ENCEFALITE LIMBICA ESORDITA CON ANSIA E DEPRESSIONE: LA NECESSITA’ DI UNA VALUTAZIONE A LARGO SPETTRO CHE VADA OLTRE QUELLA PSICHIATRICA. PRESENTAZIONE DI UN CASO CLINICO.

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Oggi vi presento un caso che merita una riflessione, sulla necessità di una diagnosi a largo spettro quando i segni e i sintomi non sono tipici per una patologia psichiatrica, anche se la mimano. Impareremo che, grazie ad una diagnosi approfondita, possono essere la spia di un tumore sottostante che, se diagnosticato in tempo, può essere trattato.

INTRODUZIONE.

L’encefalite limbica è spesso una sindrome paraneoplastica nella quale, tipicamente, i segni neurologici si manifestano prima che il cancro venga diagnosticato.

I criteri diagnostici sono stati definiti di recente: 1) quadro clinico con encefalopatia 2) intervallo minore di quattro anni tra insorgenza dei segni neurologici e la diagnosi di neoplasia 3) esclusione di altre complicanze di natura neuro-oncologica (ovvero dovute allo sviluppo della neoplasia) 4) almeno un altro segno tra liquor suggestivo per segni di flogosi in presenza di pochi linfociti, RMN encefalo suggestiva di anomalie a carico dei lobi temporali (nella regione mesiale), EEG suggestivo di anomalie epilettiformi (Gultekin et al, 2000).

Tra i segni di encefalopatia, di recente si sono annoverati segni neuropsichiatrici.

CASO CLINICO.

Un interessante lavoro (Yalud et al, 2009) descrive  una forma di encefalite limbica insorta acutamente, senza una storia psichiatrica pregressa, in una donna di 52 anni, come ansia, depressione, attacchi di panico e sintomi di delirio paranoideo. Considerata l’insorgenza acuta di questi segni, in assenza di una storia psichiatrica, in una donna adulta, fu subito sospettata una patogenesi organica. Come da protocollo, alla RMN encefalo si evidenziarono i segni di una sofferenza a carico delle regioni mesiali di entrambi i lobi temporali, segno di rinforzo della diagnosi. L’esame liquorale escluse segni di encefalite virale e di neuro-sifilide. L’aspetto da sottolineare è che gli anticorpi onco-neuronali (altamente specifici se presenti), come gli anti-Hu, anti-Ta, anti-Ma, sono risultati assenti, come nel 40% dei pazienti con encefalite limbica. Alla PET, come spesso succede in casi di encefalite limbica ad anticorpi assenti, risultò una lesione altamente sospetta di malignità al polmone di destra. Veniva esclusa una relazione con un melanoma, da cui era stata operata dieci anni prima, vista la lunga latenza temporale e considerato che i segni neurologici hanno seguito quella neoplasia e non l’hanno preceduta.

Ai test neuropsicologici si evidenziò una sofferenza delle funzioni frontali, compatibile con la diagnosi e con i segni clinici di natura psichiatrica.

CONCLUSIONE.

Questo lavoro, ancora una volta, ci sottolinea quanto siano di confine segni clinici come ansia, depressione, disturbo da attacchi di panico, delirio paranoideo. Tali segni, se insorgono acutamente in una persona adulta, priva di una storia psichiatrica, devono sollecitare una diagnosi differenziale molto più ampia di quella prettamente psichiatrica, e coinvolgere la sfera delle patologie neurologiche.

In questo caso, trattandosi di encefalite limbica paraneoplastica, fu individuato un tumore al polmone, dal quale fu operata.

Iperintensità di segnale alla RMN encefalo nelle regioni temporali mesiali, segno di rinforzo della diagnosi di encefalite limbica.

 

Bibliografia.

– Gultekin SH, Rosenfeld MR, Voltz R, Eichen J, Posner JB, Dalmau J. 2000. Paraneoplastic limbic encephalitis: neurological symptoms, immunological findings and tumour association in 50 patients. Brain 123:1481_1494.

– Yalus I, Alemdar M, Tufan A.E., Kirmizi-Alsan E., Kutlu H. Limbic encephalitis presenting with anxiety and depression: A comprehensive neuropsychological formulation. The World Journal of Biological Psychiatry, 2009; 10(4): 616_619