La Germania dà il via al turismo – il 15 giugno riaprono i confini

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Il momento tanto atteso è arrivato: dato lo sviluppo positivo della situazione COVID-19, la Germania sta passando alla fase successiva – “il periodo post-corona”.

Il Ministro degli Esteri Heiko Maas ha annunciato il 3 giugno la revoca di tutte le restrizioni ai viaggi all’interno dell’Unione Europea: dal 15 giugno, le vacanze in 31 paesi europei saranno nuovamente possibili.

Tuttavia, il ministero metterà alla disposizione del pubblico una serie di “raccomandazioni di viaggio”, informazioni sulla situazione di ciascuno degli Stati accessibili al turismo.  

Si sconsiglia di lasciare l’UE almeno fino all’autunno, poiché ulteriori voli per recuperare i turisti tedeschi da altri continenti (come quelli che sono stati organizzati a marzo) non avranno più luogo.

Le attuali disposizioni si applicano ai 26 Stati membri dell’UE, al Regno Unito e ai 4 paesi Schengen non UE: Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein – naturalmente, a condizione che la situazione generale all’interno dell’Unione migliori costantemente, altrimenti verranno nuovamente imposte delle misure restrittive.  

Si desidera la ripresa delle attività turistiche, benefiche non solo per l’economia tedesca, ma anche per la stabilità economica dei paesi di destinazione dei flussi turistici.

Il 1 ° luglio, anche la Grecia e la Spagna daranno il via libera al turismo internazionale. La decisione dell’Italia di riaprire i confini “regionali” e nazionali il 3 giugno dopo quasi 3 mesi di blocco è stata considerata un po’ rischiosa…

Con la riapertura del 15 giugno si spera in una pronta ma calcolata rivitalizzazione di un settore gravemente colpito in tutta Europa, ma soprattutto nel Mediterraneo.

Il 17 marzo, gli avvertimenti del Ministero degli Esteri hanno preso di mira tutti i tipi di viaggio nei circa 200 stati del mondo – un passo senza precedenti nella storia contemporanea della Germania. Fino ad allora, le restrizioni di viaggio erano state imposte solo in caso di pericolo di vita, specialmente per zone di guerra come la Siria o l’Afghanistan.

Grazie alla situazione stabile degli ultimi mesi, la Germania ha già allentato una serie di restrizioni alla vita urbana.

Ristoranti e caffè hanno ripreso le attività il 15 maggio, con notevole successo nonostante le nuove misure di protezione (non sempre amate dai cittadini); i clienti stanno lentamente tornando ai negozi e in alcuni Länder sono già stati aperti bar, palestre e teatri / cinema.

Tuttavia, le restrizioni ai contatti sociali, le principali “responsabili” del successo della strategia tedesca, sono state prorogate fino al 29 giugno.  

Gruppi di max. 10 persone (o 2 famiglie) sono consentiti nello spazio pubblico e privato, ma si consiglia di ridurre al minimo i contatti giornalieri ed evitare gli spazi chiusi: sono essenziali le regole di igiene, la distanza “regolare” e l’adeguata ventilazione delle stanze.

Negli spazi chiusi (negozi e mezzi pubblici) è ancora obbligatorio indossare una mascherina protettiva.

Comunque, Berlino si prepara all’apertura “totale”: gli assembramenti pubblici che sono stati vietati per tanti mesi sono adesso permessi. Le manifestazioni di solidarietà con movimenti diventati globali hanno già avuto inizio: dalle proteste di Amnesty International davanti all’ambasciata cinese (in solidarietà con le sommosse di Hong Kong), alle dimostrazioni “Black Lives Matter”, che condannano l’uccisione di George Floyd a Minneapolis. 

Anche delle NGO e NGA, insieme a diversi movimenti politici e sociali legati ai diritti umani, migranti, migrazione e salvataggio in mare torneranno nello spazio pubblico dal 10 al 20 giugno: si conta sulla partecipazione di Seebrücke, Sea Watch e Mediterranea Berlin e di tante altre iniziative berlinesi.