“Il Cardinale Alagna e Sant’Agostino” | di Rossana De Santis

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Rossana De Santis
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di Rossana De Santis

Chi è Cardinale Clementino Alagna?

Prima di proseguire la nostra analisi, ascoltiamo in proposito la recita e interpretazione dell’attore triestino Paolo Massaria che legge “La confessione del Cardinale Clementino Alagna”, capitolo tratto dal romanzo inedito “La banda” di Andrea Giostra:

Il Cardinale Clementino Alagna è prima di tutto un uomo pieno di dubbi e di rimpianti, stanco, vecchio di novant’anni.

Un Cardinale che sente il peso della vecchiaia e delle sue colpe che trascina con il suo incedere lento e incerto, incedere di chi è carico di anni privi di una reale scelta.

Ha la pelle sottile, rugosa, può ferirsi con il minimo urto ed è consapevole della propria fragilità.

Indossa un saio francescano quando prega ogni lunedì, alle sei… sette del mattino.

La figura, curva, sottile, è trafitta dai raggi solari e viene descritta, con dovizia di particolari, dall’attore che, nel video a lui dedicato, narra il suo tormento.

Il sole penetra e segna i contorni di quell’ombra, specchio di una solitudine drammatica, rappresentata con una liturgia privata.

Gli occhi del Cardinale, trasparenti come il mare, lasciano trapelare i rimpianti di una vita che in fondo non ha mai scelto consapevolmente ma che ha vissuto intensamente, nel bene e nel male.

Una vita in cui fede, tentazioni e peccato si sono mescolati generando un mare d’inquietudine e di dubbi.

Il suo dubbio principale, lacerante riguardava la vita stessa: è figlia del libero arbitrio o della Divina Provvidenza?

Alagna pensava alle tentazioni carnali della sua gioventù: monache, dovizie dalla pelle fresca, morbida e profumata…

La libertà irrequieta è frutto di una natura giovane e ribelle, una natura difficile da domare con la fede, una tendenza irrefrenabile alle passioni…

Riflette anche sul fatto che Dio ci ha creati liberi e tutta questa libertà quasi inevitabilmente è destinata a procreare peccato… quasi come se il peccato fosse insito nella nostra natura libera e ribelle.

Anche Sant’Agostino ha pensato, in un periodo della giovinezza in cui ha professato la religione di Mani, che il male non è frutto di una scelta ma della nostra natura.

L’attore che narra in prima persona riesce perfettamente a identificarsi in questa figura tormentata e stanca. Un Cardinale ma, soprattutto un uomo consapevole dei suoi limiti e delle sue fragilità.

Un uomo di fede che si è dedicato ai più poveri, ai più deboli ma anche un uomo che ha ceduto ai piaceri della carne: ha conosciuto la lussuria… pensa che le donne a cui “ha dato il suo seme” hanno ceduto a lui per puro piacere, riflette sul fatto che nessuno lo ha veramente amato.

Inoltre riflette sul fatto che è stato privato dall’amore materno: ha conosciuto sua madre solo a venticinque anni. Ricorda quell’incontro con grande emozione… occhi che s’incrociano e si riconoscono in una cornice di rimpianti, di amore filiale negato per eventi estranei alla volontà materna.

A questo punto il Cardinale chiede a sé stesso, attraverso la voce profonda dell’attore: «Come mai Dio ha permesso che venisse strappato dalle giovani braccia materne?»

Il Cardinale ha sempre sofferto questa mancanza materna, avvertita come un’assurda mutilazione…

Sant’Agostino invece ha avuto una madre molto presente, figura chiave nella sua conversione al cristianesimo.

Questo è un passo significativo delle Confessioni di Sant’Agostino che svela il forte legame e la gratitudine del Santo nei confronti della figura materna, dopo anni di rifiuto e di ribellioni nei suoi confronti:

«Piangeva innanzi a Te mia madre, tua fedele, versando più lacrime di quante ne versino mai le madri alla morte fisica dei figli. Grazie alla fede e allo spirito ricevuto da te essa vedeva la mia morte; e tu l’esaudisti, Signore» … «Le lacrime di una tale donna, che con esse ti chiedeva non oro né argento, né beni labili o volubili, ma la salvezza dell’anima di suo figlio: avresti potuto sdegnarle tu, che così l’avevi fatta con la tua grazia, rifiutandole il tuo soccorso? Certamente no, Signore».

Una vita con al centro la figura materna per Sant’Agostino, una vita, invece, senza una madre per il Cardinale… ma Alagna ha avuto due grandi punti di riferimento per la sua crescita umana e spirituale: Monsignor Corrado e Don Carmelo, due giganti della fede, saggi e potenti che non hanno comunque colmato le sue lacune emozionali e sentimentali. Lacune, diventate voragini, mai colmate neanche dalle donne che ha posseduto carnalmente ma non spiritualmente.

Ora si trova quasi alla fine del suo percorso di vita, lacerato dai dubbi e dai sensi di colpa, consapevole di essere stato privilegiato nella sua formazione spirituale ma cosciente anche di aver ceduto al malessere che devia l’uomo verso la sua perdizione. Spera che i suoi peccati vengano, in qualche modo, cancellati, inghiottiti dall’oblio, dalla morte.

Ci sono momenti nella nostra esistenza in cui è facile abbandonarsi alla disperazione più profonda. La coscienza ci fa sentire “imperdonabili”, tuttavia la misericordia di Dio è infinita e Sant’Agostino lo esprime bene in questo passo delle Confessioni:

«Lode a te, gloria a te, fonte di misericordie. Io mi facevo più miserabile, e tu più vicino. Ormai, ormai era accostata la tua mano, che mi avrebbe tolto e levato dal fango, e io lo ignoravo».

 

Sant’Agostino ha sentito la misericordia di Dio poggiare una mano sulla sua testa, nella maturità e alla fine di una vita inizialmente peccaminosa.

Il Cardinale invece, ha sentito dentro di sé solo la stanchezza e l’incertezza di chi non ha risposte e aspetta solo la fine.

 

Rossana De Santis