“Madri palermitane al tempo del Covid-19” | di Rossana Lo Giudice

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di Rossana Lo Giudice

Preoccuparsi sin dal mattino sul “cosa si deve mangiare oggi” è un vero “problema” di routine quotidiana per le madri palermitane doc!

Un argomento abbastanza inquietante per i familiari, sebbene ben tollerato durante le feste di Natale, Pasqua e affini (dove ci si concede qualche sfizio in più).

“Programmare” sin dal mattino il menu del giorno è qualcosa di atavico, ancestrale ,insito nel DNA delle donne siciliane, nella fattispecie palermitane.

Vittime consapevoli di questo “modus facendi” oltremodo esacerbato al tempo del covid-19 sono indubbiamente i figli. Figli moderni alle prese di ritmi veloci e caotici; che hanno la smania della linea e del cibo salutare.

Al tempo del Coronavirus non manca di certo essere in preda ad una miscellanea di emozioni negative e ombrose: fra ansia, panico e tanta incertezza sul futuro. C’è così poco spazio nella nostra mente perché possa soggiornarvi qualche frivolo pensiero.

Niente paura .

La mamma palermitana doc se non vivi insieme a lei ti viene incontro pure in capo al mondo. Mia mamma, per esempio, ancor prima della pandemia, quasi avesse il sentore che la situazione potesse degenerare, mi ha raggiunto a casa per darmi una mano e meno pensieri.

L’intuito di mamma si è rivelato essere una profezia: l’epidemia è sfociata in pandemia.

In quarantena con mamma. Evviva!

La mamma sin dal mattino così esordisce: “oggi cosa desideri mangiare?” Fatidico interrogativo che non vorresti mai sentire, soprattutto se sveglio da pochi minuti; quando vorresti assaporare soltanto un buon caffè. Ardua impresa questa.

Mission impossible!

Non è invadenza o altro, è soltanto amore.

Non appena accenni un leggero movimento del capo, senza proferire parola (poiché sveglio da poco non sei particolarmente incline alla comunicazione!), il gioco è fatto.

Mamma ha “carta libera” sul menu.

Ha inizio il vero “calvario”, un serio attentato alla linea già seriamente e gravemente compromessa dalla sedentarietà della quarantena. Nonostante tu in genere sia una persona rigidamente attenta a non far lievitare le forme.

Non si può con la mamma in casa.

Una volta che lei ha avuto il pieno “consenso” in merito al menu, ecco che si dilegua velocemente in cucina e comincia a dimenarsi tra i fornelli.

Il profumo, ‘u sciauru che proviene da quella stanza ubriaca, anzi, inebria oltremodo i sensi.

In preda a questa sorta di trasalimento ecco che in un battibaleno vuoi fare un passo indietro e inventarle qualche plausibile scusa(mal di testa, di pancia, etc.) onde evitare di appesantirti. Lo “sgarro” potrebbe farsi soltanto un giorno e non per tutto il suo periodo di permanenza  in casa.

L’escamotage, per non dire palese bugia, con mamma funziona ben poco.

Fra il dolce e il salato, il fritto e il pepato, cibo a iosa. Liccumarie di ogni sorta. Severamente estromesso dal menu il cibo light, vegano e vegetariano.

I cibi succulenti e “libidinosi” per il nostro palato pare che funzionino sempre contro ogni male, soprattutto stagionale. Forse pure col Corona!

Scherzi a parte, con una madre palermitana doc in casa si respira un’atmosfera quasi vacanziera!

Per chiosare vorrei sottolineare che quanto da me scritto vuole essere soltanto una interpretazione in chiave parodica di un tipico “modus” che accomuna tante donne e madri palermitane!

Il tutto oltremodo enfatizzato e dipinto di colore allo scopo di strappare un sorriso a chi mi legge.

Rossana Lo Giudice

 

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Rossana Lo Giudice
Tenterò di raccontarmi in poche righe! Non so se ce la farò essendo prolissa, senz’altro eviterò di tediarvi riportando per intero il mio Curriculum Vitae! Ho un percorso di studi universitario in campo pedagogico. Sono un’artista eclettica: poeta, scrittrice e musicista. Diplomata in pianoforte al Conservatorio, coltivo altre passioni quali la recitazione, il disegno e la fotografia. Amo l’arte nella sua ineffabile bellezza e poliedricità delle sue espressioni. Scrivo sin da quando ero piccina. Sono una famelica di scrittura: quando la penna guizza sulla carta mentre dita ballerine ne accompagnano il movimento come fosse danza di farfalle, ne sono ben felice. Sempre pronta a catturare emozioni per destarne altrettante a chi mi legge. Cammino sovente con un taccuino in borsa per annotare ciò che scalfisce la mia attenzione, che solletichi la mia ispirazione; “fotografando” squarci di quotidianità. Emozionarmi per emozionare è il mio “modus operandi”. Amante della mia Sicilia e studiosa delle sue tradizioni popolari da alcuni anni mi sono pure cimentata nella scrittura dialettale: fra canti, cunti, novelle e pujsie! Sovente collaboro artisticamente con attori prestigiosi i quali si prestano alla lettura dei miei testi. Amo definirmi un “cantastorie”, un menestrello che intrattiene a corte. Un giocoliere di parole. C’è poi un aspetto di me più intimo e profondo che esprimo attraverso quelli che chiamo “sospiri dell’anima”. Qui racconto il mio microcosmo interiore: le gioie, le lacrime ,le inquietudini e i malumori dello spirito. La mia ineluttabile voglia di scrivere qui diviene un vero canto dell’anima!