La mia gita fuori porta | di Rossana Lo Giudice

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di Rossana Lo Giudice

Siamo giunti al 25 Aprile e la tanto agognata gita fuori porta resta un’utopia. Vietato anche “sostare” per qualche piacevole ora d’aria fuori la porta del pianerottolo. Invitare magari ad una sorta di picnic casalingo qualche simpatico condomino. Anche questa opzione da escludere in toto: occorre evitare gli assembramenti e rispettare le regole.

Che faccio? Dove vado? Mi domando in preda alla noia.

Dovrò inventarmi qualcosa altrimenti sclero. A me che scrivo di certo la fantasia non manca. Mio malgrado anche questa è inficiata dal mio ormai precario (se non scarso!) equilibrio psicofisico.

Penso di mettermi al piano e suonare Chopin, che mi rilassa oltremodo. Anche questa idea la accantono subito. Mi alzo così dal seggiolino allontanandomi dal mio bellissimo pianoforte a coda Steinway & Sons.

Comincio a fare una sequela di telefonate senza senso a qualche amico malcapitato poiché costretto a sorbirsi la mia immantinente crisi di nervi.

Lo stupore degli interlocutori da me intercettati è notevole. All’incirca sono otto le persone che mi rispondono carinamente non sapendo il “destino” che attende loro.

A questo punto la crisi diviene atto manifestandosi palesemente.

Mi sforzo per tornare ad un discreto equilibrio mentale attingendo alla mia consueta forza di volontà. Invano.

Penso sarebbe meglio mi dessi una “sistemata” estetica!

Da molti giorni ormai indosso una monotona divisa: la tuta, ormai divenuta la “mise” cult della mia quarantena.

Io, vanitosa per antonomasia; io che non esco di casa se non sono ordinata, soprattutto nell’abbigliarmi. Mi vedo così brutta e trascurata.

Mi metto all’opera e comincio il restyling. Ardua prova da affrontare!

Raggiungo il grande specchio che da molti anni riveste l’intera parete della mia camera da letto; da ciò è facilmente intuibile quanto sia vanitosa, quanto lo fossi stata prima della reclusione obbligatoria.

Apro l’armadio e scelgo l’abito più carino: un vestito di seta a sfondo floreale e dai colori piuttosto vivaci. Molto trendy!

Mi trucco, sistemo i capelli ormai arruffati e il gioco è fatto.

Mi adagio sul sofà e ascolto un po’ di musica jazz, la mia preferita.

Comincio a rilassarmi e stare meglio. Mi sento perfino più bella.

Forse avrei dovuto farlo più spesso in questi terribili e lunghi giorni di clausura.

In fondo è bastato poco perché mi sentissi di nuovo bene!

Rossana Lo Giudice