Barbara Terrana, Collage-Artist palermitana | INTERVISTA

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Barbara Terrana
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«L’arte nutre i sentimenti, ci sarebbe tanta tristezza senza, saremmo simili a dei robot come nel film Equilibrium di Kurt Wimmer, dove, in un futuro improbabile, un dittatore obbliga i suoi sudditi a cancellare le emozioni obbligandoli a iniettarsi un farmaco che li rende quindi più governabili»

di Andrea Giostra

Ciao Barbara, benvenuta e grazie per la tua disponibilità. Ai nostri lettori che volessero conoscerti quale artista delle arti visive, cosa racconteresti di te?

Grazie a voi per l’invito. Posso dire che l’arte è stata sempre presente dentro di me, anche se la mia formazione è solo frutto del mio vissuto e del mio sentire, dal momento che i miei studi non hanno nulla a che fare con l’arte ma bensì con i numeri. L’arte ce l’hai nel sangue e la predisposizione si vede sin da piccoli. Infatti io ho manifestato subito la passione per le arti visive cominciando a disegnare, poi a dipingere e in un secondo step, iniziato circa 7 anni fa, ho sperimentato il collage e da allora faccio solo quello perché riesco ad esprimermi meglio.

Nelle tue pagine social ti definisci una Collage-Artist. Cosa significa se volessi spiegarlo ai nostri lettori?

Collage-Artist è colui che, con la carta, ha la capacità di accostare dei ritagli o dei semplici strappi da riviste e giornali e creare scenari astratti o reali mantenendo un equilibrio cromatico o tematico che risulti fruibile.

Come è nata la tua passione per l’arte e per le arti visive in particolare? Quale il tuo percorso professionale e artistico?

Come dicevo prima non c’è un percorso artistico formativo, se non l’esperienza che ho acquisito negli anni.

Come definiresti il tuo linguaggio? C’è qualche artista al quale t’ispiri?

Un linguaggio criptico che invita il fruitore a interpretare con il proprio sentire e quindi ad usare la propria chiave di lettura. Non ho avuto artisti che mi hanno ispirato particolarmente. Mi basta una tela bianca.

Chi sono stati i tuoi maestri d’arte che ami ricordare?

Maestri non ne ho avuti, ma adoravo guardare mio padre mentre dipingeva per diletto e mio zio Gigi Martorelli che con i suoi colori e contrasti cromatici, mi incantava.

Gino de Dominici, grandissimo genio artistico del secolo scorso, a proposito di arte e creatività, diceva: «Poi c’è l’equivoco tra creazione e creatività. L’artista è un creatore. E non è un creativo. Ci sono persone creative, simpaticissime anche, ma non è la stessa cosa. Comunque, questa cosa qui dei creativi e degli artisti, nasce nella fine egli anni Sessanta dove iniziano i galleristi ad essere creativi, poi arrivano i critici creativi, poi arrivano i direttori dei musei creativi… E quindi è una escalation che poi crea questi equivoci delle Biennali di Venezia che vengono fatte come se fosse un’opera del direttore. Lui si sente artista e fa la sua mostra a tema, invitando gli artisti a illustrare con le loro opere il suo tema, la sua problematica. Questo mi sembra pazzesco.» (Intervista a Canale 5 del 1994-95). Tu cosa ne pensi? Secondo te qual è la differenza tra essere un “artista creatore” – come dice de Dominicis – e un “artigiano replicante” che crede di essere un “artista”?

La differenza tra creatività e creazione sta nel fatto che in un quadro è più facile leggere il momento che l’artista sta vivendo, tra i suoi colori cogliere la sua essenza e questa cosa ti può pervadere, e quindi questa è creazione. L’artigiano con la sua creatività può realizzare oggetti meravigliosamente “simpatici”, per usare l’aggettivo di De Dominicis, ma che non hanno un’anima definita che ti porta alla contemplazione.

Sempre de Dominicis, a proposito dei critici d’arte: «…che hanno dei complessi di inferiorità rispetto agli artisti. Sono sempre invidiosi. È una cosa che è sempre successa. C’è poco da fare.» (Intervista a Canale 5 del 1994-95). Tu cosa ne pensi delle parole di De Dominicis? Servono davvero i “critici d’arte” alla buona arte e alla vera cultura?

Non mi piacciono i critici d’arte, cioè non credo nel loro ruolo, non penso che abbiano senso di inferiorità. Soltanto un parametro di giudizio dettato troppo dalla loro esperienza e dagli studi, che non riescono ad abbracciare tutte le arti visive esistenti, per cui non mi fido, non li ritengo imparziali se non per un discorso di business!

Quali sono secondo te le qualità, i talenti, le abilità che deve possedere un artista per essere definito tale? Chi è “Artista” oggi secondo te?

Non ci sono qualità, serve solo il talento o ce l’hai o niente, puoi avere titoli artistici e accademici ma senza talento, niente…

Charles Bukowski, grandissimo poeta e scrittore del Novecento, artista tanto geniale quanto dissacratore, in una bella intervista del 1967 disse… «A cosa serve l’Arte se non ad aiutare gli uomini a vivere?» (Intervista a Michael Perkins, Charles Bukowski: the Angry Poet, “In New York”, New York, vol 1, n. 17, 1967, pp. 15-18). Tu cosa ne pensi in proposito? Da questa prospettiva, a cosa serve la tua arte, ovvero, le arti visive in genere?

Io vivo di arte e come credo Bukowski intendesse, vivere emotivamente non per sostentarsi! L’arte nutre i sentimenti, ci sarebbe tanta tristezza senza, saremmo simili a dei robot come nel film Equilibrium di Kurt Wimmer, dove, in un futuro improbabile, un dittatore obbliga i suoi sudditi a cancellare le emozioni obbligandoli a iniettarsi un farmaco che li rende quindi più governabili.

Nel gigantesco frontale del Teatro Massimo di Palermo, la nostra città, c’è una grande scritta, voluta dall’allora potente Ministro di Grazia e Giustizia Camillo Finocchiaro Aprile del Regno di Vittorio Emanuele II di Savoia, che recita così: «L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire». Tu cosa ne pensi di questa frase? Davvero l’arte e la bellezza servono a qualcosa in questa nostra società contemporanea tecnologica e social? E se sì, a cosa serve oggi l’arte secondo te?

Una frase verissima, specialmente oggi che si vive più virtualmente che veramente, l’arte ci infonde quel calore umano che ci aiuta a rinnovare le emozioni altrimenti gelate dall’appiattimento della tecnologia che ormai ha preso il sopravvento cosa che è anche giusta, si deve andare avanti con la scoperta e la ricerca, ma sovente bisogna fermarsi e riscaldarsi il cuore davanti a un’opera d’arte o un libro che profuma di carta.

Cosa consiglieresti a giovani donne che volessero cimentarsi nella tua professione? Quali i tre consigli più importanti che ti senti di dare?

Non la sento come una professione è uno stato di abbandono dei sensi più che altro. Credo che i consigli non servano molto nel campo dell’arte, diversamente ci si contamina. Incoraggiare quello sì, sempre! Se c’è la passione e il talento si riesce sicuramente ad esprimersi.

Ci parli dei tuoi ultimi lavori e dei lavori in corso di realizzazione? A cosa stai lavorando in questo momento? Hai qualche mostra in programma?

Ultimamente ho trovato molto riscontro nella tecnica del mosaico collage che consiste nel ritagliare delle tesserine di carta con le quali adoro poi creare paesaggi di ogni genere come per esempio fondali marini o figure aliene…

Dove potranno vedere le tue opere e dove potranno seguirti i nostri lettori e le persone che vogliono vedere i tuoi lavori?

“Citrus Lab” | il Laboratorio di Barbara Terrana

Attualmente sono responsabile di un laboratorio, Citrus Lab, che si trova a Palermo in via Visita Poveri 9, e venerdì 10 luglio 2020 alle ore 18:30 faremo l’inaugurazione. Il laboratorio fa parte del circuito Alab, associazione di cui faccio parte, motore propulsivo della nascita di varie botteghe artigianali-artistiche che con il suo impegno sta contribuendo già da diversi anni alla rinascita del centro storico palermitano, riqualificando una parte del territorio che sarebbe diversamente abbandonato al degrado.

Barbara Terrana

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Citrus Lab

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Inaugurazione Citrus Lab | Via Visita Poveri 9 – 90133 Palermo

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 Andrea Giostra

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