“Come fare Teatro può cambiare la visione del mondo” | di Fannie Fairbanks

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Nei film e nelle serie televisive più seguite dai Millennials e ambientati nelle High school prevalentemente anglosassoni, non può certo passare inosservata una categoria di studenti un po’ singolare: sto parlando del club del Teatro, o come qualcuno preferisce, Drama Club. Esso è spesso rappresentato come un gruppo piuttosto eterogeneo, composto di varie personalità emarginate ed estrose che, tuttavia godono di poca stima da parte dei compagni di scuola i quali stanno ben attenti a non farsi beccare anche solo a parlare con loro.

Naturalmente nel cinema e nella televisione ogni cosa è esasperata inverosimilmente ed è così che si creano i cliché ai quali siamo stati abituati.
Sappiamo tutti che la realtà è ben diversa, ma in ogni leggenda metropolitana vi è pur sempre un fondo di verità. In questo caso la verità sta nella consapevolezza che per iniziare un percorso teatrale è necessario un briciolo di stravaganza e di follia.
Molti di noi si trovano a scoprire questo mondo in diversi momenti della vita e ne rimangono piacevolmente sorpresi. C’è chi ha la fortuna di sperimentarlo fin dall’infanzia, chi da giovane, chi in età più avanzata.
Ancora oggi persistono ancora troppi pregiudizi legati a questa sfera artistica –se così si può definire- tra i quali la credenza diffusa che sia un passatempo un po’ strambo e fuori dal comune, come del resto coloro che lo sperimentano. Oppure una forma d’intrattenimento inutile che non porta a nulla.
Le persone che intraprendono questa strada lo fanno non di rado su consiglio di amici, conoscenti e talvolta persino di psicoterapeuti che vorrebbero fargli sconfiggere l’eccessiva riservatezza, e vi mentirei se dicessi che non muovono i primi passi con grande titubanza e tante insicurezze radicate, pensando di non essere in grado di fare questo o quello. Magari hanno persino il terrore da palcoscenico, ma finiscono con lo scoprire delle risorse in se stessi che neanche avrebbero mai immaginato di possedere.
Il teatro non è soltanto, come molti credono “Imparare a recitare” giocando a far finta di essere qualcun altro per un paio d’ore, ripetendo a pappagallo frasi lette in un copione.
È qualcosa che ti permette di guardare oltre e dentro te stesso, aprendoti agli altri, affrontando nuove sfide, uscendo dagli schemi, superando i limiti e le barriere auto imposte trascendendo lo spazio e il tempo.
Rappresenta una delle più alte forme di libertà d’espressione creativa, oltre che una delle vie più efficaci per la socializzazione.
Infine, e questo potrà apparire come il più grande dei paradossi, ognuno ha la possibilità di interpretare tutti i personaggi che desidera, ma allo stesso tempo avvicinarsi sempre di più alla propria essenza.