Il virus, lo standby e l’amnesia temporanea…   

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di Dorina Achelaritei

Personalmente, non trovo le parole per spiegare quanto mi mancano le file dell’aeroporto, le stazioni ferroviarie strapiene, i mercati sovraffollati: degli ambienti così stimolanti, così vivi…l’entusiasmo, le aspettative, l’impazienza, le persone in movimento – delle immagini che adesso sono dei ricordi, perché anche la Germania, il mio paese di residenza, ha cancellato tutti i voli verso… il Resto del Mondo.

Per fortuna, qui non c’è il coprifuoco e si gode ancora di una certa libertà di movimento – ma che si può fare con tanta libertà quando tutti i locali sono chiusi, i gruppi di persone superiori a 2 vietati, ogni tipo di evento artistico/sociale/culturale cancellato e la passeggiata nel parco (almeno la natura è ancora accessibile!) diventata un highlight della giornata… solo nella fila del supermercato si può ancora socializzare: ad una distanza di almeno 1,5 m, attenzione! 

Per la prima volta negli ultimi 4 anni mi fermo per più di un mese a casa, a Berlino, che, diciamola tutta, ha visto dei tempi migliori. 

La “dolce vita” nella città della libertà attentamente controllata è ormai finita… per il momento, almeno. Un vero problema per quelli che avevano scelto di vivere qui per la vita di notte e la moltitudine di possibilità di “ammazzare” il tempo… il business dell’intrattenimento di tutti i tipi sta vivendo un autentico impasse… tante persone si sono ritrovate non solo senza occupazione, ma senza alcuna attività: la ragione per cui i parchi (giganteschi per altro, permettendo la distanza di sicurezza!) sono sempre pieni in questo periodo. Il problema della mancanza di tempo, una questione esistenziale in Germania, pare risolto…

Comunque, un vantaggio c’è: non credo di aver mai visto la città così pulita! Anche la metropolitana berlinese (che ormai, dopo il viaggio a Seoul, evito di prendere!) sembra completamente asettica… una première assoluta! Troppo ordine, troppa pulizia – bello e storto allo stesso tempo… Come le strade di Palermo prima della visita del Papa, a settembre 2018… solo che adesso un intero continente si trova in attesa del gran momento – la fine dell’ibernazione… 

C’è gente che mi ha detto: “non mi ricordo di cosa si parlava prima del corona”… Io sì che mi ricordo… e penso che la memoria sia importante. 

Il virus ha cambiato la prospettiva globale, ma la solidarietà temporanea provocata da una pandemia non può durare se certi atteggiamenti non cambiano e non resistono anche nel dopo-crisi… 

Perché la crisi COVID-19 non risolverà problemi che sono stati ignorati o soltanto messi in standby dall’emergenza – né in Italia, né în Germania: che succederà con la crisi migratoria, con la politica dell’estrema destra, con il razzismo?… gli attentati di Halle (ottobre 2019) e di Hanau (19 gennaio 2020) e le vittime non si possono dimenticare… 

Da un panico considerato fantasmagorico, la malattia si è materializzata, prendendo delle proporzioni incalcolabili… la vita quotidiana si è trasformata completamente, la transizione da un’esistenza concreta ad una digitale è avvenuta nel più naturale dei modi… 

Ma come sarà il periodo Post-Corona? Cerco di immaginarlo, ma non ci riesco…

i pensieri legati ad un futuro prossimo sono solo delle speculazioni. Siamo tutti in standby… il pianeta respira per la letargia dell’industria mentre la popolazione è costretta a trattenere il fiato… nonostante la primavera che è appena arrivata, anche a Berlino.