“Gelosia: i comportamenti femminili più diffusi ed inefficaci” | di Daniela Cavallini

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Daniela Cavallini e Andrea Giostra
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Amiche ed Amici carissimi, la gelosia è tra i sentimenti più forti e deleteri oltreché induttiva di azioni meschine quando non criminali.

É un impulso da sempre associato all’amore – “amore vuol dir gelosia” -, ma in realtà è solo l’espressione del possesso e della paura di perdere chi riteniamo nostro, alla stregua di una proprietà, di un “oggetto”. “Mi ha rubato il marito”, asserisce inviperita la moglie nei confronti dell’amante, “dimenticandosi” che “lui” – il marito – è un essere consapevole della proprie azioni ed ha scelto di proseguire il suo percorso di vita accanto ad un’altra persona. “Lo consideravo un amico e guardate sto mascalzone, se la intendeva con mia moglie”. Nessuna assunzione di responsabilità è insita in queste frasi cosiddette “fatte”, solo la manifestazione del risentimento verso chi, per qualsivoglia motivo è, al momento presente, considerato un partner più allineato di noi all’evoluzione raggiunta. Non sempre i due partner “crescono” o “desiderano crescere” nella stessa direzione.

 

A questo, aggiungo che una persona dotata di autostima non accetta da sé stessa l’attuazione di comportamenti irrisori. La sofferenza non è una giustificazione atta ad arrogarsi il diritto d’insulto e diffamazione. Men che meno di stalking.

Cosa significa “comportamenti irrisori”? La soggettività della percezione non consente una definizione, tuttavia, con Andrea Giostra – Psicologo e Scrittore – abbiamo convenuto di trattare l’argomento con una simulazione che, tra il serio e il faceto, come avete dimostrato di gradire nelle nostre precedenti trattazioni, esemplifica ed enfatizza alcuni tra i più diffusi comportamenti.

In questa simulazione dedicata alla gelosia femminile, tocca a me il ruolo della donna rompiscatole, emotiva, priva di autocontrollo ed inefficace.

Andrea, interpreta un fedifrago che, pur mentendo, mostra equilibrio e coerenza, tanto da ribaltare la situazione in suo favore, sino a smascherare la mia paura di perderlo. Molto spesso è proprio la debolezza dell’uno la fonte di sicurezza dell’altro, a prescindere da torti e ragioni.

Successivamente, nel nostro prossimo incontro, invertiremo i ruoli e toccherà ad Andrea la manifestazione della gelosia maschile.

 

Daniela:

– Oggi avevi il cellulare sempre spento… ti ho cercato in ufficio e mi hanno detto che non ti hanno visto. Dove sei stato?

Andrea:

– Ero ad un convegno… lo sapevi…

Daniela:

– No. Non lo sapevo… non me l’hai detto…

Andrea:

– Allora vuol dire che ho dimenticato di dirtelo… qual è il problema?

Daniela:

– Come qual è il problema? Sparisci tutto il giorno, spegni il cellulare, in ufficio non so come rintracciarti, ma per te rimane… “qual è il problema?”

Andrea:

– Daniela, che ti prende? cosa succede?

Daniela:

– Niente… niente… lascia perdere…

Andrea:

– E invece no! Dimmi qual è il problema! Spiegami… Fammi capire… Ti rendi conto che sei aggressiva nel chiedermi le cose? Ti rendi conto che sei prevenuta? Oppure no?

 

In realtà, Andrea, ha trascorso una bellissima giornata con Francesca, tuttavia va da sé che non saranno certo le assurde recriminazioni – che sottintendono una malcelata pretesa di controllo – da parte di Daniela ad intimorire Andrea e men che meno lo indurranno a rivelare il suo peccaminoso segreto.

Daniela, dal canto suo, pur magari grazie al suo intuito femminile, avverte che lui le sta mentendo, ma sbaglia tattica, offrendo così di sé stessa un’immagine squallida, da “gendarmina” priva del coraggio di esternare il suo recondito pensiero. E questo, oltre ad allontanare il partner, lo fortifica emotivamente: comprende che lei “sbotta”, ma poi si ritira. Il massimo dell’inefficacia!

Si attacca qualcuno – e il partner non fa differenza – quando si è decise ad andare fino in fondo alla questione e non si lascia il discorso a metà, fingendo compatimento, perché, in tal caso, la compatita è lei, una donna che teme la verità, ma che non è in grado di controllarsi e sproloquia rendendosi una donnetta ridicola agli occhi di lui.

Non conosco nulla di più respingente di una “zecchetta lamentosa”.

Andrea:

– Daniela, sto aspettando la tua risposta, non sono disposto a farmi accusare ingiustamente di non so cosa. Anche se non ritengo di doverti giustificare nulla, perché non ne vedo il motivo, ti ribadisco che ero ad un convegno e nei convegni i cellulari si spengono… Quindi?

Daniela, che come prova detiene solo i suoi sospetti, è messa all’angolo. La prevedibile reazione, ancora una volta inadeguata, oscilla tra le lacrime e la plateale dichiarazione “tu non mi ami più”.

Questo è solo uno degli esempi, cui ne facciamo seguire un altro, altrettanto diffuso.

Daniela:

– In tintoria mi hanno restituito la tua giacca con la ricevuta della tua carta di credito, corrisponde al pagamento di un hotel in città, con chi ci sei andato?

Andrea:

– Con chi vuoi che ci sia andato? Sono passato a prendere il mio socio di Palermo all’Excelsior per degli incontri in azienda, e ho pagato il suo hotel com’è giusto che faccia e come fa lui quando io vado nella sua città…

Daniela:

– Ah certo… Il tuo socio… Hai sempre la risposta pronta tu… Il tuo socio… E tu paghi con la tua carta di credito personale…?

Andrea:

– È vietato da qualche norma forse? Pago come mi pare… Qual è il problema? Mi stai forse facendo il terzo grado? Smettila una volta per tutte di farneticare e di essere paranoica… Ok? MI stanchi così… Mi innervosisci…

Daniela:

– Ti stanco? Ti innervosisco? Davvero?

Andrea:

– Sì… davvero! Smettila per favore… Ok?

Daniela:

– No che non la smetto… Finché non mi dici con chi sei stato…

Andrea:

– Senti Daniela… Sono stanco e ho troppi pensieri per la testa… Stattene a casa che io stasera non rientro… Va bene così?

E così, Andrea, sbatte la porta ed esce di casa, lasciando Daniela in preda all’angoscia.

Ovviamente Andrea ha ricevuto in dono dalla stessa Daniela, l’alibi per trascorrere una romantica serata con Francesca.

Immagino pensiate che Daniela controllerà il cellulare di Andrea… Ebbene:

Daniela:

– Chi è Francesca?

Andrea:

– Francesca chi?

Daniela:

– Quella che ti telefona sempre…

Andrea:

– Quella che mi telefona sempre? Ma che dici?

Daniela:

– Sì, Andrea, ti chiama sempre…

Andrea:

– Ma che stai dicendo… Non mi chiama quasi mai… Sono io che chiamo lei… È l’A.D. della World Enterprise, una società inglese con la quale siamo in trattativa per chiudere dei contratti… Vuoi che lasci perdere perché tu sei gelosa?

Daniela si è rivelata ancora una volta debole: è palese che si è permessa di controllare il cellulare di Andrea, ma questo non le dà alcuna prova che effettivamente ci sia un tradimento o una cosca tra i due.

Daniela, ancora una volta, non affronta con fatti incontrovertibili Andrea e lo accusa scioccamente.

Chi tradisce, quantomeno a livello verbale, sa anche come gestire eventuali “scoperte” del partner, è preparato a rispondere a tono. Che cosa può far vacillare la sua sicurezza? Direi sostanzialmente due aspetti: prove alla mano, fornite da un detective – provvedimento molto utile anche per noi stesse che avremmo davvero potuto sbagliarci sul conto di un partner fedele – oppure affrontare con lui l’argomento riguardante la salute del rapporto esprimendo le nostre sensazioni di malessere, senza accusare lui.

Se dico che non mi sento amata, non accuso nessuno e nessuno ha il diritto di contestare la mia affermazione; se affermo “tu non mi ami più” sbaglio perché formulo un’accusa, pretendo di giudicare il sentimento dell’altro.

Ringrazio Andrea Giostra per la fattiva collaborazione, che proseguirà con il nostro successivo appuntamento, dedicato alla gelosia maschile.

Un abbraccio!

Daniela Cavallini