“Un’altra opportunità” | di Flaviana Pier Elena Fusi

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Flaviana Pier Elena Fusi
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Un profumo, una sensazione, qualcosa che ci rimanda ad un’altra stagione. Ci fa pensare che forse era proprio qui che dovevamo arrivare. È regola fondamentale quella di guardare gli accadimenti per imparare non solo la direzione dei venti. La vita col suo fluire ti può dichiarare molto di più di quanto puoi immaginare. Così ora comincio questa avventura per dire al mondo che ci è fornita una seconda opportunità e non è proprio una casualità. Come nel caso di questa rubrica, scrivo per una rivista speciale, che è molto di più di un’editoriale. Raccoglie temi di arte e cultura, e come impone la dicitura sono ricchezza per loro natura.

Impara l’arte e mettila da parte, insegnavano i nostri nonni, viene sempre buono il momento per stare in linea col mutamento. Si rimanda la conoscenza che così non resta evanescenza. Come si evince dalla Bio-Grafia, nella prima parte della vita mia mi offrirono l’occasione di curare una rubrica sul benessere esistenziale. Potevo sbizzarrirmi a ricercare e mi piaceva soprattutto parlare delle cose che rimandavano alla mia esperienza settoriale. Volevo essere fautrice e quindi navigatrice dei meandri esperienziali dei momenti abituali. A quel tempo non conoscevo le Leggi Universali ma capivo che gli accadimenti non erano casuali. Le persone che incontravo, le parole che dicevo e ascoltavo, tutto aveva un senso prestabilito che rimandava un segno inaudito. Solo successivamente compresi quanto era potente questa casualità che Young chiama sincronicità: Intuizione con la quale si può fare anche una previsione. Prevedere per pianificare è talento naturale dato a chi vuole veramente guardare. Dietro il velo degli accadimenti ci sono infiniti firmamenti. Magie che si possono raccontare e che una grande mano possono dare. Tutto questo per spiegare che già sapevo prima che qua sarei dovuta arrivare. La vita parla in due tempi e ti palesa gli accadimenti. Questa è la seconda opportunità che la vita mi offre qua, come il ruolo di questo caso ricopre per tenere una rubrica che già piacere offre. Non è fatalità.

Legenda:

I due tempi rappresentano il cosiddetto RADDOPPIAMENTO. Nella Bibbia è citato con le parole TOHU-VA-BOHU che in ebraico, lette da destra a sinistra si scrivono così: תהוּ ו בהוּ

Nel nuovo testamento, non a caso, questa legge diviene evidentissima quando nel vangelo di Giovanni, e soltanto nel suo, Gesù comincia a parlare utilizzando le parole: “In verità, in verità vi dico”. Tale linguaggio non serve solo a far presa sugli astanti ma a lasciare una traccia profonda nella loro memoria e in quella dei tempi. Nessuno, ancora oggi, resta indifferente di fronte alla potenza di queste due semplici parole. A distanza di due millenni fanno ancora presa sull’ascoltatore, vittima sacrificale della potenza inaudita di tale Legge dell’Ordine universale. Giovanni, a differenza degli altri apostoli è il più ricettivo. Sarà forse la radice AGNI (ANNI) che in greco significa fuoco inserita nel suo nome. Tale fuoco gli dà quella potenza necessaria ad afferrare fino in fondo le conoscenze di Gesù. (Edoardo Flaccomio).

Flaviana Pier Elena Fusi

Chi è Edoardo Flaccomio: Matematico e fisico, Amorreo e Ricercatore spirituale. Terzo classificato per la saggistica con il saggio: Testa e Croce, al premio internazionale: GOLDEN ASTER BOOK Civitavecchia (Roma) prossimamente in libreria e sui social Co-autore con il regista VERDIER e D. ROTH per il programma radiofonico internazionale Magellano: Le premier Tour du Monde (il primo viaggio attorno al mondo) Vincitore primo premio poesia presso Gruppo Fara di Bergamo.

Edoardo Flaccomio

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Flaviana Pier Elena Fusi
Vivo, prego, amo: Bio…Grafia. Nord Italia, Lombardia. Brescia è precisamente la città che mi diede i natali. Il nome Berescit qui è inserito; la Testa Parlante, la Coscienza Universale che guida la Totalità, guida anche la mia esistenza. Trascorro i primi ventitré anni studiando. Magistrale, maturità, la consuetudine vuole che si dica maturità Magistrale a cui segue un quinto anno ad indirizzo giuridico per acquietare la mia sete di giustizia. Logica conseguenza è l’università statale di Milano, l’indirizzo è giustappunto Giurisprudenza. Pochi esami mi bastano per capire, benché il primo di Diritto privato lo ricordi ancora con la stessa emozione, mi accorgo che non è la giustizia di questo mondo quella a cui anelo. Rincorro altro. È tensione che vuole la mia anima libera da condizionamenti, da vincoli, da dogmi impartiti e da quelle regole ferree che non calzerebbero neppure al ferro. Mi piace spaziare in ogni direzione, me stessa è il verso che prediligo. Mi scruto per sanare antiche ferite. Guardo bene dentro, prima di mostrarmi fuori. Non sono pronta! Psicomotricità aiuta ad armonizzare il movimento con lo spirito. Un triennio, come laurea breve e sono in regola: abilitata ad una professione. Scelgo di aprire una palestra, poi due e alla fine saranno quasi tre se considero il mio studio privato, spalmati tra Brescia, Verona, laghi e valli. È vera scuola, la palestra di una vita. Gli atleti, amici e quasi figli. Le amiche, colleghe e quasi sorelle. Gli allenamenti sprigionano energia che tempra e i risultati arrivano anche se non li vado cercando. Accumulo una serie di brevetti che nemmeno ricordo, ma posso considerarmi istruttrice di svariate discipline. Cominciai con l’aerobica, che impazzava in quegli anni, per passare al body-sculpturing, step e via così fino a collezionare tutti quelli dettati dalle mode del momento. Ginnastica dolce, ginnastica isometrica, ginnastica in salsa. Impartisco personalmente corsi di training autogeno: una corsa a tutto. Lezioni sparate di fila che mantengono il mio corpo scattante e la mia mente pronta. Mi ritempro e quando abbasso la saracinesca della palestra sono preparata per altra attività: la ristorazione. Una passione che contiene più di una virtù: l’ospitalità, il ricevere, la disponibilità ad accogliere mi aiutano a diventare donna. Il primo ristorante a venticinque anni, il secondo a quaranta e il terzo? Beh il terzo scelgo di farlo all’estero. Ho maturato una certa esperienza nel campo dell’imprenditoria. So cosa funziona e cosa no. Sull’onda dell’espansione diversifico gli interessi economici. Mi tuffo nel mondo della bellezza… dell’anima. Lo spirito mi guida come vento sottile ad aprire il ‘Centro Benessere ‘Siddaharta’. Sulle rive del lago di Garda apre i battenti un atelier, dove l’estetica si unisce alle profondità dello spirito. Come dentro così fuori. Ispirato al principe Siddharta, questo negozio contiene in sé incanti reconditi, che solo ora si palesano nella loro sincronicità cosmica. Avevo trentacinque anni quando inaugurai quel centro, esattamente la stessa età che il Principe aveva quando ricevette la Buddità. Siddharta si trasforma in Buddha. Il nome significa esattamente: il risvegliato, l’illuminato, colui che detiene la Conoscenza, che intende perfettamente come parla la Vita. Da quell’esperienza nasce la mia trasformazione. Quell’anno 2000 segna il mio Vesak, è questo il nome dato dalla dottrina buddista al compleanno di Budda. Viene celebrato ogni anno nel plenilunio di maggio, casualmente anche il mio mese di nascita. È in quell’anno che inizia la mia attività scrittoria pubblica, mi propongono di curare una rubrica sul benessere per una rivista locale: ‘La Bolina’. Sono imprenditrice di me stessa, ma tendo ad un altro tipo di creazione, diventare madre è l’anelito che mi spinge a lasciare questa impresa; il momento arriverà qualche anno più tardi. Nel frattempo rischio e ricomincio. Seguo stage e aggiornamenti e non tralascio l’attività politica. Sono propositiva, credo nella globalizzazione ed è qui che riesco a ‘portare a casa’ qualche risultato cimentandomi nella collaborazione diplomatica, per così dire, che favorisce il gemellaggio tra comuni di diversi stati. Parlo tre lingue e scrivo, scrivo, scrivo. La scrittura mi catapulta in un mondo nuovo fatto di comunicazione. Il mio primo romanzo autobiografico “ Le Rivelazioni della Stella Bianca” è dedicato a mia figlia. Bianca: il sogno realizzato. È per merito di questo libro che approdo in radio; una emittente storica, la più importante della regione Calabria, mi offre un appuntamento fisso. Sono ospite tutti i lunedì, nel programma Blaterando, ideato e condotto da Anna Maria Esposito responsabile della testata giornalistica. Una scuola di voce, di toni e di parole scelte con cura. Contenuti lavorati e rielaborati per essere trasmessi con spontaneità nuova. Il pubblico non lo vedo, ma lo percepisco vivace e attento. Mi galvanizza l’incontro ‘in onda’ e sono fiera di far parte in certo modo di uno staff radio. L’emozione prende forma da una canzone che dà il ‘LA’ e … ‘SI FA’ il programma. Risuona armonia fuori da me e riporta nuova linfa in me, quella che poi a casa utilizzo per scrivere ancora. Il secondo e il terzo libro si sono creati magicamente e quasi contemporaneamente. La fase del riscaldamento motori è iniziata; è il tuffo nella mia vita ciò che ora mi interessa!