Una pazza giornata di vacanza di John Hughes | RECENSIONE di Giacomo Chiofalo

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Sale chiuse? Piattaforme di streaming senza esitazione (nell’attesa di tornare tra le poltrone dei cinema)! Questa volta parleremo di una pellicola degli anni ottanta dal carattere fresco, vivace, e incredibilmente poliedrico! Lo trovate senza troppi “setacciamenti” su Netflix (e, magari, anche su altri colossi di questo mercato, tuttavia non saprei parlarne con assoluta certezza).

 

Una commedia leggera, spensierata, resa viva da degli adolescenti (al termine della loro adolescenza) inarrestabili e desiderosi di trascorrere un giorno differente e distante dalla terribilmente tediosa routine scolastica; un dramma familiare perdurante che ha afflitto uno di loro dalla sua nascita, ma che ha trovato finalmente la sua svolta in questa giornata straordinaria; una piccola storia romantica adolescenziale poco invadente, che appare sporadicamente –in linea con il carattere e l’età dei protagonisti e con lo stile apparentemente disimpegnato dell’opera– e che non guasta mai; una rivalità tra fratelli che vedrà il suo sviluppo lento e latente, ma che culminerà in una risoluzione fondamentale –e meravigliosa!– per un lieto esito della pazza giornata di vacanza; una rappresentazione della ribellione tipicamente giovanile verso le imposizioni, causa di una battaglia indiretta, comica e avvincente –ma che ha, comunque, uno sfondo amaro– tra un preside caparbio nella sua frustrazione e uno dei personaggi principali; tutto questo in una sola pellicola dalla facciata semplice e, nel contempo, intrigante per la sua promessa di un’avventura in cui tutti si potrebbero rivedere –poiché non troppo distante dalla realtà–; che siate teenager, o apparteniate alla generazione X o siate baby boomers (cioè rispettivamente e attualmente adulti e anziani) e siate alla ricerca di un mezzo che vi riporti a quegli anni, nei quali probabilmente avete trascorso la vostra adolescenza, poco importa.

E’ poi da apprezzare la varietà di stili che è stata adottata per le scene, infatti, gustandovi il film, noterete che l’omogeneità delle riprese è spezzata da un giusto –e gradito– numero di “mutamenti” non troppo longevi: dal modus operandi di un thriller colmo di suspense, a quello di una pellicola di spionaggio rivisitata in chiave demenziale, o ancora a quello di un musical capace di lenire temporaneamente la coxartrosi (artrosi all’anca) non troppo avanzata di un anziano per un ultimo ballo gioioso –!–, o, infine, persino a quello di un inseguimento adrenalinico di un action non troppo surreale –che vi farà, comunque, allibire!

E riguardo ai personaggi? Ve li presenterò grosso modo –un po’ come si suole fare con delle persone reali, ma con un po’ di onniscienza! Primo perché “motore” dell’intera vicenda, Ferris, uno dei tre adolescenti protagonisti e artefici della gherminella, nonché il più temerario, astuto, spassoso, altruista verso i propri amici e, probabilmente e inaspettatamente, sentimentale –ah, e l’unico che riesca a infrangere la quarta parete!–; Sloane, la ragazza di Ferris, anche lei con il suo desiderio di evasione, essendo, però, più cauta e razionale del suo fidanzato; Cameron, il migliore amico di Ferris, per la sua condizione familiare turbante, ha sviluppato una psiche fragile, causa di malanni autoindotti che lo costringono a sciupare i suoi migliori anni nella più totale inerzia, benché, in fondo, non si sia arreso a destino siffatto –come di fatto dimostrerà! Una menzione speciale va al preside Rooney e alla sua segretaria Grace: un genio più frustrato che malefico insieme alla sua spalla goffa, che tenta di rovinare, esagerando, uno studente, ma che consegue solamente una serie di fallimenti –spassosi! Ah, e non crediate ch’io abbia dimenticato Jeanie, la sorella di Ferris; lei è quel tipo di sorella (o fratello, in altri casi) invidioso dell’altro, animato da un’invidia virtualmente maligna, ma che non si dimostra mai essere tale. Insomma, Rooney farebbe bene a imparare da lei!

In definitiva, se credete di non aver tempo per vedere il film, cito una frase di uno dei suoi personaggi:” Life moves pretty fast. If you don’t stop and look around once in a while, you could miss it”, ovvero:” La vita scappa via in fretta. Se uno non si ferma e non si guarda intorno di tanto in tanto, rischia di sprecarla.”

Giacomo Chiofalo:

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