“Cosa vuol dire innamorarsi” | di Beatrice Bargiacchi

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di Beatrice Bargiacchi

Innamorarsi è riconoscersi in qualcuno. O in qualcosa. È capire di aver attraversato anni, stagioni, chilometri e affanni con il solo scopo di trovarsi lì, in quel momento. Essere in quello spicchio di mondo a godersi quell’essere umano speciale.

Un figlio, un amico, un genitore o un compagno. Sono infinite le persone di cui ci si può innamorare. Si dice che “in natura nulla si crea e nulla si distrugge”: così vale anche per l’amore, che non nasce mai dal niente. Ci accorgiamo improvvisamente di averlo sempre avuto lì, in un piccolo angolo del nostro cuore, quel sentimento che col tempo abbiamo annaffiato con cura, in attesa di regalarlo a qualcuno. È il primo dono che una mamma fa al proprio figlio. È intrecciato alle dolci parole che si scambiano le coppie. Si accoccola dentro le fusa del nostro gatto e tintinna tra gli ululati del cane che ci aspetta sulla porta di casa.

E l’amore non si distrugge mai. Si ritira dentro di noi come la risacca del mare. Si lecca i tagli e si cuce le ferite. E aspetta paziente il vento favorevole, per andare a lambire un’altra costa.

Ma non è solo delle persone che ci si può innamorare.

Lo si fa con un mestiere, quando ci accorgiamo che quei gesti che compiamo con tale devozione ogni giorno sono diventati la nostra opera più bella. Succede con un Paese, in cui riconosciamo noi stessi, in cui scorgiamo le nostre aspettative e i nostri sogni. E da cui non ci possiamo più staccare. Ci accade durante un viaggio quando, immersi nella magnificenza che si dispiega intorno a noi, ci guardiamo intorno esterrefatti, consapevoli di aver vissuto solo per quel momento.

E, in ognuno di questi casi, lo sappiamo: ci stiamo innamorando. La sentiamo bene, quella quiete che ci gorgoglia dentro. È il momento in cui capiamo che qualcosa ci appartiene.  È una calma, una consapevolezza che ci infiamma. E ci ritroviamo commossi a pensare: “Questo sono io”.

Beatrice Bargiacchi

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Beatrice Bargiacchi
Mi chiamo Beatrice Bargiacchi, ho 28 anni e sono nata a Grosseto. Mi sono laureata in Filologia, Letteratura e Storia dell'Antichità presso l'Università degli Studi di Firenze, nel 2018. Attualmente lavoro a Liegi, in Belgio, in un'associazione culturale che organizza attività educative, artistiche e ludiche per bambini e adolescenti. Ho pubblicato il libro “Schegge d'attimi” nel 2011 con la casa editrice Innocenti Edizioni, seguito dal racconto “Sempre caro”, nel 2015, con Il Foglio Letterario. Sempre con Il Foglio ho pubblicato il libro “Tre Estati” nel 2018 e il racconto “I nostri Universi”, a gennaio 2020. Ho pubblicato l'articolo “La Transiberiana: un viaggio ai confini del mondo” su IlGiunco.net, nel 2019