Quando un uomo mangia un gatto | di Luca Salvi

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Ha creato molto scalpore un video diffuso sulla pagina social di Susanna Ceccardi, candidata leghista alla guida della regione Toscana.
In tale video si vede un giovane immigrato africano, presumibilmente irregolare, che verso l’alba del 30 giugno ha acceso un fuoco davanti ad una stazione per arrostirci un gatto e mangiarselo. Nel video si assiste ad una scenata furibonda da parte di una passante che urla e lo insulta, con il nero che le risponde che ha fame e non ha soldi. Una scena surreale, raccapricciante. Per alleggerire un po’, concedetemi allora una battuta: quando il dito indica la luna, l’imbecille guarda il dito. Quando un uomo mangia un gatto, l’imbecille guarda il gatto. E’ quello che ha fatto la Ceccardi e le centinaia, migliaia di commenti di cui potete bene immaginare il tenore. Per quanto mi riguarda, non è raccapricciante il fatto che un uomo mangi un gatto, ma il fatto che un uomo si riduca a mangiare un gatto! Mi fossi imbattuto io in una scena del genere, per prima cosa avrei assolutamente evitato urla, insulti, commenti velenosi e malevoli pieni di odio e di razzismo, indegni di un paese civile e cristiano, che di cristiano ormai ha solo le chiese vuote. E poi avrei cercato di dissuadere quel poveraccio dall’insano pasto portandolo con me a mangiarsi un panino o qualcosa di più sano.
Purtroppo molti si commuovono di più per un gatto che per un essere umano ridotto a mangiare gatti. Nemmeno sfiora loro il cervello l’ipotesi che questa persona possa anche avere dei disturbi mentali, causati da un’esistenza difficile e da chissà quali esperienze traumatiche. No, gli imbecilli si fermano al gattino e dimenticano la persona umana.
Ho provato a far ragionare qualcuno di questi imbecilli sui social, ma è tempo perso. Parlando di immigrazione, però, una persona mi ha chiesto cosa farei. Io non ho soluzioni immediate, chiavi in mano da proporre, nessuno le ha.
La vera soluzione, che richiederá almeno 2-3 generazioni, consiste nel chiudere i rubinetti ovvero rimuovere le cause delle migrazioni: fame, povertà, guerre, malattie, insicurezza. Ho conosciuto molti migranti, in particolare mi hanno colpito le parole di un nigeriano che vi riporto: “Qui da voi sto bene perché mi sento sicuro, avete la luce elettrica e la sera posso andare in giro tranquillo senza paura di essere aggredito e di ricevere un coltello nella schiena”. E stiamo parlando di uno dei paesi più ricchi dell’Africa: la Nigeria galleggia su un mare di petrolio ma chi gode di questa ricchezza è una ristretta oligarchia che fa affari d’oro con le multinazionali, mentre per le popolazioni del sud il petrolio è addirittura una maledizione. Per non parlare del problema terrorismo, Boko Haram e compagnia bella. Ci vorranno decenni dunque perchè in Nigeria ci sia il tenore di vita, la sicurezza e la ricchezza diffusa che c’è in Italia. Ecco perchè vogliono venire qui tutti. L’Africa è un enorme problema, ma i mali dell’Africa sono i frutti amari di un albero le cui radici sono saldamente piantate nel nord del mondo. Quindi è un problema che ci riguarda e che va affrontato con umanità e intelligenza. Non possiamo accogliere tutti, però una cosa la possiamo fare: RESTIAMO UMANI !

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Luca Salvi
Luca Salvi, anni 50 (classe '69), sposato con Alessia, padre di 5 figli. Medico fisiatra presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (VR), mi occupo di riabilitazione neurologica. Grande appassionato di sport (calcio, tifoso del Chievo Verona) e musica rock progressive (Genesis, Marillion, Yes). Sono cattolico, pacifista e ambientalista, da sempre attivamente impegnato anche in campo sociale, nell'accoglienza, nel volontariato e nel mondo umanitario. Ho collaborato con Medici Senza Frontiere, con la Banca Etica e con il Movimento per la Decrescita Felice per attività culturali e di promozione. Sostengo una scuola calcio in Colombia, alla Comuna 13 di Medellìn (progetto Aiutami a giocare). Da quest'anno sono volontario della Ronda della Carità, che offre assistenza (cibo caldo, coperte e vicinanza) alle persone senza tetto. Nel febbraio di quest'anno, insieme al Fondatore della Banca Etica Fabio Salviato e ad altri professionisti, ho creato una OdV (ex-ONLUS) chiamata Valpolicella Etica e Solidale (vedi pagina Facebook), finalizzata al fund raising per iniziative di solidarietà sul territorio e internazionale.