“Le pietanze di zia Anna” | di Rossana Lo Giudice

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Rossana Lo Giudice
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Quando cucinare diventa un atto sacro e d’amore per i propri cari!

Maccarruna siciliani della zia Anna

La cucina è una vera Ars soprattutto per le donne sicule di una volta, sempre intente a dimenarsi tra i fornelli e preparare le pietanze più disparate per i propri cari.

Cucinare per i propri familiari, figli, nipoti, marito, è un modo che la donna (madre, moglie, zia) ha per dimostrare affetto agli stessi: un vero atto sacro e d’amore. In tal senso il cibo diventa leccornìa del cuore che profuma di sapore e intimità, di sole e terra di Sicilia. Di casa e focolare, agrumi e azzurro mare.

Si fa riferimento a donne di una certa età, veraci e genuine, altresì ancorate ad una morale severa e antica imperniata sulla famiglia e il lavoro. Un modus facendi, il loro, completamente avulso dal contesto di una società moderna e sofisticata nonché fruitrice delle moderne tecnologie per la cucina.

A dimostrazione di ciò le pietanze di Zia Anna, madre e moglie, sempre felice di “saziare” d’amore i propri cari. Le sue prelibatezze fanno un baffo ai Master chef e solleticano l’olfatto stuzzicando l’appetito.

Una vera delizia per il palato! Prive di additivi e coloranti sono il frutto e la maestria di mani d’oro e laboriose: il sapere di un’arte povera che racconta semplicità dell’anima.

Un tripudio di aromi, una festa di colori, le pietanze di Zia Anna ubriacano i sensi e sortiscono guizzi di felicità a chi le mangia!

Rossana Lo Giudice

 

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Rossana Lo Giudice
Tenterò di raccontarmi in poche righe! Non so se ce la farò essendo prolissa, senz’altro eviterò di tediarvi riportando per intero il mio Curriculum Vitae! Ho un percorso di studi universitario in campo pedagogico. Sono un’artista eclettica: poeta, scrittrice e musicista. Diplomata in pianoforte al Conservatorio, coltivo altre passioni quali la recitazione, il disegno e la fotografia. Amo l’arte nella sua ineffabile bellezza e poliedricità delle sue espressioni. Scrivo sin da quando ero piccina. Sono una famelica di scrittura: quando la penna guizza sulla carta mentre dita ballerine ne accompagnano il movimento come fosse danza di farfalle, ne sono ben felice. Sempre pronta a catturare emozioni per destarne altrettante a chi mi legge. Cammino sovente con un taccuino in borsa per annotare ciò che scalfisce la mia attenzione, che solletichi la mia ispirazione; “fotografando” squarci di quotidianità. Emozionarmi per emozionare è il mio “modus operandi”. Amante della mia Sicilia e studiosa delle sue tradizioni popolari da alcuni anni mi sono pure cimentata nella scrittura dialettale: fra canti, cunti, novelle e pujsie! Sovente collaboro artisticamente con attori prestigiosi i quali si prestano alla lettura dei miei testi. Amo definirmi un “cantastorie”, un menestrello che intrattiene a corte. Un giocoliere di parole. C’è poi un aspetto di me più intimo e profondo che esprimo attraverso quelli che chiamo “sospiri dell’anima”. Qui racconto il mio microcosmo interiore: le gioie, le lacrime ,le inquietudini e i malumori dello spirito. La mia ineluttabile voglia di scrivere qui diviene un vero canto dell’anima!