“Il colabrodo” | di Rossana De Santis

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Nella vita non vale il principio cartesiano causa-effetto: tutto e molto più complesso e imprevedibile e chi cerca di fare previsioni, anche le più generiche, spesso si ritrova buggerato come quest’anno Paolo Fox…

La realtà è  molto più complessa anche perché il tutto è molto di più della somma delle  parti come ha insegnato Pascal… ma non è il caso neanche di scomodare questi grandi pensatori: con l’esperienza si capisce che spesso non c’è nulla da comprendere, schedare, categorizzare: una mente “bucata” , aperta, come un colabrodo può accogliere tanto, proprio perché lascia scivolare via tanto…  ed è pronta all’imprevedibile perché ha spazio per accoglierlo…ma se scivola via tutto cosa rimane? Rimane un contenitore libero di accogliere sempre, libero di ricambiare il suo contenuto. Un contenitore che ha comunque una sua forma, quella non cambierà mai: la forma è la nostra essenza nei confronti del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto.

Un contenitore che rimane impregnato, macchiato, colorato da ciò  che ha  filtrato lasciando, però, scivolare via, senza riempirsi mai…

La “forma” è la nostra mente:  il nostro modo originale, unico di pensare e di essere; è la capacità di “apprendere ad apprendere” che è paradossalmente collegata alla capacità di “dimenticare”, di affrontare l’imprevedibile senza schemi già appresi;   in pratica, la capacità di rinascere ogni volta, navigando in un oceano d’incertezze.

Rossana De Santis