“Il bambino sul balcone” di Stefano Bisani | RECENSIONE di Anna Profumi

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Sono sincera, non è stato facile leggere a cuor leggero questo libro e proseguire sino in fondo, ma la tematica trattata è di grande attualità e volenti o nolenti ci coinvolge tutti.

 “Il bambino sul balcone” racchiude già nel titolo il dramma esistenziale  dell’abbandono infantile vissuto dal protagonista, costretto a  rifugiarsi in uno spazio esiguo, pur  di evadere dalla difficile situazione familiare nel quale vive e cresce. Il rapporto affettivo inesistente con la mamma, fortemente psicolabile, e l’inspiegabile violenza che lei sfoga sul quel gracile corpicino, sono i segnali del disagio che contraddistingue la narrazione già dalle prime pagine.

In questo suo libro denuncia, Stefano Bisani, istruttore educativo nell’area minori del Comune di Trieste, ci racconta la vera storia di Ivan, (nome di fantasia per tutelare la privacy del protagonista). Attraverso il colloquiare in prima persona, conosciamo le sue interminabili disavventure.

L‘adolescente seguito dai servizi sociali, nonché dai servizi sanitari e psichiatrici, quasi fosse un animale inselvatichito, trascorre giorni ed anni in quasi totale abbandono, e a lui viene negata ogni forma di tenerezza e di sostegno. Il suo legame con la madre, incapace di proteggerlo perché fortemente disturbata, e con il  padre troppo debole e perennemente assente, lo porteranno inevitabilmente ad una serie di scelte sbagliate, illegali e pericolose.

Ad un certo punto della sua vita si tenterà di darlo in affido ad un’alta famiglia. Sarà solo una breve  pausa  ed una nuova cocente disillusione prima di essere inserito in una comunità per minori, dove alcuni “angeli” sotto sembianza di assistenti sanitari si prenderanno finalmente cura di lui restituendogli la fiducia e la dignità troppo presto strappate.

Una storia drammatica, cruda, reale. Una storia che non fa sconti a nessuno e che ripropone senza esclusione di colpi il disagio psicologico di un adolescente alle prese con il lato peggiore della  vita, catapultato in una società che lo rifiuta e lo emargina. Un libro che è un pugno allo stomaco ad ogni capitolo.

Si soffre, ci si indigna, e ci si chiede mille volte “Perché?” Come è possibile che possano accadere certe cose? Di chi è la colpa? Cosa fanno le istituzioni per arginare questo fenomeno?
Un libro che non vuole dare giudizi né tanto meno soluzioni, ma far riflettere il lettore su argomenti attuali e vicini a noi come il maltrattamento, l’isolamento sociale, il bullismo, la droga e l’alcool.

Un viaggio all’inferno e ritorno. Una diario confessione. Autolesionismo e disagio psicologico per provare a se stessi e agli altri di essere forti, nonostante tutto. Toccare il fondo e pensare di distruggersi perché ci si sente rifiutati. Gli altri non esistono e se esistono sono personaggi negativi che a loro volta sono sprofondati in un girone maledetto dal quale è difficile riemergere. E anche quei pochi affetti, quelle labili certezze, quelle mani che si avvicinano e si allontanano, sembrano non riuscire a riportare in superficie il protagonista travolto da tutta una serie di eventi che ne minano sempre maggiormente la mente ed il fisico.

“Tutto lo schifo e la crudeltà provati per anni non li meritavo e non li avrei voluti, anche se qualche volta li ho cercati. Alla mia devastazione fisica e interiore hanno contribuito gli avvenimenti e le circostanze, fortuite o meno, che hanno incrociato la mia esistenza, portandomi a toccare il fondo dell’inferno metropolitano, a dissolvermi negli angoli più bui e nascosti della città, ad abbracciare gli orrori più segreti dell’anima, a offuscare la mente fino ad annientarla.”

Ivan, bullizzato per anni a scuola, non ascoltato e maltrattato a casa, alle soglie dell’adolescenza intraprende la facile strada della trasgressione: droga, alcool, sette sataniche, guai con la giustizia lo portano a conoscere adulti e coetanei problematici; alcuni di loro non ce la faranno nemmeno”

 Quasi alla fine della storia, inaspettatamente ci sarà una svolta, si comincerà a risalire la china. Non tutto è perso. La voglia di vivere avrà la meglio ed Ivan inizierà un percorso di recupero che lo condurrà fuori dal baratro. Alla fine del libro si apre uno spiraglio, uno squarcio di luce dopo il buio delle tenebre. Come lettrice e come madre sono rimasta a lungo perplessa, disorientata, inquieta, e mi sono interrogata più volte sul senso dell’intera vicenda. L’happyend finale è una boccata di ossigeno per riflettere e non tentare di giudicare a priori. In questo caso bisogna fare tesoro di certe dinamiche e ringraziare chi, con senso del dovere e spirito di sacrificio. aiuta questi ragazzi ad uscire dal loro inferno personale.

Grazie Stefano Bisani per questa tua testimonianza. Leggerti ci aiuta ad essere migliori, o quantomeno tentare di esserlo.

Stefano Bisani, “Il bambino sul balcone”, Talos Ed., Castrolibero, 2019.

http://www.talosedizioni.it/?pagina=dettagli&id=146

Anna Profumi

 

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Anna Profumi
SHORT-BIO | ANNA PROFUMI Mi presento. Sono romana di nascita, ma genovese di adozione, poiché poco più che bambina mi trasferisco assieme alla mia famiglia nel capoluogo ligure, dove completo tutti gli studi superiori e successivamente intraprendo la mia attività lavorativa. Appena diplomata in lingue estere svolgo mansioni di interprete in una società di navigazione e successivamente presso la IP Sezione Chimica. Dopo qualche anno sono assunta da una multinazionale americana con la qualifica di Segretaria di Direzione, a stretto contatto con le varie società estere ed i più importanti clienti italiani del polo chimico. Terminati gli impegni d’ufficio, dopo aver usufruito di un pensionamento anticipato, mi iscrivo alla Facoltà di Lettere e Filosofia della mia città, che frequento per approfondire le mie conoscenze in campo umanistico. Le passioni di una vita? La letteratura, la poesia, l’arte in tutte le sue forme e la cultura in generale. Da qualche anno a questa parte, riscopro la passione di sempre, il piacere della scrittura, e pubblico con la casa editrice Salvatore Monetti di Battipaglia, ben quattro romanzi. Il primo, edito nel 2016 è intitolato “Geisha”. I successivi nell’ordine, sempre per Monetti Editore sono stati: “Una donna, una Regina”, biografia storica di Maria José di Savoia, ultima regina d’Italia, “L’Inganno” romanzo dell’aprile 2017. “Il filo di Arianna” uscito nel novembre 2017, and last but not least “Il Dubbio”, pubblicato nell’aprile del 2019. Alterno l’attività di scrittrice, con la recensione di libri, e pubblico periodicamente come blogger articoli su alcune riviste sul web. Da quasi cinque anni amministro un gruppo culturale molto seguito su Facebook che conta migliaia di iscritti e conduco una pagina personale sul web dove posto riflessioni, brani, poesie, citazioni, etc., interagendo con tutti i miei numerosi amici. Recentemente ho anche creato una pagina autore intitolata “La voce del cuore”, che contiene brani e recensioni dei miei libri. Qui di seguito tutti i link relativi ai miei profili su in rete. Anna Profumi: https://www.facebook.com/groups/marionanna/ https://www.facebook.com/profile.php?id=100009082468091 https://www.facebook.com/profile.php?id=100009082468091