto. Ci mettiamo a parlare di questa epidemia che ci sta isolando, forse anche contagiando ed in alcuni casi anche uccidendo. Ci eravamo incontrate due settimane prima a casa sua per quella cena ed avevamo parlato in maniera incredula di questa futura epidemia. Ancora non erano in vigore le misure ristrettive sullo stare in casa senza avere contatti con nessuno. Ci siamo lasciate salutandoci e con quel: “A presto” che ora è proprio fuori luogo. Riguardo le foto che avevamo scattato. Ripenso a come mi ero vestita e quello che pensavo quella sera ed a che cosa ci eravamo dette. Mi rivedo così, mentre mi dicevo… stasera andrò a cena da una mia carissima amica. Sto pensando a come mi vestirò ed a quale scarpe metterò. Sono alcuni mesi che non ci vediamo, siamo entrambe impegnate con varie attività oltre al nostro lavoro. Forse ci saranno anche altre persone e speriamo di non dover incontrare qualcuno, che mi sta poco simpatico. Lei è brava a cucinare e sicuramente si darà da fare con qualche piatto prelibato a base di pesce. L’ultima volta il profumo di quella torta, che aveva preparato con pistacchi e crema di vaniglia aleggiava in ogni stanza della casa. Era tutto molto curato ed anche in quell’occasione la compagnia fu piacevole. Parlammo di cinema e di quella commedia che avevamo visto in teatro. Indossai un tubino nero con una giacca grigia e scelsi un paio di decolté in pelle nera lucida. Presi un giaccone e misi al collo un foulard fantasia. Il taxi arrivò ed in venti minuti arrivai a casa di Enrica. In salotto era tutto ben apparecchiato ed entrando ci salutammo. Lei mi disse, che una delle amiche non sarebbe venuta e quindi saremmo state in tre. Conoscevo anche Silvia, lei era una giornalista e lavorava a Roma. Enrica era una professoressa di italiano al liceo scientifico ed io lavoravo da sempre come redattrice in una casa editrice fiorentina. Iniziammo con un aperitivo e dei crostini caldi con il polpo. Ci sedemmo a tavola ed eravamo tutte d’accordo a goderci la cena con molta calma, raccontandoci quello che ci era successo e qualcosa di particolare, che ci aveva fatto incuriosire o penare. Iniziammo a parlare del nostro lavoro e quasi per caso, scoprimmo di avere un argomento in comune, che trattavamo in maniera diversa e per motivazioni diverse nei nostri settori. Silvia curava una rubrica sul suo settimanale in continuo contatto con i lettori e poneva argomenti vari e loro rispondevano con note o esperienze di vita sul tema trattato. L’argomento era la paura e subito Enrica raccontò che in classe con i ragazzi stava trattando la paura nei suoi vari aspetti  per le persone. La coincidenza volle che anch’io, stessi lavorando ad una collana editoriale che trattava questa tematica. Facemmo un brindisi: “Alla paura” e poi la domanda: “Come sarà fatta?”. La immaginavo con sembianze femminili con il volto cupo e dei capelli neri che uscivano da un velo nero lungo, che avvolgeva tutto il corpo  ed aleggiava sulla realtà della vita. Fummo d’accordo, che questa fosse l’immagine che poteva essere identificata nella paura e nello spavento immediato. Quella che ti porta via il ragionamento, rubandoti la capacità di riflettere e di reagire. È lei che si impadronisce della persona o di gruppi di persone o addirittura di popoli impedendoli di vivere nel buon senso. La paura della donna che può essere picchiata o stuprata, la paura del bambino che può essere abbandonato, la paura della gente durante una guerra oppure durante una calamità naturale, la paura della malattia. È quello che stiamo vivendo ora nel mondo con la guerra in Libia oppure quella in Siria e la fuga di quei popoli per non morire sotto i bombardamenti o di fame. È chiaro che in una situazione che si ritiene pericolosa per la nostra incolumità, si ha come conseguenza il verificarsi della paura, ma se la situazione diventa gestibile e controllabile la paura tenderà a diminuire fino a scomparire e così la donna in nero sbiancherà e svanirà. Arriverà così la luce.  Lucia prese questa immagine della paura che svaniva come adatta nella sua rubrica. Enrica raccontò che i ragazzi in classe avevano raccontato di paure avute durante qualche tentativo di furto e di qualche incontro in discoteca con giovani  sotto l’effetto dell’alcol o della droga. I messaggi che erano arrivati a Lucia avevano rappresentato una familiarità con la paura delle malattie e nelle donne la poca sicurezza nel poter evitare pericoli di stupro e di offese gravi. Enrica ci domandò: “Sapete quale è la paura quotidiana dei miei studenti?” ci guardò e ridendo disse: “Il brutto voto!” Quella condizione creava una situazione imbarazzante con i genitori e magari qualche privazione sia nelle uscite con gli amici ed altre libertà. Lucia mettendosi a posto un ciuffo dietro all’orecchio, manifestò la sua ferma convinzione che la paura prima di essere gestita, non deve essere generata e che tutti noi abbiamo il dovere di tenere un comportamento che non generi pericolo sia per noi che per gli altri. È necessario prevenire e valutare tutte le conseguenze delle azioni che facciamo. Le risposi che questo era molto giusto e la vedevo applicabile a guida ponderata per non incorrere in incidenti, ma purtroppo questo era ingestibile per un terremoto o per una epidemia. Ci guardammo ed a tutte noi era chiaro il momento attuale che stavamo vivendo in tutto il nostro mondo per la pandemia del Corona Virus 19. In quel momento non sapevamo ancora che cosa sarebbe accaduto nei prossimi giorni e così ora penso, che la paura è ancora vestita in quel modo tutta di nero e siamo tutti sue prede con le quali gioca con tutta la sua verità e ci tiene prigionieri dei suoi percorsi lugubri. La scienza è l’unica che può illuminare in questo buio e tutti noi abbiamo il dovere di dare il tempo alla medicina di salvarci attenendoci rigorosamente a tutte le prescrizioni di vita attuale che dobbiamo assolutamente seguire.

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Meri Lolini
SHORT-BIO MERI LOLINI Sono nata a Massa Marittima (GR) e vivo dal 1977 a Firenze. Qui arrivai appena diplomata Perito Chimico ed iniziai la mia esperienza di analista chimico prima in laboratorio privato e poi per trent’anni in un laboratorio pubblico. Mi sono occupata del dosaggio dei microinquinanti organici sia in matrici alimentari che ambientali. Successivamente ho conseguito la laurea in Tecnico della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro. Le passioni che mi hanno sempre accompagnata sono la chimica e la lettura. Dal 2019 sono pensionata. Nel 2014 ho iniziato a scrivere libri che ad oggi sono otto ed una commedia. Questi sono i testi pubblicati: Una goccia nel mare dalla casa-famiglia alla famiglia, ed. Harmakis (gennaio 2014); La passione colora la vita - per non smarrirsi nelle strade buie della depressione, ed. Harmakis (gennaio 2015); Non ci sono più le rondini? Una donna, una storia, ed. Aracne (dicembre 2015); Scegliamo consapevolmente - i tanti aspetti del cibo, ed. Aracne (ottobre2016); Sognando la pace, ed. Aracne (marzo 2017); Parliamo di rifiuti Tipologie Classificazione e Trattamenti, ed. Aracne (ottobre 2017); Il mostro vorace, ed. Aracne (gennaio 2018). Ho conseguito anche dei premi letterari: Attestato al Premio letterario “Caffè tra le nuvole”. Finalista al Premio Letterario IX edizione Casa Sanremo Writers. Una vipera in corpo, ed. Aracne (agosto 2019). Alla luce, commedia teatrale, in collaborazione con Giulia Romolini per la trasposizione teatrale del racconto. Terzo Premio al Premio Letterario Rive Gauche di Firenze 19 ottobre 2019. Dal 2016 scrivo articoli su Class24 che è una rivista online di Orbassano (TO). Di recente ho redatto alcune recensioni a libri pubblicati da altri scrittori italiani. Meri Lolini https://www.facebook.com/meri.lolini http://www.aracneeditrice.it/index.php/autori.html?auth-id=375428