“Cammela fimmina sicula” | di Rossana Lo Giudice

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di Rossana Lo Giudice

Quantu era sapurita Carmela, fimmina sicula e di beltà. Era figghia dello zio Cecè ‘u sciancatu e Mariuccia ‘a pacchiuna, proprietaria della nota “Buticche Splendore”, a pochi chilometri di distanza da Terra d’Acanto.

Un atelier noto alle persone che avevano i picciuli e dove si potevano acquistare prestigiosi abiti da cerimonia.

Perfino donna Masina, amica di curtigghiu di nonna Rosa, qui aveva comperato un vestito chi giummi per il suo 90 compleanno!

Biddizza rara era Cammela al punto che non pareva essere figlia di Cecè e Mariuccia, lari quanto la morte, cu rispettu parrannu. Idda, la picciotta, sapeva di essere bedda comu ‘u suli e infatti s’annacava quannu caminava, nel lievito delle sue forme morbide come le brioches.

Avvolta nei suoi abiti succinti portava sempre tacchi a spillo lasciando intravedere la sinuosità delle sue curve.

Cammela profumava di fimmina, di carne. Chiunque le passasse dinanzi ne restava completamente rapito. Ubriacava i sensi. Faceva la civettuola cimentandosi in piacevoli conversazioni che si sbrogliavano sulla sua lingua con una sensuale erre moscia alla francese (sì,picchì a picciotta studiava all’Univessità di Catania), che sapeva di tutto fuorché di quella.

Tutti gli uomini addisiavanu Cammela.

Metteva ‘u focu rintra idda, a granni , nichi, schetti e maritati.

Fra pensieri colorati e desideri birichini, lei, Cammela, era davvero deliziosa !

Rossana Lo Giudice

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#rossanalogiudice #sospiridellanima

 

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Rossana Lo Giudice
Tenterò di raccontarmi in poche righe! Non so se ce la farò essendo prolissa, senz’altro eviterò di tediarvi riportando per intero il mio Curriculum Vitae! Ho un percorso di studi universitario in campo pedagogico. Sono un’artista eclettica: poeta, scrittrice e musicista. Diplomata in pianoforte al Conservatorio, coltivo altre passioni quali la recitazione, il disegno e la fotografia. Amo l’arte nella sua ineffabile bellezza e poliedricità delle sue espressioni. Scrivo sin da quando ero piccina. Sono una famelica di scrittura: quando la penna guizza sulla carta mentre dita ballerine ne accompagnano il movimento come fosse danza di farfalle, ne sono ben felice. Sempre pronta a catturare emozioni per destarne altrettante a chi mi legge. Cammino sovente con un taccuino in borsa per annotare ciò che scalfisce la mia attenzione, che solletichi la mia ispirazione; “fotografando” squarci di quotidianità. Emozionarmi per emozionare è il mio “modus operandi”. Amante della mia Sicilia e studiosa delle sue tradizioni popolari da alcuni anni mi sono pure cimentata nella scrittura dialettale: fra canti, cunti, novelle e pujsie! Sovente collaboro artisticamente con attori prestigiosi i quali si prestano alla lettura dei miei testi. Amo definirmi un “cantastorie”, un menestrello che intrattiene a corte. Un giocoliere di parole. C’è poi un aspetto di me più intimo e profondo che esprimo attraverso quelli che chiamo “sospiri dell’anima”. Qui racconto il mio microcosmo interiore: le gioie, le lacrime ,le inquietudini e i malumori dello spirito. La mia ineluttabile voglia di scrivere qui diviene un vero canto dell’anima!