MA CHISSENEFREGA DELLA CRISI ECONOMICA?

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In questi giorni di Corona-crisi i titoli dei quotidiani sono drammatici: “Allarme del Fondo Monetario Internazionale, l’economia mondiale si ferma”, “Crisi peggiore di quella del ’29”, oppure del secondo dopoguerra, dell’11 settembre, del crack Lehman Brothers del 2008 e chi più ne ha più ne metta. Addirittura “Il Mondo si ferma”! In realtà il mondo, per fortuna, se ne frega della crisi economica e continua a girare, indifferente alle umane vicende…
Insomma, i titoli si sprecano per descrivere le conseguenze della pandemia da Covid-19 sull’economia mondiale. Ed allora concedetemi questa provocazione: MA CHISSENEFREGA???!!! Cioè, intendetemi bene, a chi importa davvero, chi ne sarà toccato maggiormente? Di sicuro non gliene frega niente, o assai poco, alla stragrande maggioranza della popolazione mondiale, ovvero a coloro che vivono nel terzo o quarto mondo, a coloro che sopravvivono con meno di un dollaro al giorno, ai diseredati, agli esclusi, agli oppressi, agli scarti e agli ultimi della Terra. Certo, la crisi la pagheranno anche loro, diventeranno ancora più poveri, gli aiuti umanitari già scarsi diminuiranno ulteriormente. Ma loro, in fondo, sono già abituati a soffrire fame, sete, malattie, guerra, morte e privazioni di ogni genere. Conoscono già la miseria nera, cosa volete che sia per loro se diventa ancora un po’ più nera?

Frega molto invece a noi paesi ricchi, agli occidentali, a quelli il cui stile di vita era “non negoziabile” (ricordate?) e che questo stile dovranno invece rivederlo, al ribasso. La crisi imporrà di ridurre i consumi e gli sprechi, di ridistribuire la ricchezza, di rifondare lo stato sociale all’insegna di maggiore giustizia ed equità.
La parola “economia” deriva dal greco e il suo significato letterale sarebbe “la legge della casa”, ovvero le norme per l’amministrazione della casa e poi, in senso lato, dell’impresa e delle attività economiche. Quindi, in un mondo ideale, l’economia dovrebbe essere la scienza dell’amministrazione delle risorse della Casa Comune, ma sappiamo bene che non è così. Lo scopo dell’economia moderna, capitalistica è esclusivamente il profitto e l’aumento del PIL. Con le conseguenze sociali e ambientali e le sperequazioni che erano già evidenti prima che arrivasse il coronavirus ma che ora sono ancora più nette e insostenibili.

Secondo la teoria economica classica (Adam Smith), se ogni individuo persegue solo il proprio interesse individuale, in maniera egoistica e competitiva, dalla somma di queste azioni deriverebbe il Bene comune (fatto di per sè un pò paradossale). Se invece ogni individuo si preoccupasse, oltre che del proprio esclusivo interesse, anche del benessere degli altri, alla fine ne deriverebbe un vantaggio sia personale che collettivo (il Bene Comune). Perchè, se ci pensate bene, L’INTERESSE PIU’ ALTO E’ QUELLO DI TUTTI.

La crisi ci sta finalmente  aprendo gli occhi e incomincia ad affermarsi l’idea che nulla sarà più come prima. Serve un salto di paradigma culturale e serve un cambio di mentalità da parte di tutti. Sentite cosa ha dichiarato in questi giorni il grande stilista Giorgio Armani: “Questa crisi è una meravigliosa opportunità per rallentare tutto, per riallineare tutto, per disegnare un orizzonte più autentico e vero. Basta spettacolarizzazione, basta sprechi…una meravigliosa opportunità per ridare valore all’autenticità…Basta con le sfilate in tutto il mondo, fatte tramite i viaggi che inquinano. Basta con gli sprechi di denaro per gli show, sono solo pennellate di smalto apposte sopra il nulla. Il momento che stiamo attraversando è turbolento, ma ci offre la possibilità, unica davvero, di aggiustare quello che non va, di togliere il superfluo, di ritrovare una dimensione più umana. Questa è forse la più importante lezione di questa crisi.” Un messaggio dirompente per il mondo del lusso e della moda, che speriamo davvero faccia tendenza! Armani è un esempio di imprenditore illuminato che ha iniziato a cambiare il paradigma culturale. Ovviamente anche i politici e gli economisti dovranno cambiare completamente e in fretta il loro modo di pensare. E’ necessario, indispensabile ormai puntare su una nuova Economia del Bene Comune. In realtà non si tratta di una cosa nuova, non c’è da inventare proprio nulla: il  modello economico vincente, alternativo, resiliente e adatto a questi tempi di crisi esiste già da almeno 20-30 anni e si chiama ECONOMIA CIVILE E SOLIDALE e FINANZA ETICA.
Questo per chi ha occhi per vedere e guarda con occhi onesti e sinceri. Se invece, signori, vogliamo continuare a giocare con le vecchie regole fallimentari, buone solo per far diventare i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, non andremo da nessuna parte, se non a schiantarci.
Perciò il vero problema non è il crollo del PIL del 10% o anche del 20% ma cosa ci facciamo e cosa vorremo fare con il restante 90 oppure 80% !!! Ma di questo, magari, parleremo un’altra volta…

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Luca Salvi
Luca Salvi, anni 50 (classe '69), sposato con Alessia, padre di 5 figli. Medico fisiatra presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (VR), mi occupo di riabilitazione neurologica. Grande appassionato di sport (calcio, tifoso del Chievo Verona) e musica rock progressive (Genesis, Marillion, Yes). Sono cattolico, pacifista e ambientalista, da sempre attivamente impegnato anche in campo sociale, nell'accoglienza, nel volontariato e nel mondo umanitario. Ho collaborato con Medici Senza Frontiere, con la Banca Etica e con il Movimento per la Decrescita Felice per attività culturali e di promozione. Sostengo una scuola calcio in Colombia, alla Comuna 13 di Medellìn (progetto Aiutami a giocare). Da quest'anno sono volontario della Ronda della Carità, che offre assistenza (cibo caldo, coperte e vicinanza) alle persone senza tetto. Nel febbraio di quest'anno, insieme al Fondatore della Banca Etica Fabio Salviato e ad altri professionisti, ho creato una OdV (ex-ONLUS) chiamata Valpolicella Etica e Solidale (vedi pagina Facebook), finalizzata al fund raising per iniziative di solidarietà sul territorio e internazionale.