Liselotte Parisi, direttrice al doppiaggio e scrittrice, ci presenta il suo romanzo d’esordio, Petali nel fango | INTERVISTA

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«Ho deciso di rendere pubblica questa storia proprio con l’intento di far sapere che nonostante la vita sia a volte difficile, dura, ingiusta, con la caparbietà, con l’amore per sé stessi e per il prossimo, la vita si può e si deve affrontare a testa alta e si possono affrontare ostacoli che sembra impossibile superare»

di Andrea Giostra

 Ciao Liselotte, benvenuta e grazie per avere accettato il nostro invito. Come ti vuoi presentare ai nostri lettori?

Grazie a voi per l’opportunità di far conoscere la mia storia. Dirò poco perché tutto è scritto nel mio romanzo breve. Nasco in Calabria da una famiglia molto agiata, ma a 18 anni mi trovo da sola ad affrontare una vita che fino ad allora era per me abbastanza serena e sarebbe continuata così, credo, per sempre se non fosse capitato qualcosa che avrebbe cambiato tutto. Ho subìto violenze e ingiustizie ma ce l’ho fatta a ottenere con fatica, comunque, una certa serenità. Ho una bellissima famiglia, un marito premuroso e duefigli meravigliosi. Lavoro in un mondo che se fosse stato vivo mio padre non avrei mai potuto avvicinare e che invece ha contribuito alla mia rinascita.

Come nasce la tua passione per la scrittura? Ci racconti come hai iniziato e quando hai capito che amavi scrivere?

Mi sono avvicinata molto per caso, in questi anni mi è capitato spesso di parlare della mia vita passata e delle situazioni che mi sono trovata a dover affrontare e molti mi dicevano “dovresti  scrivere un libro”. Un giorno in cui ero particolarmente triste per l’ennesima delusione da parte di una persona che io ritenevo amica, mi sono trovata a scrivere, a mettere nero su bianco i miei sentimenti, cercando di capire perché mi succedessero queste cose, scrivendo è come se avessi voluto conoscermi meglio, buttare fuori tutto, per poi poterlo rileggere come se fossi un’estranea, e vedere che effetto mi avrebbe fatto, è per questo che ho cambiato il nome della protagonista, per potermi sentire ancora più libera nel parlare di cose, situazioni che mi hanno ferito molto.

È stato appena pubblicato il tuo romanzo breve d’esordio letterario dal titolo Petali nel fango. Ci racconti come nasce questo libro, qual è l’ispirazione che lo ha generato, dove è ambientato e di cosa narra?

Io non sono una scrittrice, non mi sono mai sentita tale, ma l’ispirazione è stata, come sempre succede nella mia vita, il bisogno di capire, di capirmi. È ambientato nella prima parte in Calabria, mia regione natale, e poi a Roma, città che mi ha accolto dandomi l’opportunità di riscattarmi. Il libro parla di una ragazza che sin da bambina, nonostante una famiglia agiata alle spalle, ha dovuto affrontare situazioni molto difficili.

Cosa devono aspettarsi i lettori che leggeranno il tuo libro e qual è il messaggio che vuoi lanciare loro con questo tuo romanzo?

Devo dire che questo romanzo nasce come un diario, ed è rivolto alle numerose ragazze e donne che subiscono o hanno subito soprusi e violenze.

Una domanda difficile Liselotte, perché i nostri lettori dovrebbero acquistare Petali nel fango?

Non è una domanda difficile perché ho deciso di renderlo pubblico proprio con l’intento di far sapere che nonostante la vita sia a volte difficile, dura, ingiusta, con la caparbietà, con l’amore per sé stessi e per il prossimo, la vita si può e si deve affrontare a testa alta e si possono affrontare ostacoli che sembra impossibile superare.

C’è qualcuno che vuoi ringraziare per la realizzazione di quest’opera? Se sì, chi sono queste persone e perché ti senti di ringraziarle pubblicamente?

Ci sono persone che voglio ringraziare e che ho citato alla fine del libro. Vorrei rimanesse una sorpresa per loro.

Quali sono i tuoi prossimi progetti e i tuoi prossimi appuntamenti che vuoi condividere con i nostri lettori?

Ripeto, io non sono una scrittrice ma nel periodo appena trascorso di quarantena, mi sono trovata a pensare di scrivere altro, mi sono resa conto che leggere e scrivere mi rilassa moltissimo. E sto scrivendo un’altra storia che mi sta appassionando molto. Spero di potervela far leggere al più presto.

Se dovessi consigliare ai nostri lettori tre film da vedere e tre libri da leggere assolutamente, quali consiglieresti e perché?

Nei giorni di quarantena ho visto e rivisto vari film che mi hanno dato molto, uno è Albert Nobbs con Glenn Close in un ruolo davvero inaspettato, Il Velo dipinto con Edward Norton e Naomi Watts un film molto intenso, ambientato in un villaggio in Cina durante il colera negli anni ’20; e poi Colazione da Tiffany film che non ha bisogno di presentazioni ma che mi entusiasma e commuove sempre. Per quanta riguarda i libri ho riletto da poco Anna Karenina di Lev Tolstoj un classico, impegnativo ma che non dovrebbe mancare nelle nostre case. Poi amo le biografie delle regine e tra le tante biografie mi sento di consigliare L’ultima zarina, ho letto il libro di Greg King e infine I leoni di Sicilia di Stefania Auci, la saga di una famiglia siciliana alla fine del ’700, ambiziosa che vuole arrivare a farsi conoscere nel mondo, in quel periodo molto difficile, scritto per me molto bene, in cui le descrizioni dei posti, dei profumi, dei colori ti immergono totalmente in quell’atmosfera.

Come vuoi concludere questa chiacchierata e come vuoi lasciare i lettori che leggeranno questa intervista?

Vorrei ancora una volta ringraziare voi per l’opportunità di farmi conoscere dai vostri lettori. Spero che questo diario, diventato un romanzo, possa piacere a tutti, è una storia che parte dai primi anni ’60 fino agli anni ’80. Vent’anni durante i quali si attraversano molte situazioni e stati d’animo, ricordi di una bambina entusiasta per una gita al mare, i profumi delle paste comprate la domenica per il pranzo, gite in montagna, odori, sapori che non dimenticherò mai e che spero di far ritornare in mente ai lettori, per poi arrivare a una realtà, a momenti brutti ma ad altri bellissimi, che mi hanno aiutata ad andare avanti e spero mi aiutino ancora.

 

Liselotte Parisi

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Petali nel fango

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Andrea Giostra

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